GIUSEPPE DI BERNARDO RISPONDE: "Il ritorno di Desdy..."
A cura di Martina Galea, Federico Castagnola,
Daniela Zeta e /\/onethousand
L'esordio di una testata in edicola è sempre
un piccolo evento. In questo caso pero si tratta di un ritorno, un fatto
quasi unico. E' necessario quindi fare un bel salto indietro nel tempo.
Come nasce Desdy Metus, l'Insonne? Quali sono stati gli spunti iniziali?
GdB - Correva l'anno 1993, Andrea J. Polidori, l'altro creatore di
Desdemona, ed io, ci ritrovavamo spesso a passeggiare la sera (ma soprattutto
la notte) nella nebbia che avvolge la periferia fiorentina, un po' città
, un po' paesino. Tra una Ceres e l'altra abbiamo iniziato a ideare
una serie a fumetti che voleva essere un po' sopra le righe ma comunque
ben legata alla tradizione del fumetto popolare italiano. L'impresa
non era facile, cerano mille cose da stabilire, ma avevamo un paio di
punti fermi. Il primo era che il personaggio doveva vivere a Firenze,
non per campanilismo, ma perché eravamo veramente stufi dei fumetti
d'importazione o peggio dei fumetti nostrani che scimmiottavano gli
eroi delle metropoli americane. Il secondo punto era che ci serviva
un'eroina
nel senso buono, ovvero il nostro eroe doveva essere
donna. Fino ad allora le eroine erano comunemente state le "spalle"
degli eroi, volevamo andare contro corrente con un lavoro che però
non stravolgesse le abitudini dei lettori dell'epoca. Ecco che anche
grazie alla mia breve militanza in una radio locale fiorentina è
nata l'Insonne, la deejay. nottambula che indaga sui segreti e i mostri
della notte. Abbiamo cercato di rendere le storie di Desdemona più
reali possibile. Doveva essere una ragazza qualsiasi, catapultata in
un mondo strettamente reale ma che a guardarlo bene mostra il suo vero
volto.
Un volto allucinante.
Poi nel '94 è arrivata la grande opportunità, abbiamo
proposto Desdy alla Fenix una casa editrice romana che ha deciso di
pubblicarla come mensile di taglio "bonelliano". E' stato
un bel salto nel buio, un po' come imparare a nuotare per non affogare

Giuseppe di Bernardo
E' stato pensato prima il genere (nel sito si dice
"thriller") o prima il personaggio principale?
GdB - Inutile dirti che le cose sono nate insieme, anche se trovare
un genere che ci descriva non è affatto facile. Le storie sono
crude, spesso senza lieto fine. Rassicuranti per niente. Mi piace comunicare
al lettore l'idea di non avere vie d'uscita, mi piace parlare dei criminali
e delle ragioni che li muovono. Il punto di vista di Caino, insomma.
Per queste caratteristiche L'Insonne potrebbe anche essere definito
noir. Ma ci sono anche delle contaminazioni fantasy politiche, giallo
storiche, e forse anche rosa. L'insonne è poliedrico, proprio
come le creature che abitano la notte.
Come si è arrivato al suo aspetto "grafico" definitivo?
Non vi sarete mica ispirati a qualcuno in particolare? :-)
GdB - All'inizio, e parlo del 1993 volevo che Desdemona somigliasse
a Winona Ryder. Ero rimasto folgorato dalla sua interpretazione nel
Dracula di Stoker, in più la volevo fragile creatura notturna.
Non sono riuscito, però a caratterizzarla nel disegno, in più
dovendo fare i conti con uno staff di disegnatori alle prime armi era
più consigliabile puntare su caratteristiche grafiche che rendessero
il personaggio facilmente riconoscibile: i capelli con la coda alta
(stile Satanik), la frangetta, e gli orecchini. Per il viso abbiamo
optato per l'allora bellezza emergente Monica Bellucci, ma poi i disegnatori
le hanno dato un'immagine tutta sua.
Come è avvenuta l'idea di ambientare la serie a Firenze?
L'ambientazione italiana, solitamente considerata un tabù, ha
creato delle difficoltà oppure è stato un vantaggio?
GdB - Firenze è una città strana. I turisti vedono
le opere d'arte e i negozi di lusso dalle vetrine scintillanti. Ma c'è
una città nascosta, fatta di bugnato grigio nelle strade strette,
fatta di crimini orrendi compiuti tra gli olivi delle colline circostanti.
Sono anni che i fiorentini convivono con una sorta di dualismo schizofrenico,
combattuti tra la città del bello e la città del Mostro.
Desdemona per certi versi dice proprio questo. Apparentemente la sua
vita è quella normale di una studentessa che la notte fa la deejay,
ma ci sono delle verità che le sono state per anni nascoste.
Misteri che la riguardano, e che le hanno lasciato in eredità
un'inspiegabile insonnia. Cosa fareste se un giorno tutto quello che
vi circonda cambiasse improvvisamente volto, e vi mostrasse il suo lato
oscuro e minaccioso?
In realtà Desdemona non si muove solo a Firenze, la vedremo a
Volterra, a Roma, nel sud della Francia ecc. ma le sue radici sono qui,
tra le verdi colline che trasudano orrore.
Perché un personaggio femminile? Non credi che sia più
difficile rendere vero un personaggio femminile piuttosto che uno maschile?
GdB - Forse parlo di donne perché non le comprendo, ma ne
so abbastanza, forse perché mi piace ascoltarle. A parte questa
frase da "paraculo" non saprei dirti se Desdemona sarebbe
più vera se fosse un uomo. So soltanto che per me una creatura
notturna non può essere che donna. Desdy, in più, è
molto legata alla Luna, mutevole e misteriosa come lei e il nostro satellite
non può essere altro che femmineo. La nuova serie, poi è
tutta al femminile: c'è Fulvia la fattucchiera padrona di casa,
Brighitta, la coinquilina salutista e Amelie, la madre scomparsa di
Desdemona. In più, anche l'antagonista è donna, anzi sono
donne. Tre per l'esattezza. I tre volti di Ecate, il lato oscuro della
luna.
La prima serie non ebbe molta fortuna. Qualche storia sporadica
e poi silenzio per anni. Cosa ti ha spinto a riprendere in mano questo
vecchio personaggio? Perché non proporre qualcosa di nuovo?
GdB - La prima serie vendeva dalle 20 alle 25.000 copie al mese.
Se la nuova serie venderà la stessa cifra vi porto tutti fuori
a cena. Promesso. La testata è chiusa perché la Fenix
(o B.B.D. Press) è tracollata per aver invaso le edicole con
prodotti non competitivi.
Non aveva senso proporre qualcosa di nuovo, per me era rimasto un discorso
aperto. Erano rimaste cose che volevo dire. Desdemona è stato
il primo vero grande amore, nata principalmente dalla mia passione per
la radio. Il mondo delle trasmissioni notturne è incredibilmente
affascinante. Mi riferisco alla radio parlata, non quella solo musicale.
La radio è ben diversa dalla TV dove l'imperativo è apparire.
In radio devi ESSERE.
Oggi tu lavori per la Francia. Perché proporre nuovamente
Desdy Metus edicola in formato Bonelli, invece che magari in una veste
diversa e forse più sicura come quella dei volumi cartonati?
GdB - Io adoro il formato bonelliano. Non che i cartonati non siano
belli e affascinati, ma li trovo corti. Ho bisogno di tante pagine per
raccontare una storia. A volte vorrei avere una serie con albi di 120
pagine.
Sei un professionista affermato, dieci anni fa invece eri una giovane
speranza. Guardando indietro quali pensi che fossero gli errori più
grossolani in quella prima esperienza?
GdB - Affermato? Beh grazie, ma gli autori affermati e bravi
sono altri. Nella prima serie mancava ovviamente l'esperienza, sia da
parte nostra che da parte della casa editrice. Oggi abbiamo fatto tutti
molta gavetta, abbiamo un editor di ferro Andrea Materia, e non si stampa
testo che non passi sotto la supervisione di un meticolosissimo Giuseppe
Pollicelli.
Desdemona aveva delle lacune, oggi speriamo di averle colmate.

Come è approdata Desdy Metus alla Free Books?
Cercate un nuovo editore oppure è stata una serie di coincidenze?
GdB - Desdy non ci stava a farsi chiudere il becco facilmente, così
non abbiamo mai smesso di cercare un editore. Io e Andrea J. Polidori
non avevamo accettato di buon grado che ci avessero chiuso la serie
per motivi non dipendenti dalla qualità del personaggio, così
abbiamo iniziato una lungo cammino che ci ha portato a bussare alle
case editrici di tutta Italia, e non solo. Pensa che Desdy è
stata pubblicata a strisce su un quotidiano rumeno! In Italia, appena
gli editori sentivano parlare di un fumetto seriale svenivano letteralmente.
Andare in edicola è veramente un salto nel buio, solo chi è
veramente attrezzato ci riesce. Così, alla fine, stavo "stringendo"
con un altro editore, molto importante e conosciuto, ma sarebbe servito
almeno un anno, prima di iniziare a parlare della serie. Proprio in
quel periodo mi chiamò Marco Bianchini, che stava cercando di
aiutare Adriano Cerboni, il patron della Free Books, a mettere insieme
del materiale italiano da pubblicare. Io non nego di essere stato per
un mesetto indeciso, ma mi veniva offerta la possibilità di iniziare
a lavorare sulla nuova serie da subito. La ragione mi diceva di aspettare
l'altro editore, ma il cuore invece mi portava alla casa editrice di
Cerbara. Ovviamente, e come al solito, ha vinto il cuore.
Vi segnalo anche che della prima serie esistono quattro episodi completi
ancora da stampare. Sono le storie di Lucia Mattioli, Jacopo Brandi,
Federica Manfredi e Gianni Sedioli. Non credo che verranno mai stampati,
ma nei prossimi mesi potrebbero essere diventare dei fumetti "virtuali"
da scaricare gratuitamente dal sito www.desdymetus.com
Qual è il ruolo della redazione della FB, e di Andrea Materia
in particolare, nella nascita e nello sviluppo delle storie? Vi lasciano
carta bianca oppure intervengono in maniera significativa?
GdB - Prima dell'arrivo di Andrea, la serie era strutturata in modo
diverso. Mi è stato chiesto di modificare alcuni elementi e valorizzarne
altri. Dopo alcune notti insonni e brain storm nei fumosi (almeno allora)
locali notturni fiorentini la nuova serie è mutata e si è
trasformata in quello che leggerete a partire dalla fine di marzo. La
redazione valuta tutto quello che proponiamo e ci fa pelo e contropelo,
dalle storie ai disegnatori, dalla grafica alle iniziative pubblicitarie.
E' probabile che la nuova serie sarà letta
da molti nuovi lettori. Cosa si devono aspettare questi nuovi lettori?
Un seguito, un remake oppure qualcosa d'altro?
GdB - Prima di tutto auguriamoci che i lettori nuovi e curiosi siano
tanti! Non sarà un remake, e neppure strettamente un seguito.
I personaggi sono gli stessi e se ne aggiungono altri. La differenza
più evidente è che nelle storie fin ora pubblicate Desdemona
era spesso spettatrice di storie strane ma che non la riguardavano direttamente,
mentre oggi abbiamo messo a fuoco l'obiettivo su di lei e sui misteri
che la circondano. Il numero 0, presentato a Lucca Comics 2004 dal titolo
"Ouverture" è da considerarsi un tramite, la via di
mezzo tra le due serie, un ibrido necessario per iniziare questa nuova
avventura.
E quali credi che possano essere questi nuovi lettori? Vi rivolgete
cioè a un preciso target?
GdB - Il target è quello tipico dei lettori bonelliani. In
più, spero che Desdy abbia la capacità di avvicinare molte
ragazze, gli appassionati del genere giallo-noir all'italiana che leggono
Lucarelli e Ammanniti, ma anche chi ha letto e apprezza i romanzi di
Dan Brown che ha trattato argomenti che ricorrono pure nelle nostre
sceneggiature.
Una volta conclusa la miniserie avete intenzione di continuare
a scrivere e disegnare Desdy se ci fosse un forte riscontro di pubblico
(cosa di cui ci auguriamo :-))?
GdB - La miniserie è composta di quattro serie di sei episodi
ciascuna. Alla fine della quarta serie Desdemona avrà percorso
un tragitto e scoperto molte cose sul suo passato. Francamente non mi
pongo il problema di cosa succederà dopo, credo anzi che porti
anche un po' sfiga parlare di un futuro così remoto. Preoccupiamoci
di arrivare alla fine della prima serie e di fare il miglior lavoro
possibile in linea con le nostre possibilità artistiche ed editoriali.


Per vedere le tavole a dimensione originale clicka sul thumbnail
In una recente intervista (Clicca
qui per leggere l'intervista) Andrea Materia, direttore editoriale
della Free Books, ha parlato di un ciclo editoriale che mescola noir
a situazione più esoteriche: ci puoi spiegare esattamente come
funzionerà la questione legata alla "nigredo" e alla
"putrefactio"?
GdB - Nel linguaggio alchemico, l'Opera è l'insieme del processo
formato da quattro parti, il cui scopo è ottenere il trapasso
di coscienza a una maggiore illuminazione. Le stesse quattro fasi della
luna che contraddistinguono le nostre miniserie, rappresentano le quatto
fasi del processo alchemico di "presa di coscienza". La "Nigredo"
è l'opera in nero, lo stato iniziale, il caos che si ottiene
con la separazione degli elementi. Dalla separazione si ottiene la "Putrefactio",
ovvero la morte, perché per rinascere bisogna morire. La "Albedo"
è l'Opera al bianco, ovvero la rinascita, il ritorno dell'anima
nel corpo morto. L'ultimo stato è il "Rubedo", l'Opera
al Rosso e vi si giunge col fuoco. La vita di ognuno di noi è
un viaggio che ci porta a capire e scoprire qualcosa che è dentro
noi stessi. Desdemona attraverserà quattro fasi della sua vita
che noi identifichiamo metaforicamente con le fasi della trasformazione
alchemica e con le fasi lunari. Ovviamente si tratta solo di una metafora,
abbiamo abbinato le fasi alchemiche alle miniserie come simbolo, anche
se l'alchimia, in senso moderno, farà molto spesso capolino nelle
storie di Desdy. Non dovete pensare all'alchimia come para-scienza che
precorre la chimica, l'alchimia è una metafora della vita, la
trasposizione del pensiero in simboli comprensibili solo dagli iniziati.
I lettori che avranno la pazienza di seguirci si sentiranno alla fine
come degli iniziati capaci di comprendere la simbologia sparsa per tutti
i venti episodi della serie. Siete più confusi di prima, vero?
Comunque Desdy toccherà con mano anche alcuni misteri alchemici
concreti, come l'interpretazione del manoscritto di Voynich, la porta
alchemica di Roma, e i segreti di Rennes le Chateau (a cui daremo un'interpretazione
molto personale).
Lo schema investigativo (la protagonista che risolve un mistero)
sarà sempre la struttura portante della serie o troveranno posto
altre strutture narrative, magari con storie più intimiste?
GdB - La protagonista che risolve il mistero è lo schema tipico
del giallo classico, per questo non tutti gli episodi avranno questa
struttura, anzi, Desdemona non è infallibile. Alcuni misteri
non vengono affatto svelati, oppure la nostra eroina prende delle cantonate
pazzesche. Desdy lo dice fino allo sfinimento nelle sue trasmissioni:
"Se volete l'eroe senza macchia e senza paura
e se volete
le storie con il lieto fine, beh, avete sbagliato canale
".
Minimi prodigi è la storia più intimista. E' il quarto
episodio, già disegnato dalla bravissima Michela Da Sacco, che
uscirà a settembre 2005. Parla del primo grande amore di Desdy
e di come lei abbia iniziato a fare radio. Credo sia un episodio da
non perdere, ed è anche una scommessa personale che ho fatto
con Andrea Materia..
Dobbiamo quindi aspettarci una serie con una forte continuity interna
oppure si tratterà di episodi slegati?
GdB - L'Insonne è una miniserie formata da episodi che possono
essere letti singolarmente, ma che, collegati insieme, formano un disegno
più complesso, con una continuity fortissima tutta incentrata
su Desdemona. Se le cose andranno per il verso giusto, non sono da escludere
degli extra non legati strettamente alla storia principale.
Cosa ti fa credere che questo "secondo tentativo" avrà
più successo del primo?
GdB -Le stesse ragioni che mi hanno spinto a sviluppare un progetto
per dieci anni. Se non ci avessi creduto avrei risparmiato molto tempo!
Lo staff di disegnatori è composto da ragazzi giovani, ma
comunque già con esperienza. Con quali criteri è stata
fatta la selezione di questi disegnatori?
GdB - Hai detto bene. Giovani ma con esperienza. Ci servivano dei
disegnatori che soprattutto fossero in grado di trasmettere le sensazioni
e le atmosfere notturne. Se ti fai una passeggiata notturna per il centro
di una qualsiasi città, capisci cosa intendo. I disegnatori che
abbiamo selezionato hanno una "linea inquieta", a cominciare
da Giuseppe Palumbo, che cura le copertine. Michela Da Sacco ha una
grande capacità narrativa, Marco Checchetto, disegna una Desdemona
elegantissima, Michele Benevento e Antonio Menin sono stati due mostri
delle ricostruzioni storiche nelle loro sequenze in flashback, mentre
Stefano Natali è una vecchia conoscenza del grande pubblico e
ci delizia con un perfetto equilibrio tra bianchi e neri. Se la serie
avrà la fortuna di proseguire potrete vedere all'opera anche
disegnatori più conosciuti e bravissimi, ma per adesso è
veramente presto per parlarne.

Per vedere le tavole a dimensione originale clicka sul thumbnail 
Graficamente avete privilegiato l'omogeneità
stilistica, magari rifacendosi al tuo modo di disegnare, oppure avete
lasciato che ognuno seguisse la propria strada?
GdB - Ovviamente c'era un personaggio già esistente ma che
è stato ri-caratterizzato soprattutto da Checchetto e Da Sacco.
Poi i disegnatori sono stati liberi di seguire le proprie attitudini,
sia nello stile che nelle inquadrature.
Sempre leggendo sul sito si vede che un gran numero di sceneggiatori
è al lavoro. Non hai paura che il risultato risulti poco omogeneo?
GdB - In realtà alle sceneggiature della prima serie abbiamo
lavorato in due: Francesco Matteuzzi e il sottoscritto, con la supervisione
di Andrea J. Polidori che a causa del suo lavoro "serio" non
ha più tempo per la figlia prediletta. Pierfrancesco Prosperi
e Marco Di Grazia hanno scritto due episodi slegati dalla continuity,
che speriamo di potervi proporre come episodi speciali. Comunque l'omogeneità
non era a rischio, perché a tutti gli sceneggiatori è
ben chiaro come Desdy pensa e si muove.
I nuovi bonellidi che si affacciano in edicola ultimamente, da John
Doe alla nuova serie di Jonathan Steele, cercano di rompere il tradizionale
schema bonelliano. Il vostro intento è quello di confezionare
un prodotto "conservatore" oppure di tentare qualche soluzione
più sperimentale?
GdB -Per esempio Marco Checchetto non ha MAI usato la gabbia a sei
vignette. Personalmente non sono d'accordo con chi osteggia a spada
tratta la gabbia bonelliana. Trovo che per il bianco e nero sia una
delle formule migliori e che la gabbia dovrebbe "rompersi"
solo dove la storia, emotivamente, lo richiede.
La gabbia non è solo un elemento grafico, ma anche uno strumento
narrativo, e in questo senso va usata.
Per quanto riguarda l'aspetto redazionale sembra che verranno coinvolti
diverse personalità del giallo all'italiana. Puoi dirci qualcosa
di questa idea e di come è nata?
GdB - Ho avuto la fortuna di conoscere diversi scrittori di giallo
e noir italiani, e con mio enorme stupore ho scoperto che conoscevano
e apprezzavano Desdemona. L'idea di fargli scrivere una dedica per gli
albi dell'Insonne è venuta naturale. Leonardo Gori ci ha "prestato"
il Capitano dei reali Carabinieri, protagonista dei suoi fortunatissimi
racconti giallo-storici, per il primo episodio Crimini dimenticati.
Avete idea di cosa vuol dire permettere che qualcuno utilizzi il tuo
personaggio e lo inserisca in un contesto diverso? E' un atto di grande
fiducia! Grazie Leonardo! E poi quando Alda Teodorani mi ha fatto leggere
l'introduzione al primo numero
beh, mi sono quasi commosso! Tra
gli altri giallisti vi segnalo: Loriano Macchiavelli, Andrea G. Pinketts,
e Graziano Braschi.
Per finire, nel mare delle pubblicazioni italiane da edicola, quale
credi che possa essere l'arma in più di Desdy Metus?
GdB - Spero che l'amore che abbiamo messo nella stesura della nuova
serie possa traspirare dalle pagine dell'Insonne.
Come quando apri un albo nuovo e senti l'odore della stampa e della
brossuratura, vorrei che si sentissero i profumi delle notti estive,
delle birre bevute, dei caffè consumati e del tabacco bruciato
che hanno visto il risveglio della nostra piccola Desdy.
***
Biografia:
Giuseppe Di Bernardo è nato a Firenze nel
1971.
La prima esperienza importante nel campo del fumetto è proprio
con la prima serie di Desdy Metus, da lui creata nel 1994. Successivamente
passa alla Sergio Bonelli Editore dove realizza un albo di Mister No
in coppia con Marco Bianchini. Passa poi alla Star Comics dove collabora
alle testate Samuel Sand e Lazarus Ledd, alternandosi con la rivista
Selen della Edizioni 3ntini. Nel 2002 entra nel ristrettissimo staff
che realizza Diabolik della Astorina. Sempre nel 2002 inizia a lavorare
in Francia dove, insieme a Jacopo Brandi, disegna "L'Ancêtre
Programmé", per le Les Humanoïdes Associés.
Nel 2005 è l'ora per del ritorno al primo amore...
***
Ecco l'elenco completo degli episodi:
00 - OUVERTURE - novembre 2004 (Lucca Comics)
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo | Disegni: Giuseppe Di
Bernardo e Jacopo Brandi
01 - CRIMINI DIMENTICATI - marzo 2005
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo e Francesco Matteuzzi
| Disegni: Michela Da Sacco e Michele Benevento (flashback)
02 - LA CROCIATA DEI BAMBINI - maggio 2005
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo e Andrea J. Polidori
| Disegni: Marco Checchetto e Antonio Menin (flashback)
03 - RINATA DAL FUOCO - luglio 2005
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo e Francesco Matteuzzi
| Disegni: Stefano Natali
04 - MINIMI PRODIGI - settembre 2005
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo | Disegni: Michela Da
Sacco
05 - RADICI (titolo provvisorio) - novembre 2005
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo e Francesco Matteuzzi
| Disegni: (ancora da decidere)
06 - SCACCO AL RE (titolo provvisorio) - gennaio 2006
Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Di Bernardo e Francesco Matteuzzi
| Disegni: (ancora da decidere)
Copertine:
Disegno: Giuseppe Palumbo | China: Michele Benevento | Colori: Massimiliano
Guadagni
***
Per contattare gli autori: staff@desdymetus.com
***
In rete:
Il sito ufficiale: http://www.desdymetus.com
La casa editrice Free-books: http://www.free-books.it
Il sito ufficiale di Diabolik: http://www.diabolik.it
La casa editrice Humano: http://www.humano.com
inizio