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Julia # 88 - Pet Shop - Gennaio 2006

Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza e Alberto Ghé
Disegni: Valerio Piccioni
Copertina: Marco Soldi

Trama: Un uomo tranquillo: questo è Joe Massara, proprietario di un negozio di animali di cui Julia è cliente da anni. Una sera, Joe chiede di poterle parlare, ma la criminologa non ha tempo, va di fretta. “Ci sentiremo più tardi...”, promette. Purtroppo, il destino ha deciso diversamente… Massara viene trovato morto il mattino dopo. Chi poteva odiarlo tanto da torturarlo e ucciderlo secondo un rituale mafioso? Che cosa aveva di importante da dire a Julia? Forse la sua era una disperata richiesta d’aiuto?

Tratto dal sito ufficiale Bonelli

 

> STATISTICHE

- Numero votanti: 7
- Votante piu' buono: fede .. 25/7 ...& daniZ ...& fabio_MP
- Votante piu' cattivo: idefix .. 20/7 ...& linda


> MEMORABILIA

- SCENA PIU' BELLA:
* Pag 56-57.La cena di Webb e Julia.
* Pag 76-77. Webb picchia i tre aggressori di Roger.

- FRASE PIU' BELLA:
* Pag 22, Julia: "E cosa c'entra il pappagallo?", Emily: "Il pappa...? Già...cosa stavo...? Santa Brigida! non me lo ricordo! Mica ho la memoria di un elefante!..Non si può essere sempre logici nella vita!"
* Pag 75, Webb: Hai sentito Ben?


> QUOTE & COMMENTI

- COPERTINA: 67.35%
Copertina che sa di già visto e non comunica nemmeno molto a prima impatto, anche se la costruzione è ben fatta e mostra, anche se fuori tema, un adorabile cucciolo. Da non dimenticare che la grafica della testata, forse tra le più belle nella Bonelli, dà una mano a Soldi anche quando, come in questo caso, è leggermente sottotono.

- TITOLO: 59.18%
Forse poco comunicativo, poco attraente, ma sempre funzionale anche se in inglese, questo titolo ottiene una sufficienza piuttosto forzata. Se non altro fa un omaggio involontario ad un duo piuttosto in voga negli anni '80.

- SOGGETTO: 59.18%
Un giallo che non sprizza di straordinarietà, originitalità e quant'altro, ma resta comunque molto solido. Purtroppo paga, e non poco, lo scotto di seguire due numeri piuttosto importanti per la testata (e per ragione diverse) mentre ci si accorge che una singola e misera vita non riesce ad essere, nel nostro immaginario, altrettanto tragica di una nettamente e precedentemente più clamorosa.

- SCENEGGIATURA: 67.35%
Oltre ai luoghi familiari/comuni, al buon ritmo e al ritorno della quotidianeità delle sceneggiature di Julia, alcuni passaggi non convincono del tutto, ma soprattutto è il finale che lascia perplessi. Come discutere una scelta che soltanto Julia può davvero spiegarci? Restiamo nel dubbio.

- DISEGNI: 73.47%
Come sempre un punto di forza della testata, dietro un lavoro impeccabile che però non ha particolari guizzi. Insomma il solito buon lavoro.

GRADIMENTO GLOBALE: 67.64%

VOTO AYATTICO:

Un albo tutto sommato accettabile che riporta Julia ai vecchi tempi, senza però cadere necessariamente nella monotonia di sempre, almeno non per tutti.

Nota: La presente attivita' di lista non ha alcuna velleita' di critica professionale, ma funge come stimolo al dibattito ed al confronto delle opinioni tra iscritti. Evidentemente un gruppo di appassionati non puo' che dare un giudizio complessivamente positivo sulle pubblicazioni.

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