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Julia # 87 - Pena capitale - Dicembre 2005

Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero
Disegni: Thomas Campi e Luigi Pittaluga
Copertina: Marco Soldi

Trama: Nel braccio della morte, una ragazza attende con rassegnazione che si compia il suo destino… Ma forse c’è ancora una flebile speranza: una nuova indagine di Julia! Accompagnata da una vecchia amica, suor Angela, che combatte contro la pena capitale, la criminologa deve trovare la prova inconfutabile che Linda non ha ucciso suo padre… Testimonianze, dettagli, ricostruzioni di quella terribile notte dell’omicidio compongono lentamente il quadro della verità. Ma il tempo scorre inesorabile come sabbia tra le dita… Julia deve fare presto, prima che il veleno venga iniettato, prima che la morte si porti via un'innocente…

Tratto dal sito ufficiale Bonelli

 

> STATISTICHE

- Numero votanti: 6
- Votante piu' buono: biky .. 27/7
- Votante piu' cattivo: marty .. 24/7


> MEMORABILIA

- SCENA PIU' BELLA:
* Pag 30. La suora prega mentre il governatore posa la penna con cui avrebbe firmato la grazia.
* Pag 38-41. Litigio tra la condannata e il padre (flashback).
* Pag 130. L'ultima vignetta dell'albo, dettaglio occhi della condannata (2 utenti).

- FRASE PIU' BELLA:
* Pag 130. "Non si risolve il problema della pena capitale salvando gli innocenti" (3 Utenti).


> QUOTE & COMMENTI

- COPERTINA: 79.19%
A parte forse un po' di sarcasmo di chi guarda la copertina con certo distacco (ebbene sì, Julia in questa copertina sembra più la signora Fletcher-signora in giallo alla disperata discolpa di un'amica!) il risultato finale é di forte espressività e drammaticità, dosate al punto giusto. Un contrasto da sottolineare tra i colori vivi (più vivi del solito nelle copertine di Julia) e la grande tensione sui volti.

- TITOLO: 61.90%
Con l'intento di creare un certo impatto al lettore, il titolo risulta però descrittivo e forse anche banale, "un nulla di più e nulla di meno" che se non altro chiarisce bene almeno di cosa si sta parlando.

- SOGGETTO: 76.19%
Se ne parla da sempre e non se ne parla mai abbastanza. Ci sembra di aver sentito spendere fiumi di parole per questo complesso tema sociale, di averlo usato e stra-usato nei film e nei fumetti ma ogni volta non e' mai un "troppo". Ancora una volta tra l'altro Berardi é al passo con i tempi, con quello che ci succede attorno. Colpi di scena e un finale amaro, che rende vana buona parte degli sforzi e ci mette di fronte all'evidenza che non serve a nulla cambiare soltanto le pedine con cui questo gioco crudele si alimenta.

- SCENEGGIATURA: 78.57%
Per la maggioranza dei lettori (se non proprio tutti!) la critica che si muove a quest'albo é sì, grande la tensione che ci accompagna fino alla fine, ma anche un ritmo che rallenta in alcuni punti della storia (con sicurezza il momento ell'interrogatorio ai vari testimoni, piu' o meno collocato nella parte centrale dell'albo) tale da far perdere l'occasione importante di conoscere meglio i veri assassini (le loro motivazioni e momento dell'uccisione) relegandoli in tutta fretta alle ultime tavole.

- DISEGNI: 71.43%
Non eccezionali, ma molto bravi e precisi. Oltre all'intento degli autori erano sicuramente necessari due disegnatori in grado di interpretare la drammaticità del caso trasferendo quel senso di impotenza che lo caratterizza.

GRADIMENTO GLOBALE: 73.64%

VOTO AYATTICO:  

Un buon albo, scritto e disegnato abbastanza bene, che non sfigura necessariamente con l'ottimo albo precedente. Anzi guadagna in tema trattato tutta l'attenzione possibile. Un piccolo appunto va fatto per il Diario di Julia: la lettera indirizzata alla sorella Norma (vera o inventata, che differenza fa? Di Norma e di SK23 il mondo ne é pieno purtroppo! ) afflitta dal problema di tossicodipendenza accoglie i lettori nel limbo dell'impotenza prima ancora di cominciare a leggere la prima tavola. E difficilmente a fine albo ci si può sentire anche risollevati.


Nota: La presente attivita' di lista non ha alcuna velleita' di critica professionale, ma funge come stimolo al dibattito ed al confronto delle opinioni tra iscritti. Evidentemente un gruppo di appassionati non puo' che dare un giudizio complessivamente positivo sulle pubblicazioni.

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