Il galeone, il clarinetto, un maggiolini, l'assistente
Groucho (Marx) ... tutto l'armamentario di un indagatore dell'incubo
che si fece portatore a metà dalla metà degli anni ottanta
di una critica a tutto l'assetto del potere: che incarnava la rivoluzione
giovanile degli anni settanta quando in Inghilterra governava la destra
e la Thatcher.
Dylan è un contestatore ma è anche un fumetto: quindi
può permettersi il lusso di portare sempre gli stessi vestiti
e avere sempre la stessa età che aveva Sclavi nel momento in
cui lo creò (33), di permettersi il lusso di avere tutte le donne
che desidera storia dopo storia, innamorandosi ogni volta.
Dylan è un garbuglio irrisolto a cominciare dalla sua professione
provocatoria e nulla: nemmeno lui sembra davvero prendere sul serio
il lavoro di indagatore dell'incubo.
Poi il rapporto ambiguo che ha con il passato o la figura paterna: ha
davvero trecento anni? è morto? è davvero una reincarnazione?
Non è chiaro.
Tutto questo fa di lui un personaggio incredibile: concreto ma anche
metaforico, sfuggente, da interpretare.
E a questo punto ritorno alle donne: quando Dylan Dog si era presentato
ai lettori nell' Ottobre del 1986 lo aveva fatto in modo molto rivelatore:
"Mi chiamo Dog, Dylan Dog", come un James Bond residuale.
Certo James Bond è un membro dell'establishment che proprio Dylan
contesta; Bond va incontro all'esotico e allo stravagante in posti lontani
e diversi, Dylan vede la magia - l'orrore - nell'ordinario e psicanalizza
il nostro tempo: non vuole fuggire il mondo ordinario ma entrarci dentro
e tirarne fuori la vera realtà al di là delle apparenze:
"i mostri siamo noi".
Dylan piace molto alle donne esattamente come James Bond ma a differenza
di lui non si mostra invicibile ma al contrario molto fragile e insicuro:
non offre stabilità nè economica nè affettiva:
il numero dopo avrà già dimenticato la ragazza del mese
precedente.
Sembra un seduttore naturale: forse perché rappresenta a suo
modo un flirt tra l'amore e la morte: un personaggio feticcio annodato
in un garbuglio irrisolto animato lo spazio di un avventura in mezzo
a uomini magari morti dentro, alla ricerca di tragedie esistenziali.
Evidentemente la morte è eccitante: perché la coppia Eros
e Thanatos convive fedelmente da che mondo e mondo.
Dylan affronta una morte di sistema: dal padre necromante al mondo che
non funziona e sembra in putrefazione: minacciato da un apocalisse imminente
sotto forma della più classica (da Romero) epidemia di morti
viventi.
Cioè il potere dei vivi (sovrastruttura) che perde il controllo
della realtà e viene aggredito dalla natura inanimata: viene
condannato da forme di potere al di là dell'umano.
Dylan consume le sue donne in modo implacabile: fino a qualche anno
fa la donna del mese era una consuetudine; in pratica si accoppiava
con un amante già scomparsa, il cui "usufrutto" era
parte del rito, della storia, delle ripetizione ciclica delle stesse
cose, del fumetto di "Dylan Dog" sempre uguale a se stesso.
Occorre ricordare che il prototipo di Dylan Dog è un tale Dellamorte
Dellamore, che fa il guardiano del cimitero in piccolo paesino italiano:
nel nome racchiude già le due polarità.
Le donne di Dylan vengono amate tutte e nessuna in particolare.
Viene invece amato l'assoluto cioè Morgana, qualcosa di onirico,
perduto, incrinato per sempre. (E l'agire assoluto è Xabaras,
la nemesi, che però non agisce e rimane a sopra di lui irragiungibile).
L'amore per Morgana è autoreferenziale, molto adolescenziale
e infine... Morgana è morta, l'amore per lei è necrofilia,
fascinazione per il nulla.
Le due mogli di Dylan Dog (è stato sposato Dylan Dog?) hanno
condotto a loro volto un esistenza fallimentare in qualche modo speculiare
al fallimento di Dylan: quello di rimanere, per esempio, un eterno adolescente.
Sia Bree che Lillie sono due vittime dei pregiudizi e delle ingiustizie
delle società: Lillie da vittima diventa carnefice ma la sua
metamorfosi è anche una colpa collettiva; la prostituta Bree
Daniels è diventata una disadattata: non può uscire dal
suo ambiente.
Poi con il trascorrere degli anni è anche cambiato il modo di
affrontare Dylan Dog, o per essere più esatti è cambiato
lo sceneggiatore di punta, da Sclavi alla Barbato: siccome in pratica
ora Dylan è finito nelle mani di un autrice femmina tutto il
suo rapporto con le donne è cambiato.
Si è complicato, si è appesantito: deve conoscerle sul
serio prima di andarci a letto e ormai è difficile che ci riesca
nello spazio canonico delle 94 pagg.
Volendo chiudere: il ruolo della donna in Dylan Dog è venire
amata; l'amore è salvifico: deve essere libero, è la parte
sana di un universo allo sfascio che vive muore devastato dalle proprie
malattie.
inizio