- Parte Prima -
Come ogni anno degli ultimi 10, sono stata a Lucca per partecipare alla fiera del fumetto. Fiera, mostra, mercato, festival, rassegna... sinceramente non so bene come chiamarla perchè da quando è organizzata per le vie del centro di Lucca lo spazio è talmente tanto che le attività si moltiplicano a non finire, e scegliere una sola di queste espressioni sarebbe riduttivo!
In effetti l'espressione più giusta non è in italiano. Probabilmente il termine usato dal sito ufficiale, ovvero convention, ben rappresenta non solo quello che si fa a Lucca nel week-end dei fumetti, ma anche il come lo si fa e in quale atmosfera generale.
Si, proprio l'atmosfera è ciò di cui mi sono cibata quest'anno! E lasciandomi trascinare da ciò che ho VISTO (e fotografato) mi sono divertita, ho fatto acquisti, ho incontrato autori.
Ammetto che avendo preso un giorno di ferie ho anche avuto la fortuna di una giornata meravigliosa di sole, venerdì 29 ottobre, e di un sabato discreto, senza pioggia. Amici che erano a Lucca domenica hanno faticato parecchio e in internet, soprattutto su Facebook, si leggono parecchie critiche. Fortunatamente costruttive e decisamente in numero ridotto rispetto a apprezzamenti entusiastici. Speriamo siano utili per l'organizzazione dell'anno prossimo!
Ma andiamo con ordine.
Venerdì ho soprattutto guardato e annotato quello che mi interessava. Gli acquisti li hanno fatti soprattutto i miei amici, che si sono ritrovati con chili di serie manga e di cartonati franco-belga sulle spalle! In un primo giorno feriale è molto facile girare per gli stand dell'usato e per gli editori, soprattutto al mattino. Ma è un segreto, non ditelo troppo in giro!
Quest'anno abbiamo notato un numero altissimo di serie complete, europee e manga (soprattutto queste ultime) e forse un numero ridotto di bonellidi (ma non erano il nostro obiettivo). Cosa può significare questo? Molti privati hanno venduto le loro collezioni? Necessità di liquidità? Mancanza di spazio in casa? Passaggio dall'adolescenza alla maturità? Non saprei. Io comincio all'età di 33 anni a leggere manga...
Quindi la scelta è stata vastissima, anche di prezzo, e abbiamo trovato "pezzi" che cercavamo da qualche tempo, spulciando con la giusta calma scatoloni e scaffali.
Numerosi anche gli stand con gadget vari, ma per niente fastidiosi, forse ben posizionati e organizzati. Ho notato anche una certa folla di famiglie con bambini piccoli e molto piccoli. Alcuni troppo piccoli! Da neo-mamma mi stupisco che qualcuno si azzardi a portare un neonato tra una folla di ragazzini, cosplayer, asce bipenne, falci della morte, zombie sanguinolenti, soldati di ogni tipo armati fino ai denti... Spero nessuno si sia fatto male, anche se sabato di lattanti impauriti e in lacrime ne ho visti parecchi...
Dicevo che abbiamo iniziato il nostro tour dagli stand dell'usato. Poi, finalmente, ci siamo diretti in Piazza Napoleone e poi in S. Michele, dove come tradizione si trovano gli editori. Tra cui la Kappa Edizioni, Tunuè, Cronache di Topolinia, Panini, DeAgostini, Lizard, Disney ... - insomma, inutile che ve li enumeri, sapete di cosa parlo!! Ma ci sono anche alcuni gruppi di artisti o autori singoli, come i neonati (come gruppo, non certo come autori!!) Artists' Alley di Marco Santucci, Fabiano Ambu ed Alessandro Bocci e lo stand dell'incredibile Max Frezzato, protagonista quest'anno di una mostra a dir poco meravigliosa e autore del manifesto di Lucca Comics&Games 2010.
Avrei dovuto salutare Capitan Ambù, ma non l'ho fatto, visti i fans che aveva davanti e la concentrazione con la quale stava disegnando per loro! Ed era solo la mattina del primo giorno...
Max Frezzato, invece, era ancora più sommerso e soprattutto... ancora più concentrato! (eufemismo per dire che è leeeeentissimo quando è all'opera! Vabbè, mi accontenterò delle due bellissime tavole di Pinocchio che ho comprato sabato e che farò incorniciare per il mio bimbo!).
Un po' di persone che ho notato agli stand (e che ricordo in questo momento...) e in giro: Anna Lazzarini e Lucio Filippucci alla firma presso uno stand SBE relegato in un angolo per questioni logistiche (solita coda, età media sopra ai 30 anni... Davide Bonelli dovrebbe rifletterci un po'), Vanna Vinci e Massimiliano DeGiovanni alla Kappa, un Tisselli un po' perso o forse solo in cerca di un po' di sole per scaldarsi, Luis Royo, e last but not least... TERRY MOORE!
Eh si, è vero che non ho fatto molto caso agli autori e al programma degli incontri (per una ben precisa scelta), ma a sentire Terry Moore ci sono andata, eccome! Chi sa quando mi ricapita! E allora alle 17.30 ero prontissima, direi in pole position alla sala incontri della Camera di Commercio per ascoltare e magari fare una domanda all'autore di Strangers in Paradise ed Echo. Non potevo mancare per nulla al mondo e sono stata ben felice di esserci! (Tra l'altro potete tornare a leggere l'intervista che ci concesse alcuni anni fa via mail!!)
Anche se...
Anche se l'incontro non è stato gestito benissimo. La moderatrice (non so chi fosse) non ha presentato Terry Moore, perchè "tanto sappiamo tutti chi è" ed è partita in quarta, come si dice, con la prima domanda, ovvero "Perchè il titolo Strangers in Paradise?"... Ecco, a me non piace molto questo modo di fare un po' casalingo. Lucca dovrebbe aspirare a qualche cosa di più, perchè E' qualche cosa di più!
Ma a parte questa prima domanda e una caterva di altre domande inutili, già sentite, sempre le stesse... in generale è stato interessante ascoltare Tyerry Moore e trovare la conferma che veramente è una persona molto divertente, rilassata e comunicativa.
In breve, dopo aver scoperto che strangers in paradise vuole descrivere le persone innamorate che non sanno come comportarsi nei confronti dei loro amati (cioè, come dire che si comportano come elefanti in gioielleria, goffi e maldestri), finalmente abbiamo sentito qualche risposta interessante.
SiP nasce dalle riflessioni di Moore sul tema della guerra dei sessi. Si chiedeva l'autore come mai non riuscisse mai a spuntarla nel litigio con una donna. Allora, più che guardare le donne da fuori ha cominciato a provare di capire come vive una donna e cosa fa, come pensa, cosa sente nella sua quotidianità. TM ha proprio parlato della vita delle donne come di uno stato di assedio. Interessante, dal mio punto di vista, questa estrema curiosità e disponibilità dell'autore verso la vita dell'altro, in questo caso dell'altra. Forse è per questo che il fumetto mi è piaciuto tanto!
Quindi, SiP nasce da un'esplorazione intima di Moore, ma dopo la creazione dei personaggi principali (Catchoo, Francine, Freddy e David) tutto passa dalle mani dell'autore ai personaggi stessi e, dopo la pubblicazione e il successo, alla piena proprietà dei lettori (sono parole di Moore).
Nel fumetto, che Moore immagina e scrive come un telefilm e nel quale i personaggi non sono dei disegni ma delle vere e proprie persone, c'è tutta la stima dell'autore per quelle persone che hanno una vita durissima ma che ogni mattina si alzano e vanno avanti, con coraggio e determinazione. È una storia sul perchè le persone fanno quello che fanno, ogni giorno, anche contro la realtà dei fatti. Ho trovato questa nota di Moore molto toccante e onesta, e anche molto vera per quanto riguarda SiP.
Un'ultima osservazione mi è parsa interessante (forse perchè la domanda l'ho fatta io! :-p), ovvero la costruzione complicata del dipanarsi della storia tra passato, presente e futuro, con proiezioni e desiderata che poi non si avverano e tecniche diverse di narrazione e scrittura, sono il frutto di un processo di scrittura emozionale e non logico-temporale. L'esempio fatto è particolarmente calzante: se pensiamo a un amico, non ci ricorderemo in ordine cronologico tutto quello che abbiamo fatto con lui. Piuttosto penseremo a quella volta che abbiamo dormito a casa sua, poi agli stivali che abbiamo comprato quell'altra volta e a quanto costavano, e così via... Una scrittura emozionale, non razionale. Il tutto tenuto insieme dalla testa di Terry Moore!!
Comunque, anche l'incontro con Moore è terminato. Come tutto. Ma per fortuna non aveva fretta, così... MI SONO FATTA AUTOGRAFARE IL VOLUME PRIMO dell'edizione cartonata!!!! Felice come una pasqua, sono!!
Ammetto che questa è l'unica cosa "da fan" che ho fatto quest'anno, visto che il mio obiettivo era assorbire l'atmosfera della convention e trovare qualche manga da seguire da qui al prossimo Lucca Comics&Games.
Ah, dice Terry Moore che uno dei fumetti migliori usciti negli ultimi anni in USA è Power Girl. Voi che ne dite?!
La serata è trascorsa con una chiacchierata con alcuni amici autori e la ricerca di una pizzeria in zona albergo... un'impresa abbastanza complessa, pare!
Il mio racconto proseguirà a breve, per ora vi lascio con la segnalazione di alcune recensioni più autorevoli che ho incontrato nel web e che confermano, fortunatamente, la mia percezione di un'atmosfera gioiosa, giocosa, fumettosa, disponibile... Peace, Love & Comics ;-)
- un bell'articolo da afNews a firma di Paolo 'Moise' Moisello
- un'analisi da ComicUS
Vi lascio anche il link a uno stralcio della conferenza della Sergio Bonelli Editore, nella quale Sergio Bonelli parla del futuro della casa editrice fondata dal padre.
Ci sono alcune cose che, secondo me, non fanno ben sperare per l'avvenire: si citano alcune criticità, ben presenti a Sergio Bonelli stesso, tra le quali spicca lo scarso appeal delle testate bonelliane sui giovani...
Qualche commento a questo video lo trovate qui.
- Parte Seconda -
Sabato mattina la scena lucchese si presentava abbastanza diversa: molta più gente, molto meno sole! La tanto temuta pioggia si stava preannunciando. Era solo questione di tempo...
Prima tappa del secondo (e ultimo... sigh!) giorno è stato il Japan Palace. In effetti interessava tutti e quattro. Abbiamo aspettato un po' all'esterno, senza capire bene perchè (secondo me c'erano degli standisti arrivati in ritardo e, giustamente, non si poteva accedere prima che tutti i 'padroni di casa' fossero... in casa!) poi siamo entrati in questo strano tempio a metà tra la paccottiglia e la gioiosità orientale. Eh si, secondo me i giapponesi amano divertirsi. E noi con loro!
Acquisti vari: un'action-figure di Creamy che canta seduta comodamente (?!) sulla mitica luna e un bento-box made in Japan (non China!!) per il mio pranzo in ufficio (eh, son cose!). E che dire della solita ma sempre sorprendente esposizione di modellini e modelloni di robot di tutti i generi e di tutte le saghe?? Meravigliosi!
Dopo un dolcetto nipponico (li amo, ma la cucina mi è ostica...) siamo tornati dritti come fusi agli stand dell'usato e delle case editrici per gli ultimi acquisti, prima dell'arrivo dell'orda barbarica!
Alla fine, siamo usciti da Lucca 2010 con:
- due stampe del Pinocchio di Frezzato, come detto;
- i numeri 1 e 2 di Naruto (eh si, mi sto dando al manga totale, ma non me ne pento, è un altro mondo ed entusiasmante);
- Bushido n.1, di Hiromoto Shinichi e Asamatsu Ken (Planeta DeAgostini);
- i primi due albi di Black Lagoon di Rei Hiroe (Panini comics;
- Steamboy di Otomo-Kinutan;
- il primo albo di Rocky Joe, di Chiba-Takamori (Ed. StarComics);
- Confusione Mostruosa di Lewis Trondheim (Edizioni BD;
- La fortezza di Trondheim-Sfarr;
- il Don Chisciotte di Lino Landolfi.
Mi pento solo di aver lasciato a Lucca il cartonato-catalogo della mostra di Max Frezzato... un'altra pepita da cercare nella prossima convention!
Ho lasciato anche altro, come gli ultimi numeri de L'Insonne di Giuseppe Di Bernardo, come Echo di Terry Moore, come gli Universo Alfa, un Almanacco del Giallo, Sailor Moon, e tanto altro. Ma già così la spesa è stata notevole!!
E poi bisogna lasciare qualche cosa per l'anno prossimo!
Ultima fermata prima del ritorno a casa: il padiglione dei Games! Siamo giocatori da alcuni anni e ci divertiamo molto, ma il sabato pomeriggio, con i piedi a pezzi e la fatica di due giorni, non me la sono sentita di tuffarmi nella ressa e tra gli ormoni dei giovanissimi giocatori!! Sarà per l'anno prossimo, tanto più che non avevo nulla da vedere di specifico.
E ora alcune riflessioni generali.
Organizzazione: c'è chi spara a zero sull'organizzazione, chi dice che non hanno fatto abbastanza, chi dice che non hanno rispetto. Poi c'è una caterva di gente che invece dice che non vede l'ora di tornarci l'anno prossimo, che si è divertita NONOSTANTE la pioggia, che è un'esperienza unica ecc. ecc. Io credo che ci siano cose migliorabili, ovviamente, primo tra tutti il sito che ogni anno è un po' diverso, che viene aggiornato all'ultimo, che si carica a fatica e soprattutto che ai neofiti probabilmente non da' le informazioni nel modo più comprensibile.
Di buono quest'anno ho visto molto più spazio, all'interno dei diversi padiglioni, tra le file di stand. Non è poco, visti gli ingorghi che si creano ad esempio davanti allo stand Panini e altri particolarmente interessanti.
Biglietti: se non si intende/può usufruire di sconti (tipo quello del biglietto del treno) la cosa migliore è acquistare i biglietti in anticipo via internet, così si evita almeno una coda. Perchè la cosa che non è chiarissima dal sito è che le code sono due: quella del biglietto e quella del braccialetto. A cosa serve il braccialetto? A evitare che con il biglietto per un giorno si possa entrare per tutti i giorni della convention nei diversi padiglioni. Chi ha già il biglietto comprato via internet (stampato a casa) basta fare solo la coda del bracciale. Se il biglietto è per più giorni (ad esempio 2), va preso un bracciale ogni mattina. E sarà di colore diverso, naturalmente. A meno di dotare ogni entrata di un lettore, bracciale e biglietto sono un buon sistema, se tenuti a portata di mano. Qui un o dei pochi post nella rete che ha capito a cosa servono i braccialetti. Poi che non esista una soluzione alternativa non è vero. Che sia così facile trovarla... non si può dire.
Tempo: mah... che dire, capita che piova, ma quest'anno non si poteva prevedere un disastro simile. Basta considerare i gravi danni, anche fatali, accaduti in Toscana nel medesimo weekend... A detta di alcuni autori che erano presenti, non si poteva fare di più ed è andata bene che non è accaduto nulla di più, vista la violenza delle precipitazioni. Certamente l'organizzazione può prevedere un 'piano b', come suggeriscono in molti: tipo mettere delle assi dove si formano le code per i biglietti.
Le segnalazioni sono state fatte a più riprese e ,soprattutto su facebook, non sono passate inosservate. Speriamo bene per l'anno prossimo.
Un'osservazione per l'edizione 2011: il ponte è favorevolissimo. Il che significa che l'affluenza sarà sempre altissima. Cercate di risolvere i piccoli problemi che fanno fare tanta fatica a molti!