Ci sono stati senz'altro stati degli appassionati che
avranno notato qualche somiglianza tra Gea, la baluarda creata da Luca
Enoch, e Buffy, la cacciatrice di vampiri, protagonista dell'omonima
serie conclusasi purtroppo tre anni fa, e diventata cult anche nel nostro
Paese malgrado una programmazione non particolarmente felice.
Sia Buffy che Gea sono bionde, giovani e in prima linea in una lotta
contro il male, con forti connotazioni mistiche e mitologiche: entrambe
sono le prescelte, l'una per fungere da baluardo contro le invasioni
di creature provenienti da altre dimensioni, l'altra per combattere
contro demoni e vampiri, che da prima dell'avvento dell'uomo camminano
sul nostro pianeta.
D'altro canto Buffy è stata concepita dalla mente fantasiosa
di Joss Whedon, da sempre appassionato di fumetti, sia i comics americani
che i manga giapponesi, dove i personaggi femminili sono importantissimi:
basti pensare a due fenomeni anni Novanta che senz'altro hanno fatto
da ispirazione a Buffy, anche su dichiarazione dello stesso autore e
cioè Yohko la cacciatrice di demoni, dove una giovanissima in
bilico tra passato e presente (come tutta la società del Paese
del Sol levante) affrontava i demoni della mitologia nipponica, e soprattutto
Sailor Moon, grandissimo successo anche in Italia e negli Stati Uniti,
incentrato su un gruppo di ragazze che combattono forze del male a metà
strada tra le fiabe e le leggende, ognuna con la propria individualità,
la propria storia e il proprio carattere.

Il mondo di Buffy è stato concepito come un microcosmo
ricco di personaggi e situazioni interessanti, con riferimenti a varie
culture e tradizioni, oltre a citazioni dal cinema d'autore, dal Dracula
di Coppola allo stile di David Lynch. Nella versione originale ci sono
frasi che richiamano cinema, telefilm e fumetti, purtroppo questa caratteristica
è andata persa nella sia pur buona versione italiana, proprio
perché Whedon e i suoi collaboratori volevano omaggiare una cultura
in cui sono cresciuti e che pervade la società e l'immaginario
non solo statunitense.
Come nei manga ma anche come in Gea, Buffy è circondata da una
serie di personaggi che per alcuni sono diventati anche più popolari
ed amati della protagonista stessa, che lungi da essere un'eroina senza
macchia e senza paura, è piena di fragilità e di dubbi,
a tratti antipatica, senza citare la sua propensione (molto realistica
del resto e non solo ascrivibile ad un telefilm) a buttarsi in storie
sentimentali sbagliate e distruttive, rappresentando in pieno la tendenza
di tante giovani donne d'oggi in bilico tra desideri di indipendenza
e ruoli tradizionali che non riescono a rifiutare del tutto. Ma nel
mondo di Buffy nessuno per fortuna è perfetto.
Non lo è Rupert Giles, l'Osservatore, cioè colui che dalla
notte dei tempi veglia sull'operato della Cacciatrice, bibliotecario
scolastico con un passato di contestatore dedito ai riti esoterici e
un presente che lo condanna ad una vita di intellettuale solitario dopo
la tragica morte dell'unica donna che poteva amare, la tecnopagana di
ascedenza zingara Jenny Calendar. Non è perfetto Xander, classico
nerd imbranato con le ragazze, che riesce a salvare il mondo dalla distruzione
ma non a crearsi una vita normale con una delle belle ed impossibili
per cui perde la testa, il demone umano Anya, una delle tante vittime
sacrificali della vicenda.
Non parliamo poi di Willow, uno dei personaggi più amati dai
fan, che passa dall'essere il topo di biblioteca tutta libri a computer
al diventare una strega potente e pericolosa, legata ad un'altra giovane
donna, la dolce Tara (la loro storia saffica ha creato censure in Italia
e può essere paragonata a quella tra Haruka e Michiru in Sailor
Moon, con esito tragico) e pronta ad evocare le forze del male nel momento
in cui la sua vita viene distrutta. Senza contare poi i due vampiri
grandi amori di Buffy, Angel, ex spietato assassino a cui è stata
restituita l'anima da una maledizione con la clausola che non potrà
mai essere felice pena la perdita della stessa e Spike, sbruffone ed
eccessivo, con cui la Cacciatrice vivrà una storia per lei di
solo sesso di cui riconoscerà solo quando sarà troppo
tardi la sua importanza, secondo il copione struggente ma sempre valido
degli amori impossibili.

Per molti, a cominciare da Joss Whedon e dalla sceneggiatrice
Marti Noxton, Buffy rappresenta una metafora delle difficoltà
del crescere, che portano con loro la perdita della propria precedente
identità, il rivedere tutti i rapporti con gli altri, amici,
genitori (Buffy si trova a perdere la madre e ad avere una sorella Dawn
che è un'essenza mistica ma soprattutto una ragazzina bisognosa
d'affetto e di una guida), altro sesso (Buffy cercherà una parvenza
di normalità con un ragazzo umano Riley ancora più problematico
dei due vampiri) e la vita stessa.
In Buffy la lotta tra bene e male è il punto di partenza di tutto,
ma man mano che si va avanti ci si rende conto di quanto sia difficile
separarli per raggiungere un proprio equilibrio, di quanto il male possa
attaccare una persona come Willow, dolce ragazza trasformata dall'odio,
o possa rientrare nell'anima del ragazzo amato, Angel, che per aver
fatto l'amore con Buffy si ritrova senz'anima (la sessuofobia è
forse anche presente), di quanto sia difficile essere coerenti con se
stessi, dopo che si è combattuto, si è rimaste sole, si
è sperimentato un lutto in casa, si è morte realmente
e poi si è rinate grazie alla magia, ripercorrendo in questo
antiche tradizioni di eroi e dei che tornano dal regno dei morti, viaggio
necessario per completare il proprio percorso spirituale.
I vampiri di Buffy risentono della lezione di fascino e carisma dettata
dalla scrittrice Anne Rice nelle sue celebri Cronache dei vampiri, e
sono comunque personaggi tormentati, inseriti in una mitologia più
ampia e interessante, che parla di dimensioni alternative, portali mistici
(e qui ritorniamo a Gea), che si rifà a oltre due secoli di letteratura
in tema, da Polidori alla Rice passando per Le Fanu (particolarmente
conturbanti risultano due vampire, Darla e Drusilla) e Stoker. Tra l'altro
il vampiro Angel, di fronte all'impossibilità di amare Buffy,
si trasferisce a Los Angeles dove i produttori gli hanno costruito una
serie in spin off tutta sua, in cui la lotta contro il male assume toni
ancora più mistici e leggendari, coinvolgendo spietati avvocati,
dimensioni tra il fantasy e il demoniaco e persino un figlio impossibile,
concepito da Angel con la sua amante Darla e diventato la sua peggior
minaccia. Ma questa è un'altra storia, anche se per molti Angel
è ancora superiore a Buffy per tematiche e trama.
Per molti una storia appassionante e divertente, per altri una manifestazione
di come il femminismo, sia pure in una concenzione riduttiva (e qui
Willow è risultato essere il personaggio più amato da
femministe, neopagane e gay), ormai detti legge nella fiction, per altri
ancora un apologo sul crescere, o uno specchio delle contraddizioni
della società americana, o una fiaba moderna (in alcuni episodi
ci sono chiare citazioni di fiabe antiche), o una ricerca dell'amore
e della libertà, o una rilettura di miti e leggende sulla fanciulla
magica che coinvolgono anche Morgana e il mito di Giovanna d'Arco: Buffy
può essere tutto questo. Un prodotto della pop culture di oggi,
che affonda le sue radici nel passato, che strizza l'occhio ai fumetti
da sempre considerati serie B ma grandi ispiratori dell'immaginario
contemporaneo, che parla di problemi e situazioni di oggi, dal divorzio
all'omosessualità, che rilegge i generi più antichi dell'umanità
in una prospettiva moderna ma che non intacca l'eternità del
mito.