La fidanzatina di Superman o di Spiderman aveva una pura funzione decorativa, stava a casa mentre l'eroe rischiava o si metteva nei guai con il nemico di turno, tanto l'eroe doveva poi salvarla; poi sono arrivati dal Giappone i manga e gli anime,
e abbiamo visto Venusia, contadinotta non particolarmente avvenente e innamoratissima dell'eroe Actarus che si mette alla guida di un'astronave per aiutarlo con il suo robot Goldrake, Miwa che in Jeeg robot permetteva lanciando i componenti al robot di diventare tale, Fujiko che in Lupin III amava, fregava e di tanto in tanto salvava il suo scalcinato fidanzato. E ancora una bambina come Heidi che sconvolgeva il mondo e le certezze degli adulti, una Candy Candy che viveva in prima persona una marea di avventure, una Lady Oscar che si travestiva suo malgrado da uomo e diventava protagonista di un periodo storico fondamentale come la Rivoluzione francese.
A distanza di trent'anni dall'avvento degli anime nel nostro Paese prima e dei manga poi il mondo dei fumetti si è progressivamente femminilizzato, e come autrici e come protagoniste, e alle fiere del fumetto il numero di professioniste attive nel settore e anche solo di semplici appassionate (che fanno comunque muovere un notevole giro d'affari) è aumentato esponenzialmente di anno in anno.
Tra gli impatti dei manga e degli anime sull'immaginario c'è stato questo introdurre in maniera massiccia i personaggi femminili, non oggetti ammiccanti di contorno buone solo a fare la calzetta o a mettersi nei pasticci, ma protagoniste delle storie, nel bene e nel male, senza rinunciare a femminilità e malizia ma spesso con uno spirito volitivo e combattente da protagoniste assolute della vicenda.
Certo, non è tutto oro quello che luccica e la situazione comunque delle donne in Giappone, ancora molto chiuse in ruoli tradizionali, non è ottimale, ma nel mondo dei manga abbiamo avuto e abbiamo combattenti, donne fatali, eroine intrepide, fanciulle sentimentali, maghette, sognatrici e spiritose.
Tra l'altro nel vasto ambito dei manga, esiste un filone specifico rivolto alle ragazze e alle donne, gli shojo manga, con storie molto varie, che ha avuto interessanti evoluzioni dalle origini ad adesso. Era uno shojo manga Ribbon no kishi, noto da noi in animazione e in fumetto come La principessa Zaffiro, di Osamu Tezuka, fiaba protofemminista che parla di travestitismo sessuale. Appartiene agli shojo manga Versailles no Bara, il celeberrimo Lady Oscar, di Riyoko Ikeda, ormai considerato un classico della letteratura disegnata e dell'animazione tout court, appassionante storia d'appendice d'amore e di morte. Sono shojo sia Candy Candy che Georgie di Yumiko Igarashi, orfanelle bionde e romantiche, decisamente soft il primo, torbido romance sensuale il secondo. E tra gli shojo trovano spazio i viaggi nel tempo di Anatolia story di Chie Shinohara, il fantascientifico Proteggi la mia terra di Saki Hiwatari, il dark Angel sanctuary di Kaori Yuki, la cronaca musicale moderna Nana di Ai Yazawa.
L'apporto delle donne al mondo dei manga non si esurisce pertanto agli shojo dove sono autrici e protagoniste. Le Clamp, gruppo di autrici ex fan, ha creato opere per tutti, rileggendo la mitologia indiana in Rg Veda, le majokko in Card Captor Sakura, le indagini tra realtà e fantasia in Tokyo Babilon, il dark in XXXHolic.
Rumiko Takahashi è da oltre trent'anni protagonista assoluta della scena fumettistica giapponese: opere come la commedia fantastica Lamù, la sit com Maison Ikokku, l'epopea fantastorica Inuyasha e le arti marziali esilaranti di Ranma 1/2 sono state lette ed amate sia da ragazzi che da ragazze, con personaggi simpatici e irresistibili di ambo i sessi.
Sempre scritti da donne risultano essere i manga yaoi e shonen ai, incentrati su storie d'amore tra ragazzi omosessuali, con toni estremamente romantici e situazioni da soft a esplicite. Opere come Kizuna di Kizuma Kodaka, Kaze toki no uta di Keiko Takemiya o anche Yami no matsuei di Yoko Matsushita, romanzi trasposti in animazione come Ai no kusabi di Rieko Hoshihara, sono soltanto alcuni esempi di un genere di nicchia ma molto amato.
Parlando invece di omosessualità femminile, non mancano gli esempi: il fertile filone dello yuri ha inglobato opere come le cronache studentesche di Oniisama e (Caro fratello) di Riyoko Ikeda, il fantasy La spada di Paros di Yumiko Igarashi, il fantascolastico Utena e le opere minimaliste di Ebine Jamaji, senza contare i personaggi saffici presenti in altre opere, come Card Captor Sakura o soprattutto Sailormoon.
I manga e gli anime hanno quindi aperto le porte alle donne, e come creatrici di nuovi universi fantastici e come protagoniste di nuove storie, attraendo un pubblico di appassionate che ha trovato eroine con cui sognare e appassionarsi. Che poi le conseguenze di questo non siano sempre positive (vedi le imitazioni di Sailormoon alla Winx) questo è indubbio, ma grazie a manga ed anime abbiamo autrici di valore non solo in Giappone, personaggi interessanti anche nei comics e nei fumetti italiani, e le fiere del fumetto non sono più ghetti maschili. E non è poco.