Sito ufficiale della MailingList Yattaaa! - Articolo su Legs e le Paladine
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Legs e le paladine: una Legs che Legs non è
A cura di Federico Castagnola

 

Una Legs nuova, una Legs che non è Legs ma che… è sempre Legs. E' con queste strane premesse che nel dicembre del 1998 appare nelle edicole questo singolare albo speciale dedicato appunto a lei e a queste non meglio definite Paladine.
E che ci fosse qualcosa di diverso da quello solitamente visto nella serie regolare lo si capisce fin da subito, da quel logo strano, da quei personaggi totalmente nuovi. In più la fama della Sailor Legs che aveva accompagnato il progetto fin dall'apparire delle prime immagini promozionali. E in effetti, anche se avevamo già visto delle Legs "alternative" (come quella che viveva le sue avventure tra le lune di Waldur nei numeri 6 e 14), in questa storia si tenta un esperimento totalmente nuovo per la Sergio Bonelli Editore: prendere un personaggio già esistente, tenere fermo l'aspetto fisico e i tratti fondamentali e poi lo ricostruirlo in maniera totalmente diversa.
Risolto velocemente il problema del "come" (siamo in una dimensione parallela), Antonio Serra, l'autore della storia, ci catapulta velocemente nel mondo di Multy-City dove la protagonista è sempre lei, allegra e irruente, ma libera da tutti i vincoli di continuity, spesso scomodi, che la legano alla testata madre Nathan Never, con un'età e una vita più coerente con il suo aspetto e con il suo carattere.

Non più quindi una cinquantenne segnata dalla vita, ma una studentessa alle prese con i problemi quotidiani di una adolescente tra ritardi a scuola e spasimanti troppo pressanti da tenere a freno. In questa trasformazione sparisce anche la sua ambiguità sessuale, a dir la verità gestita quasi sempre molto male, in favore di un più tradizionale innamoramento per il proprio professore, Thomas Duegiovani (personaggio preso quasi pari pari dalla serie regolare e prima ancora ricalcato sulla figura di un super eroe dell'editore americano Marvel).

Accanto a lei rimane l'amica del cuore May, declassata dal ruolo di coprotagonista a quello di comprimaria, più simile a se stessa ma con le sue caratteristiche di supermaggiorata accentratrice di attenzioni maschili esasperate.
Cambia invece la figura dell'animaletto simpatico che tiene loro compagnia. Via il loquacissimo draghetto volante Harvey, arriva Gnip, con la sua originale passione per gli oggetti sferici.

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Ma quello che rende particolare l'albo non è quello che si racconta, ma lo spirito con cui è stato pensata la storia. Una storia che rappresenta infatti un lungo e divertito omaggio al mondo dei manga. La serie regolare conteneva, soprattutto nei primi albi e in alcuni casi in dosi massicce, riferimenti più o meno velati a questo modo di realizzare fumetti, ma mai come in questo caso in un albo Bonelli sono stati così palesi. E' la stessa struttura del racconto a mettere a scoprire le carte. Sette ragazze normali, ma allo stesso tempo uniche, a cui un'entità superiore (in questo caso la dea Iside) dona un gioiello in grado di trasformarle, di renderle speciali, di farle diventare Paladine e di riunirle per sconfiggere una minaccia sovrumana. E' il pilastro su cui è costruito il sottogenere così detto delle "maghette", che da Creamy e Sailor Moon (grande successo mediatico all'epoca dell'uscita dell'albo) hanno appassionato almeno un paio di generazioni di ragazzi. Ma è anche il modo di raccontare che riprende, adattandolo al ritmo e al formato bonelliano, il modo di fare fumetto alla giapponese. E le strizzatine d'occhio al mondo dei manga, oltre che attraverso le citazioni più o meno evienti, sono disseminate in tutto l'albo anche dal punto di vista grafico. L'autrice della storia, Antonella Platano, è una giovane autrice che, al pari di altre colleghe cresciute su Legs, ha nel suo patrimonio grafico molti elementi di questo modo di disegnare e li utilizza sapientemente all'interno delle sue tavole.

Già dal secondo numero però la serie inizia a mostrare la corda. Le situazioni diventano ripetitive e quello che poteva essere un simpatico esperimento perde mordente. Non aiuta il passaggio ai testi da Antonio Serra, che firma il solo soggetto, a Stefano Piani, molto più a suo agio nelle atmosfere cupe. Moto interessante invece la strana coppia tutta femminile ai disegni composta da Anna Lazzarini (matite) e Lola Airaghi (chine).
Il terzo e quarto episodio confermano sempre più l'impressione che quello delle Paladine sarebbe stato meglio fosse rimasto un episodio singolo. Il quarto e ultimo rimane però da segnalare, oltre che per aver chiuso la trama principale legata a Darkthanatos, per il lungo omaggio ad un altro modo di fare fumetti e a quello che con ogni probabilità è il suo massimo esponente. Stiamo parlando di super eroi americani e stiamo parlando di Jack Kirby. Un nome che ai lettori di Legs forse dirà poco ma che i conoscitori del fumetto americano conoscono molto bene. E tra questi ci sono evidentemente anche Serra e Piani oltre che Mario Atzori, autore dei disegni, che confezionano l'albo arricchendolo con riferimenti alle due più importanti opere del maestro americano: Fantastici Quattro e Quarto Mondo.
Anche questo però non basta a risollevare le sorti di questo esperimento e a rendere indimenticabile questa seconda Legs partita abbastanza bene ma andata velocemente spegnendosi.

E ci si chiede se non sarebbe stato meglio indirizzare tutti gli sforzi verso la serie principale, serie che proprio in quegli anni, subito dopo l'uscita del cinquantesimo numero, su apprestava a vivere il suo periodo più difficile. Invece si è preferito disperdere le forze aumentando il numero di uscite, costringendo lo staff a dividersi tra più progetti (non dimentichiamo che in quello stesso periodo la redazione di Nathan Never e Legs stava lavorando al nuovo personaggio Gregory Hunter) e privando la testata per lungo periodo dei suoi disegnatori più originali e incisivi.

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