YATTAAA INTERVISTA TERRY MOORE!

A cura di: Daniela Zeta, Martina Galea,
Linda, Federico Castagnola e/\/one
Buongiorno Terry,ti va di presentarti ai lettori italiani:
chi è Terry Moore?
TM - Un ragazzo veramente carino a cui spedire regali con cadenza
annuale. Disegna pure fumetti.
Come è nata la tua passione di scrivere e disegnare fumetti?
TM - Probabilmente fu quando vidi una tavola originale in libreria
e mi resi conto che potevo comprendere come fosse stata fatta. Allora
avevo piu' o meno 20 anni. Guardai al tratto e alle parti bianche, alla
costruzione della tavola e pensai "Potrei farlo anch'io".
Non avevo pero' idea di come entrare nel giro e quindi lasciai perdere.
Nel 1993 hai pubblicato il primo numero di Strangers In Paradise, e
prima di allora non avevi mai realizzato altri fumetti: come sei arrivato
a SIP e alla sua pubblicazione?
TM - Volevo leggere una storia come SiP, ma non riuscivo a trovare
quello che volevo, cosi' ho cominciato a scriverla da me, poi sono diventato
ambizioso. Quando ho finito il mio primo numero l'ho portato ad un paio
di fiere del fumetto e l'ho mostrato in giro ricevendo commenti favorevoli.
A quel punto ho deciso di fare il grande passo. Antarctic Press si offri'
di pubblicarne una mini-serie e da li' si
parti'.
Y - Ci puoi spiegare come funziona l'editoria dei comics americana,
piuttosto diversa da quella italiana?
TM - Normalmente si lavora per una grande casa che ti assegna un lavoro.
Lavori a casa, facendo le matite di, diciamo, una sceneggiatura di 22
pagine di Goofman. Mandi il tutto al tuo supervisore, che lo fa girare
a un inchiostratore, un letterista, un colorista e infine ad un grafico
che sistema tutto e manda via ftp in tipografia i file pronto stampa.
L'albo e' stampato, ritirato dalla Diamond Comic Book Distributors e
spedito nelle librerie di tutto il mondo. Diamond fattura i rivenditori.
Il tipografo fattura l'editore. I rivenditori pagano Diamond, Diamond
paga l'editore che poi paga il tipografo. Quello che resta e' distribuito
tra l'editore e chi ha lavorato sull'albo.
Nel mio caso, poiche' possiedo la mia azienda e pubblico da solo, io
faccio tutto l'albo da solo (ad eccezione della copertina che e' colorata
dal talentuoso Brian Miller), e mando i file pronto stampa in tipografia.
Quando la Diamond paga per l'ordine, io pago Brian e il tipografo e
cerco di sopravvivere con il restante. Adesso mi chiedo, come funziona
in Europa?
Y - Da dove nascono Francine e Katchoo, due personaggi molto quotidiani
ma altrettanto sopra le righe? Quando hai cominciato a pensare a SiP
e chi è nato per primo tra loro? Anche graficamente?
TM - Katchoo e' nata per prima. Era una dei personaggi delle mie strisce.
Francine era il suo opposto. Diventarono le protagoniste di SiP perche'
quando scorsi le mie strisce, ne presi i personaggi piu' originali per
farci la saga di SiP.
Y - Nella prima parte della storia, SIP narrava le vicende di tutti
i giorni di due donne alle prese con fidanzati, pasimanti, amore, gelosia...
poi, in seconda battuta, la storia ha preso una piega di fanta-politica
che non è piaciuta a tutti i lettori, e infine è tornata
verso binari più quotidiani, concentrandosi sul rapporto tra
Katchoo e Francine: quale aspetto di SIP preferisci raccontare?
TM - SiP e' costruito in 3 parti: familiare con un'atmosfera di tensione
misteriosa, giallo d'azione, ritorno al familiare con le ferite. Non
ho una sezione favorita, per me e' tutta un'unica epopea.
Spesso a David viene dato un rilievo marginale, in quanto "terzo
incomodo" nel rapporto tra Katchoo e Francine, eppure si tratta
di un personaggio molto profondo, che è cresciuto uscita dopo
uscita: a chi ti sei ispirato per realizzarlo?
TM - Avevo bisogno di qualcuno per equilibrare i pensieri amari di
Katchoo nei confronti degli uomini. Da un lato lei odia gli uomini e
di cio' puo' dare una spiegazione molto dettagliata (fidatevi: non la
vorreste sentire), dall'altro, David e' uno dei suoi amici piu' fidati.
Ci sono un paio di simpatiche metafore in questo, un commento sulla
societa'.
Che valore assume, nella cultura protestante americana, o comunque nella
visione di Katchoo, il fatto che David sia cristiano? Mi spiego, quando
il ragazzo rivela a Katchoo di essere cristiano, la reazione di lei
è di profonda offesa, e onestamente non sono riuscita a capire
il perché di questa reazione, forse per una diversa percezione
della religiosità tra America e Italia...
TM - Vero, l'America non e' piu' un paese religioso, ma non e' per
questo che Katchoo si e' offesa. Si era profondamente arrabbiata perche'
David non le aveva confidato qualcosa che ovviamente era di grande importanza
per lui. Si stava nascondendo da lei mentre lei si era aperta a lui.
Era arrabbiata per lo squilibrio di fiducia nella loro relazione. Katchoo
rispetta i credenti e considera Dio un argomento su cui non ha ancora
finito di ragionare.
Se l'omosessualità di Katchoo forse (e sottolineo forse) nasce
da un rifiuto verso gli uomini dopo le violenze del patrigno, quella
di Francine è più intima, più legata all'amore
che prova verso Katchoo in quanto persona, piuttosto che donna: è
difficile per te, uomo, parlare dei sentimenti più profondi di
figure femminili?
TM - Non posso avere la presunzione di capire o spiegare le donne. Nessuno
lo puo'. Semplicemente io scrivo a proposito di persone, poi do loro
un sesso e aggiusto un po' lo scritto per esprimere il loro sesso e
come ogni sesso si comporta di fronte alle cose. Abbiamo tutti la stessa
tavolozza di emozioni umane.
Tu sei anche il disegnatore delle tue storie: come dividi il lavoro?
Prima pensi alla storia e poi la disegni, oppure butti giu' degli schizzi
e poi li sistemi nella sceneggiatura?
TM - Faccio quello che al momento funziona meglio. Qualche volta
le parole vengono per prime, altre volte le immagini. Spesso avviene
tutto insieme... e' in quei momenti che attingo alla bellezza del fare
fumetti, e' un'arte da sdoppiamento di personalita'.
Sembra che uno sceneggiatore sia tale per 24 ore al giorno, perché
osserva in continuazione comportamenti e situazioni che gli accadono
attorno. Quanto Francine e Katchoo fanno parte della tua vita anche
quando non scrivi e fai altre cose?
TM - Sono sempre presenti. Porto con me un taccuino per buttar giu'
note, qualche righa e osservazioni. Si puo' confinare il proprio lavoro
di disegnatore in un certo numero di ore, ma non e' possibile smettere
di scrivere. Non e' un lavoro, e' uno stile di vita.
SIP è diventato nel giro di pochi anni un fenomeno, una serie
estremamente amata, con tanto di merchandising e dediche celebri (Neil
Gaiman, Bone al Comicon di San Diego): per quanto ogni autore desideri
il successo della propria "creatura", ti aspettavi un tale
boom con una storia così quotidiana?
TM - No. E' la mia vita. Io, tiro semplicemente avanti e cerco di
restare nella bolla magica di cui ho bisogno per creare.
Quali sono secondo te gli stereotipi da evitare quando si devono
raccontare i personaggi femminili?
TM - Se e' gia' apparso nella narrativa, adesso e' uno stereotipo. Cosi'
ogni scrittore deve dire qualcosa di nuovo e dare al lettore una nuova
speranza e/o una nuova interpretazione.
Sono quasi quindici anni che porti avanti la serie. Hai pensato ad una
conclusione della serie oppure credi che possa andare avanti ancora
molto a lungo, oppure le notizia della prossima chiusura sono vere?
TM - La serie terminera' nel Maggio 2007. Questo dovrebbe farci arrivare
piu' o meno al numero 89 o 90. Penso che la storia abbia bisogno di
un finale forte per affermarsi definitivamente. Se la lascio andare
fino ad esaurirene la carica, tutti questi anni equivarranno a nulla
piu' di un monologo sconnesso.
Parlare della quotidianità dei personaggi fa pensare a come venga
programmato l'evolversi delle situazioni. Quanto c'è di deciso
a tavolino e quanto invece nasce da solo con il procedere della storia?
C'è stato qualche caso clamoroso in cui avevi pensato a una cosa
e poi ti sei accorto che era meglio farne un'altra?
TM - Per ogni albo, butto via cio' che era stato pianificato in favore
di un'idea migliore. E questo sistema non si ferma davanti a nulla.
Ci sono state volte in cui, dopo aver appena cominciato a disegnare
la prima tavola di un nuovo numero, ho avuto un'idea migliore che mi
ha fatto buttar via l'intera sceneggiatura, anche quando ero in ritardo
con le consegne e non me lo potevo permettere. Ma io sono fedele alla
storia, non ai tempi di consegna. Quando un albo e' uscito, nessuno
si ricorda se era in ritardo o no, ma si ricorderanno se valeva la pena
leggerlo.
Il mercato americano visto dall'Italia sembra dominato dai super eroi.
Da rappresentante degli autori del fumetto indipendente come vedi questo
fatto? E' un impedimento alla vostra creatività oppure è,
comunque, il contributo americano all'immaginario pubblico mondiale?
TM - I fumetti indipendenti sono come pesci pilota attorno alla balena.
Viviamo a spese di un sistema che esiste esclusivamente per sostenere
Marvel e DC. Sono contento che possiamo farlo. Se domani la Marvel andasse
a gambe all'aria, SiP sarebbe nei guai. Per quanto riguarda la devozione
dei lettori nei confronti dei supereroi, questo e' stato frustrante
per SiP e per altri autori indipendenti. Ma non possiamo farci nulla,
se non che continuare per la nostra strada nel mercato del fumetto.
Un tuo piccolo passo nel mondo dei supereroi è stato un breve
periodo ai testi di Birds of Prey (DC Comics, dal n. 47 al 49, storie
purtroppo inedite in Italia). Come è stato affrontare personaggi
non tuoi? Ci sono altri famosi personaggi famosi di cui ti piacerebbe
prima o poi scrivere?
TM - Mi piacerebbe passare un po' di tempo su Supergirl o su uno
dei personaggi Marvel classici. Quello sarebbe divertente. Recentemente
ho scritto una storia di Vampirella ed era divertente pensare che fosse
nelle mie mani dopo tutti questi anni passati a leggere le sue storie.
E' un po' come suonare insieme ad una band famosa.
Qual'è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro e quella
meno? Quanta libertà hai di scrivere e disegnare quello che più
ti piace?
TM - Posso scrivere una storia senza alcuna limitazione, ma mi auto-censuro
su molte cose. Il pubblico americano e' attualmente molto sensibile
su tanti argomenti che non e' il caso di gettare benzina sul fuoco,
se capite quello che voglio dire. Io scrivo quello che voglio, ma pubblico
solo quello che penso che il lettore possa tollerare. Io disegno quello
che voglio, ma ne mostro al pubblico Americano una versione censurata.
Qualche volta mi ci arrabbio molto, ma e' meglio decidere dove e quando
dare battaglia.
Cosa conosci del mercato fumettistico italiano? Ci sono personaggi o
autori che conosci e apprezzi?
TM - Sono stato un grande ammiratore della cultura italiana da quando,
da ragazzino, scoprii le automobili e i film. In Italia la cultura del
disegno e' la migliore del mondo. Negli anni ho ammirato molti artisti
Italiani, piu' di quanti ne possa nominare. Molte volte i loro lavori
ancora mi influenzano. Ma, per trovare qualcosa di Italiano in America,
bisogna fare delle lunghe ricerche. I vostri lavori non sono diffusi
nel nostro paese. Siamo troppo impegnati a fissare l'ombelico di Britney
Spears.
E cosa te ne pare delle edizioni italiane della tua serie? Ci sono purtroppo
stati diversi problemi legati con alcuni editori. Che impressione hai
ricavato del nostro paese?
TM - Sono contento che SiP, in un modo o nell'altro, sia in Italia.
Ripongo le migliori speranze nel nostro nuovo editore, che faccia un
lavoro perfetto nel proporre l'intera serie di SiP ai lettori Italiani.
Non hai timore che un paese con una cultura diversa dalla tua non possa
capire appieno tutti gli elementi presenti nelle tue storie?
TM - Si'. Spero comunque che la storia di base arrivi inalterata.
Chiunque puo' capire i concetti di amore, pericolo e speranza. Quello
che temo possa perdersi e' l'umorismo. Le battute sono fortemente dipendenti
da dove si vive e con che tipo di quotidianita' si e' in contatto. Spero
che i traduttori Italiani sappiano comunicarne la maggior parte ai loro
lettori [lo speriamo anche noi! ^_^" N.d.T.]
Che risconti ha avuto, se ne hai avuto, da parte dei lettori italiani?
TM - Certo che si'. Ho sempre avuto un sacco di sostegno dall'Italia.
Sono stato in Italia parecchie volte, una volta per una tournée
di presentazioni, e ad ogni tappa l'accoglienza e' stata meravigliosa.
Una volta, a Milano un ragazzo aveva fatto la sua tesi di laurea su
SiP e me ne regalo' una copia con la rilegatura di lusso. La conservo
sempre. Non riesco a leggerla perche' e' in Italiano, ma ha l'aria d'essere
eccezionale. E' come avere un libro di testo che spieghi la scienza
di SiP. Forte!
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Biografia:
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