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Julia # 72 - La straniera - Settembre 2004

Soggetto
: Giancarlo Berardi
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero
Disegni: Steve Boraley
Copertina: Marco Soldi

Trama: “Non tutti nella capitale nascono i fiori del male, qualche delitto senza pretese l’abbiamo anche noi in paese…”. Versi perfetti per commentare il massacro di Dinkeltown, un pacifico villaggio (all’apparenza) da qualche parte sugli Appalachi. Una famiglia intera annientata con ferocia inimmaginabile e nessun colpevole. Almeno fino a quando Julia, sollecitata dal suo vecchio amico Matthew Bradley, agente dell’FBI, non scende in pista e, sotto le mentite spoglie della sociologa Judy Kane, inizia a rovistare nel profondo della cattiva coscienza di Dinkeltown. Il compito non sarà facile, e per condurlo a termine la nostra criminologa dovrà avvalersi anche delle doti di una moderna fattucchiera, Frances Brown…

Tratto dal sito ufficiale Bonelli

 

> STATISTICHE

- Numero votanti: 7
- Votante piu' buono: beltanius .. 30/7
- Votante piu' cattivo: daniZ .. 20/7


> MEMORABILIA

- SCENA PIU' BELLA:
* Pagg.13-20. La sequenza dell'omicidio-falena (3 voti)

- FRASE PIU' BELLA:
* pag.61 Webb in cucina, alle prese con l’allagamento dovuto ad un problema della lavastoviglie che dice: “Mi stavo rilassando, poi farò una doccia.”
* pag.62 Webb: "Lo vede? La distanza ci fa bene. Invece di litigare, continuiamo a darci ragione a vicenda"
* pag. 121-122.La dichiarazione di Francis.
* pag. 130. La frase finale:"Adesso decido io della mia vita"


> QUOTE & COMMENTI

- COPERTINA: 69.39%
Un giudizio, come sempre, più che positivo per Soldi nel realizzare le sue copertine, ricche di particolari che rimandano con precisione agli elementi all'interno della storia (prima fra tutti il modello dello scooter di Julia!) e che in questa occasione viaggiano sullo stesso binario con il racconto, in modo particolamente fedele. Il soggetto scelto, che a qualcuno non piace, sa un po' di "bucolico", anche se l'ascia di Amos, il taglialegna della piccola comunità, condiziona a lungo l'individuazione del possibile assassino, portandoci naturalmente fuori strada.

- TITOLO: 67.35%
Secco e conciso, non sembra alludere all'omicidio, ma alla condizione sociale di Julia in una comunità che viene messa in crisi dalla sua presenza. "La straniera", però, non è soltanto Julia: è straniero il marito di Becky che sposando la donna la sottrae agli abitanti del villaggio; lo è Francis da un punto di vista psicologico, lo è l'assassino per la gente comune, perchè nessuno di Dynkeltown potrebbe mai aver ucciso un'intera famiglia! Detto questo, resta che il titolo non è particolarmente elaborato e che magari può comunque non dir nulla...

- SOGGETTO: 71.43%
Una serie di citazioni più o meno volontarie (Twin Peaks, The Gift, Peyton Place, Dogville e un film di Cate Blanchett) aleggiano intorno a questo soggetto, che un po' per tutti non sprizza di originalità, ma non per questo dispiace (e porta alla domanda: ma si può essere davvero originali in un giallo?). Ben congeniato e appassionante in generale, il tema della comunità chiusa, conservatrice e autoreferenziale, crea il suo "assassino" da un sentimento comune ed esasperato, il tutto affiancanto al "caso da risolvere" di cui Berardi ci fornisce soltanto indizi generici(anche se il movente sembra un po' debole).

- SCENEGGIATURA: 81.63%
La sceneggiatura questa volta scorre bene e il ritmo ci tiene tutti "sospesi", dritto al finale, non scontato. Buoni i personaggi, i dialoghi, le sequenze (alcune particolarmente cinematografiche). Piaciuti anche i siparetti con "Calimero Bonelli" alias Webb e il personaggio ex-agente FBI, amico di Julia. I sospetti buttati qua e là disorinetano i neofiti del giallo ed è più o meno prevedibile la pretendente di Julia di questo numero, con le sue, a quanto pare, golossissime torte di mele: meno banale di quanto si pensava. Julia, infatti, si abbandona ad una introspezione, per niente patetica e (ci)sfata il dubbio (che magari a qualcuno di noi era venuto dopo i continui flop di Julia) su un suo diverso orientamente sessuale.

- DISEGNI: 65.31%
--

GRADIMENTO GLOBALE: 70.55%

VOTO AYATTICO:

Se si accetta una volta per tutte che questa è la Julia che vuole Berardi, la "ripetitività" della testata non nuoce più: le diversificazioni si assottigliano, ma danno comunque qualcosa in più ad ogni albo. Rimane l'impressione che star lontana da Garden City e dai suoi soliti comprimari ogni tanto giovi alla nostra criminologa.


Nota: La presente attivita' di lista non ha alcuna velleita' di critica professionale, ma funge come stimolo al dibattito ed al confronto delle opinioni tra iscritti. Evidentemente un gruppo di appassionati non puo' che dare un giudizio complessivamente positivo sulle pubblicazioni.

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