Tra le ragazze protagoniste di serial tv dell'inizio del nuovo millennio, ha suscitato consensi Sydney Bristow, eroina della serie spionistica Alias che sembra a tratti un'ottima occasione mancata, se non altro avvilita da un finale non all'altezza delle aspettative. Pur avendo avuto un periodo di successo, il personaggio della spia doppiogiochista dell'SD6 e della Cia, interpretato dalla bella Jennifer Garner - poi anche Elektra per poi diventare mamma adottiva delle periferie americane nel cult movie Juno - non ha mai raggiunto la popolarità di altre ragazze quali Buffy o Dana Scully, ma non per questo è trascurabile o non degna di nota.
Anche perché i punti di forza delle cinque stagioni di Alias, ideate dall'ex enfant prodige della tv statunitense JJ Abrams sono tanti e tutt'altro che sottovalutabili.
Il mettere al centro della storia un'eroina non è una novità, meno che mai all'inizio del Duemila, dominato sugli schermi tv dall'agente speciale Dana Scully, per molti la vera protagonista di X-Files, da Buffy la cacciatrice di vampiri, da Xena la principessa guerriera, per rimanere nell'ambito dei telefilm di genere fantastico. Ma il personaggio di Sydney, all'apparenza studentessa di letteratura e lavoratrice in banca, ha in sé le fascinazioni delle supereroine con super problemi ma anche la fragilità di tante ragazze moderne, ed ottiene subito consensi, grazie anche all'interpretazione di Jennifer Garner, deliziosa, ammiccante, anche sexy ma non vamp e efficace sia nei momenti romantici che in quelli d'azione.
Alias nasce come spy story, rendendo il personaggio di una donna non bambola vuota tutto sesso stile James Bond, ma intrepida avventuriera esperta in travestimenti, computer e arti marziali. C'è il tema del doppio gioco, visto che la nostra protagonista crede di lavorare per la Cia quando in realtà è agli ordini dell'SD6, branca occulta e pericolosa, in combutta con criminali e forze del male, sotto gli ordini dell'ambiguo Arvin Sloane (l'ottimo caratterista Ron Rifkin). Sydney vedrà uccidere il suo adorato fidanzato medico, a cui ha rivelato il suo segreto e scoprirà gli inganni dietro ai suoi attuali datori di lavoro, accettando di rovinarli con l'aiuto dell'agente della Cia vera Michael Vaughan (il carino ma non incisivo Michael Vartan, scontati gli sviluppi tra i due sullo schermo) e con la supervisione di suo padre Jack Bristow, da sempre doppiogiochista (il ben più affascinante e maturo Victor Garber, da molte fan preferito a Vartan!).
Le cinque stagioni di Alias sono ricche di avventure, situazioni indiavolate, con l'utilizzo frequente tra episodi e stagioni del cliffhanger, il finale in sospeso, tipico di tanta letteratura fumettistica e di tanto cinema d'azione di serie B.
Il personaggio di Sydney si evolve tra un inseguimento e un'avventura rocambolesca, venendo affiancato da altri personaggi femminili, tutti piuttosto azzeccati e affascinanti, anche se non sempre trattati come meriterebbero nell'economia della storia e delle sceneggiature.
L'amica e compagna di casa Francine, classico personaggio da chick lit e da film commedia, farà una fine terribile e verrà sostituita da una sorta di replicante, in una delle sottotrame più fantascientifiche del serial. L'algida bionda Lauren Reed creerà scompiglio nella vita sentimentale di Sydney e Michael, intromettendosi tra i due mentre la giovane è misteriosamente scomparsa, salvo poi rivelarsi fedele ad uno stereotipo di femme fatale fedifraga. La dolce sorellastra di Sydney Nadia (l'attrice spagnola Mia Maestro) sarà una sorta di contraltare per l'eroina, impegnata con lei a svelare la parte mitologica della serie, quella relativa alle profezie dell'alchimista Rambaldi, poi purtroppo alla fine risolta in maniera non soddisfacente, così come risulta non convincente la fine tragica ed inutile che fa la povera Nadia.
Non sono soltanto decorative l'agente Renée Rienne (la graziosa attrice francese Elodie Bouchez), purtroppo eliminata nelle semplificazioni finali di serie, la bionda ingannata come Sydney Rachel Gibson e l'ambigua dottoressa Kelly Peyton (Amy Acker, già Fred in Angel), anche se purtroppo non risultano approfondite come meriterebbero, mentre risulta rovinato malgrado gli ottimi inizi il personaggio della perfida Anna Espinoza, l'affascinante Gina Torres. Mentre sono strepitose le tre sorelle Derenko: Katya, interpretata da Isabella Rossellini, Elena, l'affascinante Sonia Braga, che per poco scatena un'apocalissi e soprattutto Irina, mamma di Sydney e eterno amore maledetto di Jack, interpretata dall'ottima Lena Olin (attrice che ha spaziato da Alias al cinema d'autore, non ultimo The reader), che ruba davvero la scena alla Garner in varie occasioni.
Alias presenta avventure, sottotrame tra l'esoterico e il mistico, personaggi interessanti (citiamo tra i maschietti oltre a Sloane, Vaughan e Bristow il genio informatico Marshall, il giornalista Will da sempre innamorato di Sydney, l'eroe Tom Grace e l'ambiguo Julian Sarks), trovate fantascientifiche, ma purtroppo, dopo un avvio esaltante e un buon sfruttamento del prodotto (i dvd uscirono a prezzi più che buoni e ci furono gadgets, romanzi e fumetti in tema) si arenò malamente nel finale della quinta ed ultima stagione non lasciando spazio a ulteriori sviluppi.
C'è chi ha imputato il tutto ai fatti personali di Jennifer Garner e Michael Vartan, che per un certo periodo furono compagni nella vita, ma poi si lasciarono malamente e questo impedì uno sviluppo coerente della loro storia sullo schermo: tralasciando i pettegolezzi effettivamente nell'ultima stagione la loro vicenda viene talmente stravola da risultare artificiosa, inutile e poco credibile. La gravidanza reale di Jennifer Garner fu introdotta nella trama, ma in maniera non felicissima. E le ultime cinque puntate, dall'arrivo di Anna Espinosa trasformatasi in Sydney al finale affrettato e confuso (non convince l'ultimo voltafaccia di un personaggio interessante come Irina Derenko, dà proprio l'idea di essere messo lì tanto per concludere), rovinano in un certo senso un ottimo lavoro fatto fino a quel momento.
Forse JJ Abrams preferiva dedicarsi ai suoi altri progetti, come Lost, certo che spiace che abbia lasciato cadere quella che era stata una sua creatura di punta, per la quale si parlava anche di sequel cinematografici che, data l'ottima qualità degli effetti speciali e delle trame, sarebbero stati tutt'altro che disprezzabili.
Cosa rimane ai fan? Rivedersi comunque le cinque stagioni e vivere le avventure di Sydney, godibilissime fino quasi all'ultimo, tra fumetto, spy story e girl power. E magari farsi un giro su Internet, dove ci sono progetti di seguiti scritti dai fan per risollevare un finale troppo lieto e falso per essere bello, come Virtual Alias http://www.telefilm-central.org/virtualias/