Nell’ormai lontano 1995 Sam Raimi e Robert Tappert, già ideatori della serie fantasy Hercules, decisero di dare vita ad una nuova creatura di quell’universo, che stava ottenendo un buon successo, anticipando di qualche anno la gran voga del genere che stiamo vivendo oggi.
La scelta cadde sul personaggio di Xena, comparsa in alcuni episodi di Hercules come principessa guerriera malvagia ma che poi si ravvedeva, alla quale fu dedicata una serie, intitolata appunto Xena the warrior princess. Serie che si è protratta dal 1995 al 2001, superando come successo la serie originale dedicata all’eroe leggendario greco, realizzata in maniera efficace e simpatica ma a tratti forse troppo adolescenziale e limitata.
Xena, la cui protagonista è ottimamente interpretata dalla prestante Lucy Lawless (vista poi nel ruolo di una giornalista nel nuovo Galactica e in quello di una supersoldatessa negli ultimi episodi di X-Files), ha saputo creare all’interno della sua serie un microcosmo interessante e coinvolgente, con mille tematiche anche sotterranee che le hanno assicurato e le continuano ad assicurare l’attenzione di un pubblico molto attento ed appassionato.
Non è difficile vedere un paragone tra Hercules e Xena da un lato e tra Nathan Never e Legs dall’altro: in entrambi i casi, la storia al femminile nasce come costola da quella al maschile, diventando poi il fulcro di tutta la vicenda. Purtroppo per noi fan di Legs la nostra beniamina non ha avuto la fortuna della sua collega Xena, forse per la diversa considerazione e il lavoro che c’è ancora da fare per rendere accettabile, nel nostro Paese, un’eroina al femminile e femminista.
Xena deve il suo successo indubbiamente alle trame e alla realizzazione delle sei stagioni, girate in una Nuova Zelanda che prima de Il signore degli anelli si conferma già terra ideale per le storie fantasy. Lucy Lawless non è secondo molti un’attrice di primo livello, ma è adatta al ruolo, così come sono nella parte gli altri interpreti, citando solo per diritto di cronaca Renée O’Connor nel ruolo della sua compagna di avventure Olimpia (chiamata Gabrielle nell’originale), Hudson Leich nella parte della perfida Callisto, Bruce Campbell (attore feticcio degli horror di Raimi) il ladro Autolico, il compianto Kevin Smith il dio Marte e Ted Raimi (altro feticcio dell’omonimo regista) nella parte di Corilo.
Gli episodi di Xena partono dal canovaccio di miti della tradizione classica, greca e romana, che arricchiscono di elementi di ogni tipo, dalle tradizioni celtiche e nordiche alle Mille e una Notte, dalle suggestioni dell’Estremo Oriente alle imprese di Giulio Cesare, creando un pastiche in cui trovano spazio dramma, tragedia, avventura, un episodio musicale, reincarnazioni, filosofie, esperimenti di film nel film, costruzione di una vera e propria mitologia moderna intorno al personaggio di Xena come realmente esistito. Purtroppo occorre sottolineare che nel nostro Paese Xena è stato una delle tante vittime di una programmazione non idonea, trasmesso censurato in fase pomeridiana e mattiniera, cosa che non ha impedito che si creasse uno zoccolo duro di appassionati, che ha creato alcuni ottimi siti Internet e spera in un’edizione integrale di Xena in dvd oltre ai pochi speciali finora usciti.
Si diceva dei pregi intrinsechi della serie di Xena, che nasce in una tradizione del fantasy al femminile e femminista che negli ultimi trent’anni nei Paesi di lingua anglosassone è cresciuta a macchia d’olio. Il fantasy di Tolkien da un lato e di Howard dall’altro parlava di universi maschili (e anche maschilisti, se non altro per la saga di Conan) in cui le donne erano semplici comparse praticamente senz’anima. Ma dopo l’affermarsi sulla scena fantasy di autrici come Marion Zimmer Bradley, Ursula K. Le Guin e Andre Norton le tematiche sono cambiate e le donne da prede decorative sono diventate protagoniste, recuperando tutto un patrimonio di spiritualità al femminile distrutto da millenni di cultura patriarcale e al centro di molti studi del movimento femminista a partire dagli anni Sessanta.
Xena e Gabrielle-Olimpia, guerriera una e sacerdotessa l’altra sono molto simili alle protagoniste dei libri di Marion Zimmer Bradley, da Morgana alle guerriere di Darkover: non è un caso che gli appassionati di Xena siano anche di solito appassionati di letteratura fantasy moderna, che continua a sfornare storie al femminile di combattenti e sciamane e che ormai ha un suo spazio anche nelle nostre librerie.
La figura della donna guerriera, ammantata dalla leggenda (basti pensare alle Amazzoni e in tempi più recenti anche se remoti alla figura di Giovanna d’Arco, alla base di alcune riletture della sua epopea in chiave esoterica nell’ultimo ventennio) è alla base di diversi personaggi nel mondo del fumetto, antecedenti o paralleli a Xena. Non si può ipotizzare (ma chissà…) che Raimi e Tappert conoscessero la nostra Legs, ma senz’altro conoscevano le varie Wonder Woman, Catwoman, Gin Rey del mondo della carta stampata, alle quali si sono aggiunte via via altre protagoniste donne, da Elektra a Promethea (che si richiama come Xena alla mitologia), da Birds of prey a Emma Frost, rendendo il mondo dei supereroi sempre più un mondo delle supereroine.
Sam Raimi e Robert Tappert conoscono senza dubbio anche il mondo dei manga e degli anime giapponesi, dove le donne sono presenti da decenni, come autrici e come protagoniste. Molti fans fanno paralleli ed avvicinano il personaggio di Xena alla celeberrima Lady Oscar, la rosa di Versailles creata da Riyoko Ikeda ed icona del mondo dell’animazione giapponese: le due protagoniste condividono molte caratteristiche, non ultima una fine tragica, che le proietta nella leggenda.
Per contro nel mondo dell’animazione giapponese le ragazze combattenti e protagoniste si sprecano, alcuni hanno visto un parallelo tra Xena e Gabrielle e i personaggi di Sailor Uranus e Neptune nel manga di Sailor Moon, considerato a torto un prodotto infantile.
Un altro punto di successo di Xena è stato il subtext omosessuale tra le due protagoniste. Da oltre trent’anni gli appassionati di telefilm, in particolare il pubblico femminile, hanno dato vita ad un fandom di storie, chiamate slash, incentrate su rapporti omosessuali più o meno espliciti tra i protagonisti della loro serie televisiva di culto, partendo di solito dai personaggi maschili. Tutto è iniziato con la coppia Kirk e Spock di Star Trek (serie classica), per poi proseguire con altre icone dei telefilm, arrivando tra gli altri al corpus enorme di fanfiction e fotomontaggi non sempre di ottimo gusto incentrati sugli agenti Fox Mulder ed Alex Krycek di X-Files.
Le storie saffiche hanno avuto un po’ meno successo in un primo tempo, ma hanno recuperato terreno, grazie anche all’inserimento in alcune serie recenti di elementi ad hoc, quali una storia tra due dottoresse in E.R. e la commovente vicenda di Willow e Tara nel serial Buffy the vampire slayer.
In Xena il subtext diventa non solo una speculazione dei fan soprattutto nella sesta stagione, ma gli elementi sul fatto che tra Xena e Gabrielle ci sia molto di più di una semplice amicizia ci sono già dalla prima stagione, tanto che esistevano gruppi di fan noromo (da no romantic, contro ogni relazione) che come i loro colleghi di X-Files in chiave etero tra Mulder e Scully si opponevano ad una storia tra le due. Storia che resta comunque sullo sfondo ma che a differenza di quella praticamente solo immaginata tra Legs e May si arricchisce di elementi e scene (spesso censurate dalla nostra televisione) fino ad un finale struggente ma in fondo aperto. Tant’è che ci sono appassionati che hanno continuato e continuano a scrivere seguiti e nuove avventure per Xena e Gabrielle e il loro eterno ed indistruttibile amore.
Legs è rimasta nel cuore dei suoi lettori come esempio di fantascienza al femminile e femminista, ironica e appassionante, e Xena ha avuto il suo stesso ruolo sul piccolo schermo (che non era poi così piccolo in questa occasione) per il genere fantasy, rileggendo miti, leggende e sogni da una prospettiva innovativa e nello stesso tempo eterna, come le favole senza tempo dell’umanità.