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L'ANGOLO DI JULIA
JK 136 - Bad Boys

a cura di Melissa Camerani


Io adoro i teschietti e ogni loro rappresentazione. E' la prima cosa che ho notato sulla copertina di questo numero, ma il "gingillo" a nulla ha potuto: la copertina non mi è piaciuta dal primo istante e nemmeno l'ho rivalutata dopo la lettura del fumetto. Eppure razionalmente non mi sembra che sia male, le gambe dei "ragazzi cattivi" che, pur con l'effetto prospettiva, sottolineano la superiorità sia fisica che numerica, le ombre che si avvicinano minacciose e il muro che non lascia via di fuga ad una Julia piccina piccina ed impaurita. Ecco forse è questo che mi indispone: l'immagine non lascia via di scampo.
Più o meno è la stessa cosa per la sceneggiatura. Un compito svolto bene, davvero. La storia è ben articolata: non viene trattato solo il "caso" di turno, ma sprazzi di vita di Julia entrano nella trama rendendola ricca di umanità. Julia porta avanti il caso del rapimento del ragazzino in concomitanza con il problema del figlio di Emily e ancora una volta aver a che fare con ragazzi giovani crea in lei i soliti conflitti interiori sul tema della maternità e sensi di colpa che si palesano in terribili incubi. Ma se solitamente troviamo una Julia che subisce gli attacchi della sua mente, questa volta la vediamo combattiva e decisa a non lasciarsi sopraffare. Una bella novità!
La cura dei personaggi poi è ottima, durante l'indagine incontriamo diverse figure importanti nella vita del rapito ed ognuna è sviluppata con grande cura: il padre severo ed intransigente, che col suo carattere spinge il figlio a cercare un diverso modello maschile nell'ex pilota di moto e ora meccanico quasi fallito, ma soprattutto la ex insegnante che dà lezioni private al ragazzino e che si merita uno spazio importante e drammatico all'interno della trama.
Insomma c'erano tutti i presupposti per un buon risultato. E probabilmente lo è stato, ma si capisce fin dall'inizio come va a finire, e questa certezza mi ha fatto perdere il gusto della lettura. Un po' come nei telefilm di Colombo, il fatto che si sapesse chi era l'assassino, mi rendeva l'indagine indifferente.
I disegni sono di un buon livello, ma anche qui non incontrano molto il mio gusto personale.
Insomma, io non ne sono rimasta entusiasta, ma devo ammettere che la mia parte razionale è stata ottenebrata dal mio lato emozionale.




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