Una Legs nuova, una Legs che non è Legs ma che
è sempre Legs. E' con queste strane premesse che nel dicembre
del 1998 appare nelle edicole questo singolare albo speciale dedicato
appunto a lei e a queste non meglio definite Paladine.
E che ci fosse qualcosa di diverso da quello solitamente visto nella
serie regolare lo si capisce fin da subito, da quel logo strano, da
quei personaggi totalmente nuovi. In più la fama della Sailor
Legs che aveva accompagnato il progetto fin dall'apparire delle prime
immagini promozionali. E in effetti, anche se avevamo già visto
delle Legs "alternative" (come quella che viveva le sue avventure
tra le lune di Waldur nei numeri 6 e 14), in questa storia si tenta
un esperimento totalmente nuovo per la Sergio Bonelli Editore: prendere
un personaggio già esistente, tenere fermo l'aspetto fisico e
i tratti fondamentali e poi lo ricostruirlo in maniera totalmente diversa.
Risolto velocemente il problema del "come" (siamo in una dimensione
parallela), Antonio Serra, l'autore della storia, ci catapulta velocemente
nel mondo di Multy-City dove la protagonista è sempre lei, allegra
e irruente, ma libera da tutti i vincoli di continuity, spesso scomodi,
che la legano alla testata madre Nathan Never, con un'età e una
vita più coerente con il suo aspetto e con il suo carattere.
Non più quindi una cinquantenne segnata dalla vita, ma una studentessa
alle prese con i problemi quotidiani di una adolescente tra ritardi
a scuola e spasimanti troppo pressanti da tenere a freno. In questa
trasformazione sparisce anche la sua ambiguità sessuale, a dir
la verità gestita quasi sempre molto male, in favore di un più
tradizionale innamoramento per il proprio professore, Thomas Duegiovani
(personaggio preso quasi pari pari dalla serie regolare e prima ancora
ricalcato sulla figura di un super eroe dell'editore americano Marvel).
Accanto a lei rimane l'amica del cuore May, declassata dal ruolo di
coprotagonista a quello di comprimaria, più simile a se stessa
ma con le sue caratteristiche di supermaggiorata accentratrice di attenzioni
maschili esasperate.
Cambia invece la figura dell'animaletto simpatico che tiene loro compagnia.
Via il loquacissimo draghetto volante Harvey, arriva Gnip, con la sua
originale passione per gli oggetti sferici.

Ma quello che rende particolare l'albo non è quello
che si racconta, ma lo spirito con cui è stato pensata la storia.
Una storia che rappresenta infatti un lungo e divertito omaggio al mondo
dei manga. La serie regolare conteneva, soprattutto nei primi albi e
in alcuni casi in dosi massicce, riferimenti più o meno velati
a questo modo di realizzare fumetti, ma mai come in questo caso in un
albo Bonelli sono stati così palesi. E' la stessa struttura del
racconto a mettere a scoprire le carte. Sette ragazze normali, ma allo
stesso tempo uniche, a cui un'entità superiore (in questo caso
la dea Iside) dona un gioiello in grado di trasformarle, di renderle
speciali, di farle diventare Paladine e di riunirle per sconfiggere
una minaccia sovrumana. E' il pilastro su cui è costruito il
sottogenere così detto delle "maghette", che da Creamy
e Sailor Moon (grande successo mediatico all'epoca dell'uscita dell'albo)
hanno appassionato almeno un paio di generazioni di ragazzi. Ma è
anche il modo di raccontare che riprende, adattandolo al ritmo e al
formato bonelliano, il modo di fare fumetto alla giapponese. E le strizzatine
d'occhio al mondo dei manga, oltre che attraverso le citazioni più
o meno evienti, sono disseminate in tutto l'albo anche dal punto di
vista grafico. L'autrice della storia, Antonella Platano, è una
giovane autrice che, al pari di altre colleghe cresciute su Legs, ha
nel suo patrimonio grafico molti elementi di questo modo di disegnare
e li utilizza sapientemente all'interno delle sue tavole.
Già dal secondo numero però la serie inizia a mostrare
la corda. Le situazioni diventano ripetitive e quello che poteva essere
un simpatico esperimento perde mordente. Non aiuta il passaggio ai testi
da Antonio Serra, che firma il solo soggetto, a Stefano Piani, molto
più a suo agio nelle atmosfere cupe. Moto interessante invece
la strana coppia tutta femminile ai disegni composta da Anna Lazzarini
(matite) e Lola Airaghi (chine).
Il terzo e quarto episodio confermano sempre più l'impressione
che quello delle Paladine sarebbe stato meglio fosse rimasto un episodio
singolo. Il quarto e ultimo rimane però da segnalare, oltre che
per aver chiuso la trama principale legata a Darkthanatos, per il lungo
omaggio ad un altro modo di fare fumetti e a quello che con ogni probabilità
è il suo massimo esponente. Stiamo parlando di super eroi americani
e stiamo parlando di Jack Kirby. Un nome che ai lettori di Legs forse
dirà poco ma che i conoscitori del fumetto americano conoscono
molto bene. E tra questi ci sono evidentemente anche Serra e Piani oltre
che Mario Atzori, autore dei disegni, che confezionano l'albo arricchendolo
con riferimenti alle due più importanti opere del maestro americano:
Fantastici Quattro e Quarto Mondo.
Anche questo però non basta a risollevare le sorti di questo
esperimento e a rendere indimenticabile questa seconda Legs partita
abbastanza bene ma andata velocemente spegnendosi.
E ci si chiede se non sarebbe stato meglio indirizzare tutti gli sforzi
verso la serie principale, serie che proprio in quegli anni, subito
dopo l'uscita del cinquantesimo numero, su apprestava a vivere il suo
periodo più difficile. Invece si è preferito disperdere
le forze aumentando il numero di uscite, costringendo lo staff a dividersi
tra più progetti (non dimentichiamo che in quello stesso periodo
la redazione di Nathan Never e Legs stava lavorando al nuovo personaggio
Gregory Hunter) e privando la testata per lungo periodo dei suoi disegnatori
più originali e incisivi.
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