Odio il silenzio.
Lo so che non è un atteggiamento maturo, ma se sono solo in casa ho bisogno di una voce che mi faccia compagnia. Preferibilmente la radio, ma al limite può andar bene anche la televisione.
E così nella notte fra venerdì 7 e sabato 8 aprile mentre preparavo le valigie per rientrare a casa per le vacanze di Pasqua ho acceso la tv. Erano circa le due. E certo, anche ridursi a preparare i bagagli all'ultimo momento non è un segno di maturità, ma è ben noto che noi lettori di fumetti non siamo che bambini un pò troppo cresciuti! E mentre cercavo un canale in cui la voce che doveva tenermi compagnia mi dicesse qualcosa di interessante (e magari di diverso da Chiama ora!) mi sono ritrovato su La7 a guardare una sequenza di inquadrature di autori della Bonelli accompagnate da nome cognome e fumetto relativo.
Il nome della trasmissione era la Venticinquesima Ora e il servizio parlava di noir e del rapporto di questo genere con i fumetti Bonelli. Gli autori intervistati erano Mauro Boselli e Maurizio Colombo di Dampyr, Giancarlo Berardi di Julia, Gianfranco Manfredi di Magico Vento, Carlo Ambrosini di Napoleone e Stefano Marzorati (addetto stampa ed autore di diverse storie di Mister No e di una storia doppia di Nathan Never). Le loro parole erano intervallate da sequenze cinematografiche di film noir.
Mi piacerebbe poter fare un resoconto dettagliato di ciò che hanno detto. Anche perchè il prodotto delle probabilità di ciascuno degli eventi che mi ha permesso di guardare quel sevizio moltiplicato per il numero totale di lettori Bonelli mi porta a sospettare che io fossi l'unico testimone di questo evento. Purtroppo l'esigenza di completare al più presto le valigie non mi ha permesso di prendere appunti. Accontentatevi di qualche annotazione.
Il servizio si divideva in due parti. Nella prima ciascun autore parlava del noir come genere, cercando di definirlo e di individuarne le caratteristiche fondamentali. Colombo (mi pare) sottolineava che mentre nel cinema o nella letteratura il noir presuppone un finale negativo, in una produzione seriale i protagonisti ne devono uscire sempre, se non vincenti, almeno vivi.
Poi sono entrati nello specifico delle varie testate, raccontandone in maniera essenziale trame e personaggi e spiegando in che relazione si pongono con questo genere. Così Boselli (che, intuendo forse le potenzialità promozionali del mezzo televisivo, indossava una maglietta con la scritta Dampyr) ha detto che la sua serie è più vicina ad un noir moderno, come quello di Tarantino o de I soliti sospetti che a quello classico che approfondisce le psicologie dei personaggi. E se lui negava lo status di noir Julia, più vicino al giallo classico con un pò di melò, Berardi invece ci ha tenuto a definire il suo fumetto come un noir con approfondimento psicologico. Colombo ha parlato anche di un albo Maxi di Mister No, sulla giovinezza di Jerry Drake, scritto da lui e di alcuni numeri di Nick Raider in cui scardinava lo schema del giallo procedurale per porre i protagonisti della serie di fronte a casi più oscuri che spesso avevano a che fare con il loro passato.
Ambrosini ha raccontato del rapporto fra Napo e i tre piccoli personaggi, che altro non sono se non aspetti della sua personalità e della sfida creativa che è dare ogni volta una motivazione a Napoleone per svolgere un'indagine, visto che il suo personaggio ha bisogno di sentirsi coinvolto in qualche modo per decidersi ad investigare. Manfredi invece ha sottolineato che per il suo Magico Vento il west è solo un ambientazione in cui far sviluppare vicende di ogni tipo e non un genere. Le loro parole erano accompagnate da immagini e copertine degli albi.
Tante altre cose sono state dette (ad esempio di Dylan Dog e della novità che ha rappresentato), ma ora mi sfuggono. Quello che piuttosto vorrei comunicarvi è l'emozione di vedere gli autori che ogni mese ci tengono compagnia all'improvviso sotto i riflettori, ma anche le domande che mi sono sorte spontanee di fronte alla loro comparsa nel pieno della notte, come fantasmi in cui i pochi che vi credono debbano passare notti insonni nella speranza di vederli.
Perchè trasmettere un servizio sui fumetti in piena notte? E perchè nessuno ne ha dato annuncio, la Bonelli ad esempio, per permettere almeno allo zoccolo duro dei fans di registrare la trasmissione e dare un volto a dei nomi?
Una risposta a questa domanda forse può venire fuori da alcuni indizi sparsi qua e là per il servizio. Le tavole che accompagnavano le parole degli autori erano piuttosto vecchie, ad esempio il numero uno di Dampyr, l folle Barrakan di Napoleone. Inoltre non si parlava dell'imminente uscita di Demian, per definizione il noir di casa Bonelli, mentre si dava ampio spazio a Napoleone di imminente chiusura.
Possibile che Bonelli sia così disinteressato alle vendite da non approfittare dalle possibilità pubblicitarie della televisione? O forse il servizio era stato girato molto tempo fa e giaceva in un cassetto in attesa di riempire un buco? È chiaro questa è solo una ipotesi, ma questo spiegherebbe perchè non ne eravamo stati informati. Forse, allora, neanche alla Bonelli sapevano in che data sarebbe andato in onda.
Il conduttore della trasmissione nel presentare la seconda parte dell'intervista si chiedeva come mai in Italia non c'è quel fiorire di versioni cinematografiche degli eroi a fumetti che invece sta invadendo Hollywood. La prima risposta che mi viene in mente è che film tratti da personaggi come Nathan Never o Dampyr o Dylan Dog richiederebbero investimenti notevoli sugli effetti speciali, ma noi lettori di fumetti siamo considerati in Italia un popolo così di nicchia, da non giustificare tale investimento e da non meritare che un servizio, non annunciato, in televisione alle due di notte di un qualsiasi venerdì.
***
Per saperne di più:
Il sito ufficiale della casa editrice: Sergio Bonelli Editore
Il sito ufficiale dell'emittente:La7