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AMARCORD GEA - il primo biennio
A cura di /\/onethousand

Fede Forza Fermezza Fiducia a tutti!

In occasione del sondaggio di lista sui primi numeri di Gea, e mentre VOI siete ancora decisi su quale albo della serie votare, divertiamoci un po' a scavare tra i ricordi...

Già già, che ricordi...

M-mi sento vecchio! ...prendi i Gea, guarda il numero dell'ultimo albo, dividi per due e otterrai il numero per difetto degli anni passati da quando entrasti in edicola e…

- Vorrei Gea.
- Chi???
- Gea, le dovrebbe essere appena arrivato
- Eccolo.
- No, scusi... GeA, non GeO... no, non lo cerchi tra le riviste di viaggi: è un fumetto.
- Ah, il giornaletto strano... ora guardo dove l'ho messo... forse dietro l'enciclopedia della cucina... eccolo, fanno 4000 Lire.

...che a "quel tempo" erano pure notevoli, visto che un LW ne costava 3500.

Era il Giugno del '99, un'estate che iniziava con un esame di Istituzioni di Fisica Teorica e i classici buoni propositi che uno fa, finito il militare e con una laurea lontana una manciata d'esami...
<in sottofondo "Il tramonto" di Ennio Morricone>

Ok, divago. Quanto sopra non c'entra nulla: ignoratelo!

Il primo biennio geico fu caratterizzato da una polemica ad ogni uscita: i lettori bonelliani dovevano abituarsi ad uno stile poco canonico e ad argomenti di nuda e cruda attualità... e si sa, non ci sono mai due opinioni uguali!

 

1- LA GABBIA INFRANTA - Il Baluardo

"Ci sono più splash page che in Spawn!" ... "Mollate la Settimana Enigmistica, adesso per aguzzare la vista c'è Gea!" ... "Sicuramente non mi mancherà per i prossimi sei mesi!" ...

Questi i commenti più "amorevoli" dei lettori rimasti delusi dalla prima uscita di questo nuovo fumetto, nuovo per la strana periodicità dovuta alla strana scelta editoriale di dare tutta la serie in mano allo stesso autore che si sarebbe occupato sia dei testi che dei disegni... un autore già noto per "fatiche" di questo tipo... un autore di cui era noto il carattere anticonvenzionale, lontano dalla tradizione Bonelli... un autore strano!
Personalmente Il baluardo mi piacque, ma non mi entusiasmò. La fitta rete intessuta da Enoch con citazioni e rimandi a musica, disegno, impegno sociale, cinema, mitologie del mondo mi confuse, e spesso mi distolse dal "canovaccio" della storia propria dell'albo (almeno quello, decisamente lineare). Ciononostante, attirò la mia attenzione: "Non so perché, ma m'acchiappa..." fu il mio commento.

2 - APOLOGIA DI STUPRO - Il corteo di Dioniso

"Quelle ragazze hanno subito uno stupro di gruppo e stanno lì a fare battute, manco fossero uscite dalla discoteca della domenica pomeriggio!!!"

Una parafrasi dell'obiezione che partì immediatamente all'uscita dell'albo. La storia: ogni cinque anni, i Satiri rapiscono un certo numero di ragazze, le drogano, si accoppiano con loro e le fecondano, fanno crescere in un mese circa il feto, fanno nascere il satirello e infine liberano le "madri" regalando loro sacchetti di pietre preziose...
Vista e raccontata così, è facile farsi un giudizio negativo di una storia (volutamente?) ironica, divertente e dissacrante, nonostante si vadano a toccare tanti tasti dolenti del nostro vivere sociale: non c'è solo lo "stupro di gruppo", (vissuto comunque nella chiave allegra e giocosa nella quale Enoch incastona la sessualità in OGNI sua storia - Liz e Legs comprese!), ma c'è anche l'introduzione di Leonardo, paraplegico batterista e di "Orca" Sigfrido, giocatore di hockey e gay... insomma, chi non si scandalizzò per i "metodi riproduttivi" dei Satiri, ebbe tutte le occasioni per una "tirata" contro il *buonismo* della serie (tirata a cui l'autore stesso rispose nell'editoriale del terzo numero).

3 - INDIVIDUALISMO CONTRO COMUNIONE - Storie di spettri

...non ricordo dei commenti particolarmente stimmatizzanti per questo numero, ricordo però la sensazione di disagio che provai leggendo l'albo e tifando, contro ogni logica etica, per il "cattivo" di turno!

Con questa storia, facciamo la conoscenza della versione "multidimensionale" dei fantasmi che, nell'universo enochiano, altro non sono che entità composte di pura energia, con scarsa probabilità di vita nel nostro mondo a causa dei campi magnetici e correnti d'aria contro le quali non possono opporre la minima resistenza. L'unica speranza di sopravvivenza per quegli esseri sta nell'associarsi ad altre Presenze (così si chiamano) e vivere in luoghi bui, riparati e il meno frequentati possibile, oppure... procurarsi l'energia (vitale!) necessaria per "costruirsi" un corpo resistente agli accidenti di questo mondo.
Adesso, con dodici numeri alle spalle, posso ragionarci dicendo che Gea è anche questo: uno spunto per riflessioni e discussioni, dove la dualità bene/male NON È espressa come riferimento per la costruzione delle storie, ma è lì per confondere, spiazzare, essere irrisa ogni volta che ce ne sia bisogno... e quindi SI PUÒ tifare per la presenza assassina per i suoi ideali individualisti, che chiaramente hanno altre strade per essere perseguiti; e SI PUÒ sbuffare a Leonardo che "per principio" sveglia un palazzo con i bongos o pianta grane ogni volta che vede una scala... Gea diventa un amplificatore della realtà e, come tale, ne distorce parzialmente i contorni spiazzando chiunque cerchi una lettura lineare!

4 - I BUONI E I CATTIVI - Madre di violenza

"La divisione è troppo netta tra bianchi-cattivi e extracomunitari-buoni: si è perso il giusto mezzo" ... "Le tirate dei personaggi stancano e spezzano il ritmo della lettura..."

Un pugno allo stomaco. Una storia particolarmente cruda che fa fede al titolo (Madre di violenza). Musicalmente ritmata e intramezzata da lunghi discorsi dei personaggi secondari (nota: arriva Tara!). Un numero che vede la protagonista prendersi una pausa di riflessione per "allenarsi" spiritualmente, solo per apparire sul finale a risolvere la situazione con un gesto di spada... personalmente, è un numero che, per i toni e temi trattati, m'ha fatto sperare che fosse "unico", e fortunatamente così è stato!
In seguito, non è che i temi si siano alleggeriti e ci si sia trovati davanti a "rigolade" (grassa risata, N.D.R.) senza spina dorsale, ma il mix di situazioni e avvenimenti è stato dosato meglio per non ottenere più cose così forti e crude. Con il senno di poi, il quarto numero è comunque molto bello ed importante, non tanto per le introduzioni di personaggi secondari fondamentali per la trama della serie (Tara e Amhed), ma proprio per averci dato una pausa di riflessione su un'ambientazione veramente vicina alla realtà nonostante la sua componente fantastica.

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