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I LETTORI DI JULIA E IL GIALLO
A cura di Beltanius

 

La narrazione di Berardi, come quella della Cornwell, segue il classico doppio binario del giallo tradizionale: l'indagine che di volta in volta viene affrontata e lo sviluppo di quella che si potrebbe definire l'agiografia del personaggio principale.
Questo duplice contenuto narrativo è quasi sempre presente nei gialli "seriali", i gialli in cui uno stesso protagonista (il detective privato, il poliziotto, la vecchia impicciona, .. la criminologa, ecc..) è chiamato a risolvere i diversi casi. Talvolta l'agiografia si trasforma in una descrizione più realistica della vita del personaggio, con zone d'ombra e inconfessabili segreti, in altri casi il personaggio è un provetto mascalzone. Indipendentemente dal tipo umano del protagonista (che, come detto, può rappresentare un modello più o meno positivo), si tende comunque a creare un legame affettivo molto particolare (che può essere d'amore, di condivisione, di ammirazione, di compassione, di odio cordiale) tra il personaggio e il lettore.
Il giallo in sé può essere in fondo solo un gioco logico applicato agli eventi della vita, la dimostrazione che anche nel gran caos del reale ogni cosa può trovare una giusta collocazione. Sherlock Holmes è anche un mago taumaturgo capace di rispondere all'istanza che l'uomo ha di "ordinare" le cose, di dare un senso razionale a ciò che apparentemente sembra caotico.
Ma se Sherlock Holmes è un "uomo improbabile", un archetipo troppo perfetto (anche nelle sue imperfezioni, nei suoi insopportabili difetti), ecco che il racconto giallo moderno ci propone figure di taumaturghi sempre più realistiche, come per esempio Scarpetta o la nostra Julia.
I protagonisti dei gialli , rispetto agli altri personaggi scaturiti dalla fantasia, hanno un credito di gratitudine in più nei confronti dei lettori proprio in virtù di questa loro capacità di razionalizzazione del reale.
Benché probabilmente è vero che sia un'ambizione "naturale" dell'uomo quella di dare ordine alle cose, non è detto che tutti subiscano il fascino del racconto giallo; ciò può verificarsi per diverse ragioni, prima fra tutte, quella che forse definisce un difetto intrinseco del genere, è la constatazione che, alla fine, il "gioco" stanca perché troppo ripetitivo, ma non è da escludere che il motivo sia dovuto al fatto che il protagonista appaia odioso (probabilmente è proprio antipatico, ma comunque non è mai bello sentirsi in debito) o più semplicemente poco intrigante.
Nel caso di Julia, a questi elementi generali, si aggiunge poi lo stile di Berardi: un modo di scrivere molto particolare che non necessariamente deve piacere a tutti.
Non dovrebbe quindi stupire se ci sono tanti lettori che seguono Julia più perché affascinati dal personaggio che a causa della bontà della trama (in fondo icone del romanzo giallo come Nero Wolfe possono vivere e prosperare anche solo grazie al loro "fascino"), come non dovrebbe stupire se molti odiano il personaggio e trovano le storie troppo ripetitive, certamente la lettura che risulta più appagante è quella che riesce a congiungere i due elementi, quelle storie in cui cioè, accanto allo sviluppo della biografia del protagonista, c'è una trama gialla solida e coerente.

   

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Bibliografia consigliata:

Conan Doyle Arthur, Uno studio in Rosso, 2001, ed. Mondadori.
Conan Doyle Arthur, L'ultimo saluto di Sherlock Holmes, 2002, ed. Mondadori.
Cornwell Patricia, Post-Mortem, 1994(o Oggetti di reato, 1992) ed. Mondadori.
Cornwell Patricia, Calliphora, 2004, ed. Mondadori.
Stout Rex, Eccellentissimo Nero Wolf, 1980, ed. Mondadori.
Stout Rex, In viaggio con Nero Wolf, 2003, ed. Mondadori.

In rete:

Mondadori Libri: http://www.mondadori.it/libri/index.html
Sito Ufficiale di Patricia Cornwell: http://www.patriciacornwell.com

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