MARIO ALBERTI RISPONDE!
A cura di Emilio Bufalino, /\/onethousand,
Federico Castagnola
Intervista precedentemente pubblicata su Ayaaaak
e JML-fumetti
Mario Alberi, milanese, si è dimostrato fin da subito uno dei disegnatori
più abili dell'intero staff legsiano. Un'abilità che lo ha portato a
sviluppare uno stile personalissimo e a lavorare stabilmente per editori
francesi e americani.
Qual è l'aspetto del carattere di Legs che ti piace di più
(o di meno) e che cerchi di evidenziare nei tuoi disegni?
MA - Legs è un personaggio contraddittorio, per questo difficile
da gestire per chi scrive e chi disegna, in perenne ricerca di un equilibrio
tra il serio e il comico. La storia, o perfino la situazione, determinano
la caratterizzazione grafica (entro limiti comunque "bonelliani").
Questa è la caratteristica di Legs che mi piace di più.
Qual è l'albo da te disegnato di cui ti senti più (o meno)
soddisfatto?
MA - L'albo che mi sono divertito di più a disegnare è
stato la "Donna che sapeva troppo": secondo me rappresenta
alla prefazione Legs com'era nelle intenzioni di Serra quando abbiamo
iniziato la serie. "Legs alle olimpiadi", per quanto ci siano
delle tavole di "stanca" da parte mia, rappresenta invece
un punto di svolta grafico del mio lavoro su Legs di cui sono molto
contento.
Per quali altri personaggi Bonelli ti piacerebbe disegnare?
MA - Mi piacerebbe fare almeno un Dampyr e un Jonathan, leggo sempre
Boselli e Memola e ammiro il loro lavoro. Sarebbe anche una bella esperienza
tra amici di vecchia data.
Che differenze ci sono nelle sceneggiature di Serra, Piani, Secchi e
Ostini? Ti senti di esprimere una preferenza sul lavoro con uno rispetto
agli altri (non ovviamente un giudizio sulla loro abilità, ma
quello con cui hai avuto più feeling) ?
MA - Ogni sceneggiatore ha le sue preferenze, letture di riferimento
e stile e, considerato che cerco di adattare la "mia" Legs
alle esigenze della storia, con ognuno di loro ho avuto l'opportunità
di cercare nuove soluzioni grafiche e di sperimentare un po' sulla "pelle"
della loro sceneggiatura. Fare un'analisi delle differenze di stile
però sarebbe troppo lungo e complesso per le mie possibilità.
Quanto a feeling, direi che lavorare con Serra è stata un'esperienza
speciale in ogni occasione: la capacità di Antonio di trasferire
entusiasmo in ogni pagina di sceneggiatura è unica. Le sue sono
state le storie più faticose (Serra è anche un po' disegnatore
e ha già una versione disegnata della sua storia in testa, cosa
che può essere di grande aiuto ma anche frustrante) e le più
appaganti.
Qual è il comprimario di Legs che trovi più (o meno) simpatico/antipatico?
MA - Disegnare le gag di Harvey, in "Legs alle olimpiadi"
è stato uno spasso, voto lui per il più simpatico!
Alla nascita di Legs tu e Enoch eravate i veterani del gruppo: come
è avvenuta questa selezione e come era il clima alla partenza?
E' nata qui la collaborazione tra Luca e te?
MA - Per sapere com'è nata la selezione dovreste chiedere
ad Antonio. Credo comunque si sia trattato di esigenze di stile, di
gusti e di intesa: sono stati scelti i più compatibili, come
è giusto. Il clima alla partenza era una meraviglia: mai vissuta
una situazione di tale entusiasmo e così ricca di idee e progetti.
Avevo oltretutto la possibilità di esserci "in diretta",
stando a Milano...lo ricordo come un periodo bellissimo. Io e Luca ci
siamo conosciuti prima di approdare alla Bonelli, ai tempi dell'Intrepido
e, anche se non abbiamo mai avuto la possibilità di collaborare
prima, Morgana aspettava in un cassetto già da allora.
Il passaggio ad autore completo: in una tua precedente intervista (UBC),
parlando della tua esperienza come autore completo nello speciale di
Legs (LW.sp4), dici: "Mai più!"... eppure adesso per
il mercato francese sei di nuovo autore di testi e disegni: cos'e' andato
storto con Legs? Iniziare a scrivere è stata una tua esigenza
o sei stato spinto dalla redazione a provare?
MA - Scrivere è da sempre un mia esigenza, le circostanze
mi hanno portato ad essere "solo" disegnatore e l'esperienza
oggi mi manca, paragonata a quella grafica, ma questa etichetta di "disegnatore
e basta" mi sta decisamente stretta. All'epoca de "L'immortale",
Antonio mi diede la possibilità di provarci ma, alla fine, e
nonostante tutto l'impegno di Serra e Piani per aiutarmi, ho trovato
l'esperienza dello scrivere di personaggi altrui frustrante. Evidentemente
non sono capace di "calarmi" abbastanza bene nel personaggio
Legs e gestirne nel modo giusto le contraddizioni (di cui alla prima
domanda).
Con il passare del tempo il tuo stile si è evoluto in una direzione
sempre più caricaturale (la svolta è stata forse nell'albo
Legs alle olimpiadi), facendo da apripista per altri: come viene vista
questa tua scelta dalla redazione? C'è incoraggiamento oppure
ci sono dei limiti da rispettare?
MA - I limiti ci sono eccome (e anche qualche intervento "correttivo",
alle volte) ma Legs, soprattutto "alle olimpiadi", si presta
bene. Legs ormai la vedo così: molto disinvolta, leggera ...
ma con qualche ombra impenetrabile.
Il presente: hai detto di avere un sacco di impegni (in bocca al lupo
per tutti), c'è quindi ancora posto per Legs? E se si, come vedi
il tuo lavoro con lei: routine oppure un'occasione per poter raccontare
comunque qualcosa di importante?
MA - La mia collaborazione con la Bonelli, per il momento, si ferma.
Non ce la farei ad assumermi altri impegni per Legs o Nathan: alternerò
Morgana a un altro lavoro per gli Humano (questa volta quelli americani)
su sceneggiatura di Kurt Busiek. Mi è veramente dispiaciuto darne
notizia in redazione ma l'opportunità è una di quelle
che sarebbe folle rifiutare. Dopo diversi anni il lavoro su Legs è
diventato, in effetti, un po' di routine ma questo non impedirebbe di
raccontare qualcosa di importante. Dipende dalla sceneggiatura che si
ha in mano, il disegno è al servizio della storia e non il contrario.
Il futuro: ipotizzando un si alla risposta precedente, cosa sai della
futura riorganizzazione della testata di cui si parla ultimamente? Sei
stato coinvolto in qualche modo?
MA - Niente e no. Evidentemente.
Cosa pensi in generale del progetto Legs: un'occasione persa oppure
rimane comunque un qualcosa di significativo?
MA - Le potenzialità di Legs sono tutt'altro che esaurite. Ci
vorrebbero forse un po' più di coraggio e di costanza. Al di
là della Legs "fumetto", Legs in quanto "spazio
creativo" credo abbia il grande merito di aver dato la possibilità
di lavorare a molti talenti che nelle altre testate bonelliane non avrebbero
trovato altrimenti posto e la possibilità di crescere.
Ci presenti/introduci la tua storia, in uscita il mese prossimo (LW
95 "Ore 9: lezione di omicidio")?
MA -Della storia non vi dico niente, naturalmente. Dirò invece
che purtroppo il mio contributo ha molto sofferto dell'incolmabile ritardo
che ho accumulato l'anno scorso. Ad un certo punto mi sono reso conto
che non ce l'avrei fatta in tempo e ho dovuto chiedere aiuto alla redazione.
Parte della storia è quindi stata inchiostrata dal bravissimo
Gianmauro Cozzi e Stefano Martino ha prestato la sua matita perché
si potesse rispettare la scadenza. Questa potrebbe essere la mia ultima
Legs e mi dispiace proprio non essere riuscito ad esserle più
fedele. In fondo le voglio molto bene.
***
Biografia bonelliana:
Mario Alberti ha disegnato i seguenti albi:
NN 31 Il canto della balena (testi di Antonio Serra)
NN 40 Il segreto di Reiser (testi di Bepi Vigna)
NN 105 Missione ad alto rischio (testi di Stefano Piani)
NN Gigante 2 Odissea nel futuro (testi di Antonio Serra)
LW 2 La donna che sapeva troppo (testi di Antonio Serra)
LW 30 L'uomo di sabbia (testi di Stefano Piani)
LW 63 Legs alle Olimpiadi (testi di Alberto Ostini)
LW 95 Ore 9: lezione di omicidio (testi di Stefano Piani)
LW Special 4 L'immortale (testi di Mario Alberti)
Maxi Legs 1 (testi di Riccardo Secchi)
inizio