Once upon a time, ovvero uno sguardo a posteriori nel fumetto indipendente di qualche anno fa!
Se entrate nelle fumetterie preferite sicuramente troverete in un angolo, solitamente in basso nello scaffale in fondo alla parete, oppure in alto dove è difficile arrivare, una sezione colma di albi polverosi, tutti di formato diverso, quasi sempre spillati, in bianco e nero, con una numerazione che quasi mai supera il numero 3.
Andare a mettere le mani in questo oscuro settore del vostro negozio di fiducia può essere per l’appassionato di fumetti emozionante come per il miglior Martin Mystère mettere piede dentro la Grande Piramide! Si tratta infatti di vera e propria archeologia editoriale, e quelli che potreste trovare dei veri e propri tesori. In mezzo a tanti nomi spariti come un ghiacciolo a ferragosto, ed a etichette dal nome stravagante come Factory, Liberty o Shock Studio, è infatti possibile trovarsi per le mani i primi timidi esordi di quelli che oggi sono le star del comicdom nazionale e non solo.
La prima puntata di questa aperiodica rubrica la dedico a Quiet Earth, uno smilzo albetto di 24 pagine in bianco e nero pubblicato nel novembre del 2000 dalla Liberty.

La Liberty era una etichetta indipendente nata negli anni novanta nella quale lo sceneggiatore Ade Capone, all’epoca già famoso per aver scritto Zagor e aver creato Lazarus Ledd, presentava alcuni suoi progetti più personali come la popolare Erinni oppure cercava di proporre al pubblico nuovi e promettenti autori.
Questo albo fa parte della seconda categoria e a presentarlo, firmando sia i testi e che i disegni è una giovane e brillante autrice romana: Federica Manfredi.
Storia completa, come detto, anche se l'impressione è che si tratti di un numero zero, della preparazione di una serie che poi, almeno fino a oggi, non c'è mai stata.
Nell'albo troviamo i due elementi che sembrano affascinare tanto l'autrice e già visti su Magenta, un altro suo progetto personale: la fantascienza e le storie adolescenziali.
Quiet Earth è infatti il nome di una stazione artificiale che orbita attorno a una terra distrutta dall’inquinamento di un futuro non meglio precisato, abitata da umani che vedono i terrestri con disprezzo e odio razziale. Ed è proprio un terrestre il protagonista della storia, un ragazzo che cerca con l’inganno di costruirsi uno spazio in questa realtà ostile in cui è costretto a vivere e, perché no, conquistare la ragazza su cui ha messo gli occhi. A far da cornice inseguimenti, furti, arresti e corse sfrenate sugli skate (grande passione della Manfredi).

Il finale è amaro anche se, come detto, aperto in funzione di un potenziale seguito.
La sceneggiatura è buona, pur se costruita su un soggetto non molto originale, anche se i dialoghi sono forse troppo lunghi (ma le pagine sono poche ed è evidente che l’autrice abbia molte cose da dire molte).
Dal punto di vista dei disegni ottime le scene d'azione a dimostrazione di una notevole dinamicità senza andare a discapito della leggibilità, meno quelle di dialogo con qualche imperfezione nei volti e nelle espressioni.
Nel complesso comunque una storia non memorabile anche a causa della brevità, ma piacevole e ricco di entusiasmo e che forse varrebbe la pena di andare a recuperare.
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Info
Quiet Earth
Testi e disegni di Federica Manfredi
Collana Liberty n.22, novembre 2000
24 pag, b/n
Prezzo di copertina, 5.500 lire
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