
È durata purtroppo solo due stagioni e si è conclusa già da tempo l'epopea futurista di Max Guevara, una delle tante donne d'acciaio create da James Cameron per il piccolo schermo questa volta, nel serial Dark Angel, una delle meteore del genere fantastico dell'inizio del millennio da riscoprire e rivalutare.
In un futuro prossimo di pochi anni gli Stati Uniti rimangono vittime di un atto terroristico (la serie venne concepita nel 2000, prima dell'11 settembre), con l'esplosione di una bomba al plasma nell'atmosfera che rende la superpotenza d'oltreoceano un Paese del Terzo Mondo con cronici problemi di denaro e di organizzazione. Parallelamente però da tempo il governo curava in segreto un progetto per creare soldati invincibili, isolando ed addestrando in appositi centri bambini concepiti in vitro con caratteristiche sovraumane. Poco prima dell'attentato un gruppo di questi super ragazzini fuggono dal centro di Manticore, vicino al confine con il Canada, e riescono a far perdere le loro tracce ai loro inseguitori.
Questo l'antefatto. La serie poi seguirà le avventure di Max, una delle creature da laboratorio, all'apparenza adolescente scontrosa e fragile, che si rifugia a Seattle dove alcuni anni dopo la troviamo impegnata nell'attività ufficiale di pony express e in quella secondaria di ladra.
Max è la protagonista di Dark Angel, interpretata dall'allora esordiente e meno spudoratamente sexy di oggi Jessica Alba. Molti hanno notato appunto come James Cameron abbia messo al centro dei suoi film donne forti e coraggiose, mattatrici in un genere come la fantascienza dove per tanto tempo i personaggi femminili erano di puro contorno, se c'erano. Verissimo, basti pensare alla Sara Connor di Terminator (che purtroppo non ha portato fortuna alla sua interprete Linda Hamilton) e anche alla Rose di Titanic, vera protagonista del film con buona pace delle fans di Di Caprio.
Max si inserisce in pieno in questa serie di donne protagoniste, anche se arriva in televisione in un solco già tracciato da personaggi come Scully di X-Files, Janeway di Star Trek Voyager e la stessa Buffy, di cui condivide l'età. Ma ha delle pecularietà che la rendono affascinante, e che vanno oltre al suo look mascolino, un incrocio tra Legs e Gea, con una bici che da mezzo da economia autarchica diventa una vera e propria arma da supereroi.
Come molti protagonisti dei fumetti supereroistici Max si trova a dover fare i conti con il fatto di possedere dei poteri e delle capacità che non ha scelto, con un contorno ancora più drammatico: la ragazza è il frutto di un esperimento, e porta nella sua psiche i ricordi di un'infanzia militarizzata e disumana, che emergono in flash back continui ed angoscianti, oltre ad avere delle conseguenze fisiche che a volta si ripercuotono contro di lei. La sua anormalità emerge in ogni episodio, può far ricordare agli appassionati di manga e anime alcuni travagli dei loro protagonisti, ma ogni avventura di Max rappresenta per lei un cammino avanti in una strada fatta di accettazione di sé, in un mondo impazzito ma con molti punti in comune con la nostra società.
La fantascienza di Dark Angel non è futuristica ma è sporca, più ancora di quella alla Blade Runner, e ci presenta una realtà identica a quella dei quartieri degradati delle nostre città. Si era parlato di Dark Angel come di serie no global.
Senz'altro siamo lontani dalle atmosfere patinate tant'è che Max affronta delinquenti, politici e poliziotti corrotti, scienziati deviati, in una serie di avventure fantascientifiche sì, ma molto attinenti alla realtà di un mondo possibile non poi così lontano dalla situazione odierna, con tanto di elementi negativi quali centri di permanenza temporanea, quartieri ghetto e speculazione edilizia.
I toni della serie non sono mai moralistici, Max affianca e vive un amore impossibile per Logan, ragazzo ricco che si è creato l'identità segreta di Solo Occhi, un giornalista che interrompe le trasmissioni televisive per denunciare i crimini di una società corrotta. Una storia d'amore tormentata ma irrisolta, forse per la prematura chiusura della serie, alla quale si è cercato di dare un po' di pepe, aggiungendo i personaggi di Zach, altro fuggitivo di Manticore che poi verrà fatto uscire di scena in maniera straziante, e Alec, sorta di anima nera ma ironica della seconda stagione, nato come compagno imposto a Max dai suoi sequestratori, nelle mani dei quali ricade per poi liberarsi di nuovo.
Max è il grosso personaggio femminile della serie. Il suo contraltare è Original Cindy, la sua compagna di casa, una ragazza gay e di colore lontana da entrambi gli stereotipi televisivi sulle due categorie, che ha offerto alla protagonista un'amicizia normale (anche se non sono mancate le ovvie illazioni dei fan su un subtext tra le due). Tra le altre donne della serie merita una citazione la dottoressa Elizabeth Renfro, interpretata dalla trekkiana Nana Visitor, sorta di madre snaturata e nera dei ragazzi di Manticore, che si pone come contraltare allo spietato ma alla fine più umano Lydecker, il capo militare del progetto, il cui rapporto con Max resta ambiguo e troncato in maniera brusca.
Il principale difetto di Dark Angel, soprattutto della seconda stagione (la prima regge meglio, come sempre) è il senso di interruzione e troncatura della vicenda, che lascia irrisolti troppi nodi, e non solo la storia d'amore dei due protagonisti, che anzi a molti appassionati è sembrata gratuita e persino inutile. Il telefilm fu cancellato senza apparenti motivi e gli appassionati si sono mobilitati con petizioni, siti di fanfiction con seguiti in linea con la storia originale e pressioni per ottenere anche solo uno speciale conclusivo come quelli di Jarod il camaleonte. Purtroppo per ora sembra non muoversi niente da parte degli ideatori di Dark Angel: James Cameron si sta dedicando ad un'altra eroina, Alita, ispirata ad un manga di successo e con una somiglianza inquietante con la fragile cavia di Manticore dalla forza sovrumana.
Nel corso delle due stagioni sono state trattate tematiche forti ed attuali, quali l'emarginazione del diverso, la violenza per reprimere il dissenso e soprattutto la condanna della vivisezione contro chiunque, uomo o animale. Gli episodi hanno qualche caduta nella seconda stagione che pure ha una linea direttiva buona, ma restano comunque di buon livello e avvincenti.

Alla fine l'odissea di Max per essere accettata ed accettarsi, per far riconoscere a chi è come lei la dignità e il rispetto, e per condannare atrocità senza nome commesse in nome della logica del profitto e della sopraffazione resta il leit motiv di tutta la serie. Una serie scomoda perché lascia un senso di inquietudine di fondo. Siamo davvero sicuri che i ragazzi di Manticore siano solo l'invenzione di sceneggiatori fantasiosi, e che non siano qualcosa che può esserci stato in passato (tornano alla mente gli esperimenti del nazismo) e che può essere in studio per il futuro? I pensieri di Max sulla torre di una Seattle distrutta in cui cerca di trovare un equilibrio tra sua stranezza e mondo spietato, tra i suoi sentimenti e i sentimenti per tutti, restano nell'immaginario e fanno riflettere, e tanto.