L'ANGOLO DI JULIA
JK 150 - Una luce all'orizzonte
a cura di Melissa Camerani
Diciamocelo, la copertina di questo mese è davvero bruttina...i colori, la composizione, le figure... l'unica cosa che che si salva è la libellula, sospesa e ferma nel suo frenetico turbinare di ali.
Al contrario, la storia mi è piaciuta molto come anche la figura del protagonista indiscusso di questo albo: Ivan.
Un malato, un pazzo, un alieno? Di sicuro il suo modo di vedere e vivere le cose, così semplice, diretto e naturale (e perfino un po' sensitivo), fa pensare a quanto nella vita spesso per affrontare il mondo del lavoro e la vita sociale ci si ritrovi ad essere interpreti di un ruolo o a dissimulare i veri sentimenti e i propri pensieri in ragione di un inserimento che in definitiva risulta fittizio e sterile. Anche se alla fine, persone come Ivan, si ritrovano a dover trascorrere la vita nella stanza di un ospedale psichiatrico.
Insomma, questa persona così particolare si ritrova all'inizio sospettata di complicità in un crimine e poi coinvolta nelle indagini su un sequestro di persona mentre in parallelo si cerca di capire chi è e come riuscire ad inquadrare la sua situazione.
Il caso di rapimento non ha una particolare complessità e il finale è un po' scontato, ma è proprio nell'inserimento di questo personaggio (Ivan) e di Margaid, la suora amica di Julia che lavora nel braccio della morte (una vecchia conoscenza già comparsa nel numero 87), che la storia si fa avvincente.
Ormai negli albi di Julia la vita privata e i legami affettivi e l'inserimento di “personaggi” che sono sempre più “persone” portano le storie ad uscire dal solito schema di caso o indagine fine a se stesso. Quello di Julia è sempre di più un mondo che si va creando e non una semplice serie di racconti slegati uno dall'altro. Pur non esistendo una stretta continuity io trovo che la cura che viene usata per rappresentare il mondo interiore ed esteriore della protagonista porti ad immergersi ogni volta in questo mondo in cui tutto quello che è stato concorre in qualche modo in quello che è ora.
“Un posto vale l'altro, basta un po' di sole, un po' di luce all'orizzonte...”
inizio