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L'ANGOLO DI JULIA
JK 140 - La Mantide

a cura di Melissa Camerani


La copertina non mi ha entusiasmato né a prima vista né dopo la lettura dell'albo. Non posso dire che sia brutta ma, nonostante la tragica scena rappresentata, non ci ho trovato nessun elemento che mi suscitasse qualche emozione.
La storia invece non è male, anche se è un po' tirata al limite del credibile. Diciamo che in questo numero ho apprezzato più gli intermezzi: quei piccoli accadimenti che non hanno a che fare con la storia principale, ma che Julia comunque vive, perché la sua è una vita "vera", con contrattempi e vicissitudini spicciole. Questi, magari sembrano non portare a nulla nell'economia del racconto d'indagine, ma caratterizzano sempre di più il personaggio e ce lo rendono vicino, palpabile, appunto "vivo".
E in questo numero troviamo una seccante vicina di casa che non dà tregua alla nostra eroina e la vessa costantemente. Finalmente qualcuno a cui Julia non piace... ovvio che non piaccia ai delinquenti a cui dà la caccia, ma questa volta non piace ad una anziana (anche se decisamente indisponente e arrogante) signora. Ecco forse è questa la cosa che mi è piaciuta di più in tutto l'albo.
L'idea principale invece ha un po' di leggenda metropolitana: una ragazza che diffonde l'AIDS per vendetta... beh, insomma, ecco... c'è stato di meglio.
Non è che l'argomento sia mal sviluppato, anzi il ritmo è buono, i personaggi sono ben caratterizzati, c'è un studio abbastanza azzeccato di certe tematiche e problematiche giovanili e anche i disegni mi sono piaciuti. I pezzi dell'indagine si incastrano con il giusto ritmo e la fine è ben orchestrata. E' un vero peccato che quest'albo non sia stato sostenuto da tutti gli elementi che lo compongono.
Ah! Questa volta sono da sottolineare le performance di Emily che ho trovato davvero gustose.



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