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LADY OSCAR, UN MITO SEMPRE PRESENTE
A cura di Elena Romanello

 

Alla fine dell'estate Riyoko Ikeda, autrice di Lady Oscar e di altri manga interessanti del genere shojo, è stata insignita dal Governo francese della Legion d'Onore per il contributo che ha dato alla conoscenza e all'amore per la cultura francese nel mondo. Effettivamente, molte persone si sono appassionate alla storia di Francia, visitando Versailles e Parigi e leggendo libri sull'argomento proprio grazie alla storia di Oscar François de Jarjayes alla corte di Maria Antonietta.
Lady Oscar by Riyoko Ikeda Parallelamente in Italia la Dynamic ha iniziato una quarta ristampa del manga di Lady Oscar, dopo quelle precedenti di Fabbri, Granata Press e Planet Manga, con una sontuosa veste grafica e apparati aggiuntivi di note storiche e intervista all'autrice. Dopo oltre venticinque anni di conoscenza per gli otaku e non di Lady Oscar, il successo continua ad esserci, e resta uno dei cartoni animati nipponici più amati di sempre, al centro ancora oggi di un fandom attento e attivo.

In epoche in cui gli anime venivano trasmessi alle venti in concorrenza con il telegiornale, e considerati quindi giustamente non rivolti ad un pubblico infantile, Lady Oscar ottenne ottimi ascolti anche da parte di chi otaku (allora non si sapeva il significato di questa parola) non era, tant'è che ancora oggi l'epopea della Rosa di Versailles (questo il titolo originale) ha estimatori anche insospettabili, che non hanno seguito poi il mondo dei manga e degli anime in maniera approfondita.

Quali sono le ragioni di questo successo? Lady Oscar ha indubbiamente dalla sua molti pregi e molto fascino, trattando dentro di sé tematiche affascinanti e tutt'altro che scontate.
Alla base di tutto c'è il manga Versailles no Bara, creato da Riyoko Ikeda nel lontano 1972 e pubblicato sulla rivista di shojo manga, i fumetti per ragazze, Margaret Comics. Riyoko Ikeda, appassionata di fumetti e di storia europea, preferì una carriera nei manga ad una di studiosa accademica di filosofia, e portò il genere shojo ad una dignità che non ha più perso. Per Versailles no Bara l'autrice si ispirò all'inizio alla biografia su Maria Antonietta di Stephen Zweig, alla base della rivalutazione di un personaggio su cui pesavano pesanti accuse e diffamazioni. Però presto i personaggi originali, creati dalla Ikeda, diventarono più importanti di quelli reali, assurgendo poi a veri protagonisti.

Versailles no Bara è dal 1972 un vero e proprio oggetto di culto in Giappone, ancora oggi al centro di gadgets, oggetti di collezionismo e altre iniziative legate all'autrice, che ha saputo sfruttare benissimo la sua opera, affiancandola negli anni con altri manga interessanti, quasi tutti a sfondo storico, quali Jokei Ekaterina, la vita di Caterina la Grande, Orpheus No mado, pubblicato anche in Italia e struggente saga durante la Rivoluzione d'ottobre, Oniisama e…, noto da noi come Caro fratello e criptica cronaca di un anno scolastico in un esclusivo liceo femminile, ed Elizabeth, uscito anche in italiano e storia della regina Elisabetta Tudor.

A Versailles no Bara si è ispirato il teatro Takarazuka, formato solo da interpreti femminili, per creare uno dei suoi più grandi successi, replicato ancora oggi con cast diversi. Versailles no Bara ha ispirato anche un film dal vivo, piuttosto mediocre anche se considerato ormai un classico (ha dalla sua dei bei costumi e una bella ambientazione nei posti reali della vicenda, Versailles in testa), e soprattutto un anime, realizzato nel 1979, a cui lavorarono artisti del calibro di Michi Himeno e Shingo Araki, ma che in una prima fase non ottenne il successo meritato e sperato nella sua terra d'origine. A differenza di ciò che accadde in Italia, dove arrivò prima l'anime che il manga, ottenendo grandissimi consensi a partire dalla sua prima trasmissione nel 1982, grazie anche all'ottimo doppiaggio italiano, che fece diventare in particolare veri e propri divi amati dagli appassionati Cinzia de Carolis, la voce di Oscar, e Massimo Rossi, André.

I personaggi originali di Riyoko Ikeda Gli shojo manga non sono dunque semplici fumetti: sono un vero e proprio mondo di storie, che rilegge generi ed epoche storiche, in una prospettiva al femminile raramente banale, con alcuni stereotipi (fiori, occhioni grandi, atmosfere idealizzanti) soprattutto nei primi manga, ma con tematiche di fondo interessanti e particolari, che hanno saputo essere coraggiosi e raccontare una gran varietà di vicende, dai romanzi storici alla Oscar a storie di formazione dove spesso aveva peso la componente omosessuale, da storie horror a commedie agre sulla vita delle giovani donne di oggi.

Lady Oscar racconta la storia romanzata ma su basi documentate di una ragazza che viene cresciuta dal padre, un generale di Luigi XV, come un uomo, per prendere il suo posto nell'esercito. La giovane diventa guardia del corpo ed amica personale di Maria Antonietta, appena arrivata in Francia dalla nativa Austria, e la appoggia in tutte le sue disavventure, condividendo con lei anche l'amore per il conte Hans Axel di Fersen, senza esserne però ricambiata. Con l'avvicinarsi della Rivoluzione francese però Oscar comincia a vedere anche un'altra realtà, grazie anche ad una sua protetta, Rosalie, una ragazza del popolo, e soprattutto ad André, suo scudiero, e innamorato di lei segretamente. Il finale non sarà lieto, e resta uno dei più tragici dell'animazione giapponese, dove comunque l'happy ending non è una norma prestabilita come in quella statunitense. E questo la avvicina alla letteratura e al cinema seri, non da bambini, ma da adulti.

Del resto, anime e manga si rivolgono ad un pubblico variegato, di fasce d'età diverse, ed uno dei peggiori fraintendimenti fatti nel nostro Paese, che ha portato a problemi quali la censura, è stato di ridurre tutti i prodotti animati provenienti dal Paese del Sol levante per una platea di bambini, con ovvi danni e malintesi. Destino a cui non è scappata nemmeno Lady Oscar, pesantemente censurata durante gli ultimi passaggi televisivi, c'è chi dice anche per favorire la vendita dei dvd, riproposti in varie vesti grafiche.

Il romanzo storico, a cui appartiene Oscar, è un genere in origine occidentale, risalente all'Ottocento con autori del calibro di Alexandre Dumas, Charles Dickens, Alessandro Manzoni, Massimo d'Azeglio; in Giappone viene riletto con una prospettiva di lontananza esotica, con un rispetto dei fatti e degli eventi narrati notevoli e con degli svarioni storici più che altro nei costumi e negli ambienti. Cosa non da poco, se si pensa ai diversi film storici occidentali in cui per esempio Luigi XVI viene dipinto come il figlio (e non come il nipote, come era e come viene detto in Lady Oscar giustamente) di Luigi XV.

Il tema della donna guerriera, rappresentato dal personaggio di Oscar, attraversa trasversalmente sia la società occidentale che quella orientale, entrambe in origine matriarcali e poi diventate patriarcali e maschiliste. Nella letteratura europea troviamo Camilla, guerriera contro Enea nell'Eneide, Armida, che combatte con i paladini nell'Orlando furioso e Clorinda, ne La Gerusalemme Liberata. Ma c'è anche Mademoiselle de Maupin, di Theophile Gautier, che nell'Ottocento rappresenta la massima trasgressione travestendosi da uomo (nel Settecento francese, come Oscar!) e unendosi all'esercito per vivere le avventure che altrimenti le sarebbero precluse. Nella realtà, ci sono stati personaggi tra storia e leggenda come Giovanna d'Arco, santa controversa pare con un destino diverso da quello che l'agiografia ha voluto costruirle attorno (visse e combatté fino ad un'età ben maggiore di quella in cui sarebbe morta sul rogo), o come Anne Bonny e Mary Read, le donne pirata che terrorizzarono le colonie britanniche nei Caraibi nei primi decenni del Settecento.

In tempi recenti, in cui le donne soldato, o comunque le donne che prendono panni un tempo maschili legalmente, sono diventate la norma, figure nell'immaginario occidentale di donne forti non sono mancate, basti citare nei telefilm almeno i personaggi di Xena e Buffy e nei fumetti personaggi come Elektra, Witchblade e anche la nostra Legs Weaver.
In Oriente le leggende sono piene di ragazze che hanno lasciato il ruolo tradizionale della donna per combattere, e una di queste storie, basate pare su fatti reali, ha dato origine alla leggenda di Mulan, trasposta poi in animazione da Disney. Donne guerriere del resto sono presenti anche nei film cinesi di genere wuxpian, cappa e spada leggendari, di cui alcuni titoli di gran pregio, come Hero e La leggenda dei pugnali volanti, sono arrivati anche nelle nostre sale.

Nei manga giapponesi le donne guerriere non nascono né si esauriscono con Lady Oscar, anche se Oscar rimane uno dei personaggi più famosi. L'antesignana di Oscar era Zaffiro, protagonista di Ribbon no Kishi, manga fiabesco di Osamu Tezuka, noto anche da noi come La principessa Zaffiro. Le donne guerriere attraversano tutta la storia dei manga e degli anime, stando sia dalla parte dei buoni che da quella dei cattivi: come dimenticare personaggi come le temibili Mazoniane di Capitan Harlock, lo struggente generale Flora di Jeeg robot d'acciaio, le guerriere Sailor di Sailor Moon, Akane e compagnia in Ranma ½? Principessa Zaffiro by Osamu Tezuka

Il fandom di Lady Oscar c'è ed è attivo, ed è formato sia da appassionati che c'erano già venticinque anni fa (e che quindi oscillano come età dai trenta ai quaranta anni ed oltre), sia da otaku che si sono innamorati di Oscar François de Jarjayes dopo. Tra le iniziative degli appassionati ci sono siti Web, fan art, fan fiction, cosplay in tema, mostre, eventi, forum on line. In particolare occorre ricordare la fanzine La rosa e la spada del club di Lady Oscar (http://www.ladyoscar.it/) e la nuova serie di fanfiction Liberté (http://digilander.libero.it/LittleCorner/Maindoujinshi.htm), vero e proprio seguito. Tra gli eventi curati dal fandom di Oscar in Italia nell'ultimo anno, sono da segnalare la mostra su Maria Antonietta con cosplay e gadgets in tema all'atelier Gluck di Milano, la mostra sul venticinquesimo anniversario di Oscar in Italia a Cartoomics sempre a Milano e il cosplay in tema a Cartoomics sempre e a Romics a Roma.

In Giappone i fan sono supportati da Riyoko Ikeda, che ha creato oggetti di collezionismo e di culto per loro, sfruttando sempre il suo personaggio. Inoltre Oscar è tra gli ispiratori, sia in Giappone che in Occidente, della moda Gothic Lolita, ragazze e anche qualche ragazzo vestiti con uno stile che riecheggia l'Ottocento vittoriano ma anche il Settecento, amante della musica e di una cultura che vede il romanticismo sfrenato a base di eros e thanatos il suo maggiore ispiratore. Eros e thanatos, lo stesso binomio che rende eterna la storia di Oscar François de Jarjayes.

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