Con questa frase provocatoria Antonio Serra introduce
questo volume e sottolinea il coraggio che gli autori hanno avuto nel
gettarsi in questa avventura. Tre autori, due giovanissimi, Luca Vergerio
e Miriam Blasich, e uno con una solida carriera alle spalle sulle pagine
di Jonathan Steele, Giacomo Pueroni. Ad accomunarli, oltre alla città
di appartenenza, c'è una passione per la fantascienza e per il
fantastico e la voglia di raccontare storie, di fare fumetti, di ignorare
l'anatema del papà di Nathan Never e Legs.
Ma chi è Anjce? Difficile dirlo. In questo primo albo sono molte
le cose che non vengono svelate e molte le domande senza risposta. Quello
che sappiamo è che si tratta di una donna che a 78 anni muore
e si risveglia ringiovanita in un'isola galleggiante nello spazio. Unica
compagnia quella di Horo, una talpa dispettosa particolarmente ghiotta
di cioccolato. Chi siano i responsabili di questa particolare situazione
non è dato saperlo, ma già dalle prime tavole si può
intuire che si tratti di un qualcosa di misterioso, di "alieno".

La struttura dell'albo prevede una prefazione di quattro
tavole firmate a sei mani (che è possibile vedere on-line qui
) seguita da tre storie realizzate in totale autonomia da ciascuno dei
creatori del personaggio a sottolineare un aspetto diverso della serie.
Nella prima Miriam Blasich si sofferma sul lato romantico e intimista
della protagonista, nella seconda Luca Vergerio imbastisce una storia
ironica e divertente anche nel tratto, nell'ultima Giacomo Pueroni costruisce
una storia puramente di avventura e fantascientifica.
Il risultato è un prodotto divertente e interessante, di facile
lettura e reso ancora più appetibile da un prezzo molto popolare.
Non tutte le storie sono però ugualmente efficaci e si vede come
Giacomo Pueroni, pur all'esordio come sceneggiatore, sia in possesso
di maggior esperienza. Ma si tratta in fondo solo di una prima puntata.
Gli autori, durante la conferenza che li ha visti protagonisti a Lucca,
hanno affermato di avere ancora molte storie da raccontare anche se
non sanno ancora se e quando potremo leggere il seguito.
Rimane per il momento questo agile volume che, pubblicato dall'Associazione
Culturale Artefumetto, nel mare delle novità lucchesi rischia
forse di rimanere in secondo piano ma che merita comunque di essere
conosciuto.
Anjce n.1
36 pagine, spillato
prezzo: 2 Euro
Edizioni Artefumetto
Per informazioni: redazione_anjce@virgilio.it
> Intervista a Giacomo Pueroni:
Da dove "arriva" Anjce?
GP - Bella domanda. Da un'immagine scaturita nella mente di Miriam.
Già pronta, con la casa, l'isola e la talpa. Già con una
sua personalità, ma senza un passato o un futuro. In seguito
si è sviluppata partendo dalle tante letture fantascientifiche
mie e di Luca, trasformandosi piano piano in un personaggio completo,
con un passato e una realtà che la circonda meglio delineate.
Oggi è completa, sappiamo chi è e cosa fa, e lo sveleremo.
Ma piano, senza troppa fretta...
Nelle intenzioni c'è quella che possa essere un personaggio trasversale:
non capace di raccontare solo UN genere di torie, ma in grado di passare
dalla commedia alla storia d'azione, dall'introspezione alla FS più
tecnologica.
Come interagisci con i tuoi giovani colleghi?
GP - Il progetto è nato lavorando insieme. Insieme abbiamo discusso
i soggetti, scegliendo le storie da realizzare. Poi ognuno ha sviluppato
la sua storia in maniera autonoma, a seconda della propria sensibilità.
Nel primo numero povevamo presentare il personaggio, dire quello che
era necessario, rivelare la sua personalità, i suoi obbiettivi,
le sue manie e il suo modo di fare. Abbiamo diviso tra di noi le cose
da dire, ognuno ha dipinto un pezzo di un affresco che alla fine risultasse
completo. Discutiamo assieme i soggetti, ci scambiamo le impressioni,
le critiche, e il risultato finale ci vede tutti d'accordo.
Come nasce questo progetto e perchè la voglia di buttarsi in
questa avventura?
GP - Da tante cose. Una profonda amicizia innanzitutto, la voglia di
fare qualcosa assieme. Abbiamo cominciato a collaborare con un progetto
per l'amministrazione locale di Gorizia, e poi siamo partiti per la
tangente, decidendo di fare qualcosa interamente a fumetti, che fosse
nostro. Per Luca e Miriam la voglia di fare qualcosa di professionale,
e per me l'esigenza di provare a fare qualcosa di differente dal fumetto
seriale che è stato e continua ad essere il mio lavoro.
A chi pensi possa interessare questa storia e per quali motivi?
GP - Anjce non è una serie "fredda", non è studiata
a tavolino, non ha un target, non segue una moda. E le sue vicende partono
da esperienze personali, da piccole storie che ognuno di noi ha provato.
Non storie di grandi eventi, ma di persone, rapporti umani, amicizia,
amore, rabbie. Anjce cerca di stabilire dei rapporti, comunicare. E
con la sua conoscenza spera di riuscire a evitare gli errori che ha
commesso in passato, quelli stessi errori che facciamo tutti. Quante
volte avremmo voluto tornare indietro per non fare una certa cosa, avere
avuto maggiore esperienza nel saper gestire una faccenda che ci coinvolgeva
troppo, o che ci ha fatto male? Forse qualcuno potrà riconoscersi
nel suo modo di fare, al suo modo di reagire agli eventi che la circondano.
Non un generale che comanda le sue truppe, ma una persona sola con tutto
l'universo sopra di se. Sola, anche spaventata a volte, alla ricerca
di calore umano.
E poi c'è la scelta grafica. Scegliendo di lavorare ognuno con
il suo stile lo sappiamo che affrontiamo un territorio pericoloso. Ogni
tanto mi sembra quasi che il pubblico voglia dei fumetti tutti uguali,
uniformi, spettacolari ma anche un po' freddi. Sono cresciuto leggendo
Topolino nel momento in cui vi lavoravano di disegnatori con stili differenti,
ma sapevo che i personaggi erano sempre loro, e così è
stato anche crescendo. Io ricordo con piacere quelle letture,
così come quelle degli altri fumetti, da Martin Mystere al corrierino.
Tanti Autori, tanti stili grafici differenti. Ringrazio tutti loro,
perchè in molti oggi non saremmo qui e non faremmo questo mestiere,
se loro non ci avessero fatto da stimolo.
Quale futuro ti aspetti per questo vostro progetto?
GP - Al momento c'è la voglia di raccontare ancora storie di
Anjce e della talpa, che a volte rischia di rubare la scena ad Anjce.
Per cui sicuramente qualcosa si vedrà in futuro, ma solo fino
a che ci saranno buone storie da raccontare. Uscendo a Lucca intanto
abbiamo dimostrato che l'idea e la capacità di farlo ci sono,
e se in futuro qualche editore potesse essere interessato ad affiancarsi
a noi, sarà il benvenuto. Altrimenti continueremo con l'autoproduzione,
quando potremo lavorarci senza sottrarre troppo tempo dai nostri lavori
principali. Perchè dietro tutto questo, la molla che ci spinge
a farlo, alla fine di tutto è solo la passione per il fumetto.
Guai se non ci fosse.
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