Sito ufficiale della MailingList Yattaaa! - Articolo su Dylan Dog e le donne
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DYLAN DOG E LE DONNE

A cura di Daniele Calandra

 

Il galeone, il clarinetto, un maggiolini, l'assistente Groucho (Marx) ... tutto l'armamentario di un indagatore dell'incubo che si fece portatore a metà dalla metà degli anni ottanta di una critica a tutto l'assetto del potere: che incarnava la rivoluzione giovanile degli anni settanta quando in Inghilterra governava la destra e la Thatcher.
Dylan è un contestatore ma è anche un fumetto: quindi può permettersi il lusso di portare sempre gli stessi vestiti e avere sempre la stessa età che aveva Sclavi nel momento in cui lo creò (33), di permettersi il lusso di avere tutte le donne che desidera storia dopo storia, innamorandosi ogni volta.
Dylan è un garbuglio irrisolto a cominciare dalla sua professione provocatoria e nulla: nemmeno lui sembra davvero prendere sul serio il lavoro di indagatore dell'incubo.
Poi il rapporto ambiguo che ha con il passato o la figura paterna: ha davvero trecento anni? è morto? è davvero una reincarnazione? Non è chiaro.
Tutto questo fa di lui un personaggio incredibile: concreto ma anche metaforico, sfuggente, da interpretare.
E a questo punto ritorno alle donne: quando Dylan Dog si era presentato ai lettori nell' Ottobre del 1986 lo aveva fatto in modo molto rivelatore: "Mi chiamo Dog, Dylan Dog", come un James Bond residuale.
Certo James Bond è un membro dell'establishment che proprio Dylan contesta; Bond va incontro all'esotico e allo stravagante in posti lontani e diversi, Dylan vede la magia - l'orrore - nell'ordinario e psicanalizza il nostro tempo: non vuole fuggire il mondo ordinario ma entrarci dentro e tirarne fuori la vera realtà al di là delle apparenze: "i mostri siamo noi".
Dylan piace molto alle donne esattamente come James Bond ma a differenza di lui non si mostra invicibile ma al contrario molto fragile e insicuro: non offre stabilità nè economica nè affettiva: il numero dopo avrà già dimenticato la ragazza del mese precedente.
Sembra un seduttore naturale: forse perché rappresenta a suo modo un flirt tra l'amore e la morte: un personaggio feticcio annodato in un garbuglio irrisolto animato lo spazio di un avventura in mezzo a uomini magari morti dentro, alla ricerca di tragedie esistenziali.
Evidentemente la morte è eccitante: perché la coppia Eros e Thanatos convive fedelmente da che mondo e mondo.
Dylan affronta una morte di sistema: dal padre necromante al mondo che non funziona e sembra in putrefazione: minacciato da un apocalisse imminente sotto forma della più classica (da Romero) epidemia di morti viventi.
Cioè il potere dei vivi (sovrastruttura) che perde il controllo della realtà e viene aggredito dalla natura inanimata: viene condannato da forme di potere al di là dell'umano.
Dylan consume le sue donne in modo implacabile: fino a qualche anno fa la donna del mese era una consuetudine; in pratica si accoppiava con un amante già scomparsa, il cui "usufrutto" era parte del rito, della storia, delle ripetizione ciclica delle stesse cose, del fumetto di "Dylan Dog" sempre uguale a se stesso.
Occorre ricordare che il prototipo di Dylan Dog è un tale Dellamorte Dellamore, che fa il guardiano del cimitero in piccolo paesino italiano: nel nome racchiude già le due polarità.

Le donne di Dylan vengono amate tutte e nessuna in particolare.
Viene invece amato l'assoluto cioè Morgana, qualcosa di onirico, perduto, incrinato per sempre. (E l'agire assoluto è Xabaras, la nemesi, che però non agisce e rimane a sopra di lui irragiungibile).
L'amore per Morgana è autoreferenziale, molto adolescenziale e infine... Morgana è morta, l'amore per lei è necrofilia, fascinazione per il nulla.
Le due mogli di Dylan Dog (è stato sposato Dylan Dog?) hanno condotto a loro volto un esistenza fallimentare in qualche modo speculiare al fallimento di Dylan: quello di rimanere, per esempio, un eterno adolescente.
Sia Bree che Lillie sono due vittime dei pregiudizi e delle ingiustizie delle società: Lillie da vittima diventa carnefice ma la sua metamorfosi è anche una colpa collettiva; la prostituta Bree Daniels è diventata una disadattata: non può uscire dal suo ambiente.
Poi con il trascorrere degli anni è anche cambiato il modo di affrontare Dylan Dog, o per essere più esatti è cambiato lo sceneggiatore di punta, da Sclavi alla Barbato: siccome in pratica ora Dylan è finito nelle mani di un autrice femmina tutto il suo rapporto con le donne è cambiato.
Si è complicato, si è appesantito: deve conoscerle sul serio prima di andarci a letto e ormai è difficile che ci riesca nello spazio canonico delle 94 pagg.
Volendo chiudere: il ruolo della donna in Dylan Dog è venire amata; l'amore è salvifico: deve essere libero, è la parte sana di un universo allo sfascio che vive muore devastato dalle proprie malattie.

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