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FRANCESCO MATTEUZZI ci parla della sua creatura: MAISHA!

A cura di DanielaZeta per Yattaaa!

Ciao Francesco!
Come prima domanda ti faccio la stessa che ho fatto a Capitan Ambù: parlaci di te, da dove vieni (che lavori hai fatto di recente),dove vai (cosa hai in programma), come sei venuto in contatto con Maisha (professionalmente parlando) e cosa e' lei per te (descrivila dal tuo punto di vista)


Bene, iniziamo senza tanti convenevoli. Dunque, da dove vengo... i primi passi nel mondo del fumetto li ho mossi con "L'Insonne", bonellide da edicola che, zitto zitto, senza farsi notare troppo, a due anni e mezzo dal numero zero ha ormai raggiunto quota 10 albi. Giuseppe di Bernardo, creatore del personaggio e principale autore, cercava qualcuno che gli desse una mano con le sceneggiature e mi telefonò. Probabilmente però cercava qualcun altro e ha sbagliato a leggere il numero sulla rubrica del telefono, a volte capita. Da qualche mese ho dato il via a un blog dove tre volte alla settimana pubblico piccole mini-tavole umoristiche scritte e scarabocchiate da me (il fatto che nessuno rida delle battute mi è, ovviamente, del tutto indifferente).
Le tarme di Francesco Matteuzzi per www.Yattaaa.net Tra i programmi per il futuro c'è sempre L'Insonne, e poi non mi dispiacerebbe scrivere un "Maisha 2", ma staremo a vedere. Per il momento, nella prima metà del 2008 uscirà una storia di Jonathan Steele, scritta da Federico Memola su mio soggetto, e più avanti (ma non so quando) un volume autoconclusivo che non ha niente a che vedere (quanto a temi, atmosfere e argomenti) con tutto ciò di cui ho già parlato. Ma questo discorso magari lo riprenderemo in futuro.
Maisha è nata quasi per caso, grazie all'amicizia con i ragazzi delle Edizioni Arcadia. Loro volevano una storia horror, io avevo qualche idea in proposito, ne abbiamo parlato ed è venuta fuori lei, con il suo mondo, il suo passato, i comprimari, le loro storie. È stato un processo velocissimo, ma che ha portato alla creazione di una serie molto complessa di situazioni, trame, intrighi e personaggi. Chiaramente non tutto è finito nella storia dell'albo, ed è anche per questo che mi piacerebbe continuare a raccontare le avventure di Maisha e di ciò che le ruota attorno. Come dicevo prima, vedremo.
Cos'è per me Maisha, però, non ve lo dico. Spero che si capisca leggendo la storia.

2. Parlaci dell'Insonne. Ha qualche punto in comune con Maisha, oppure sono due entità distinte e separate? E' difficile occuparsi di personaggio femminili piuttosto che maschili?

L'Insonne è una serie da edicola, mentre Maisha è un volume autoconclusivo da libreria. I due fumetti hanno quindi un pubblico abbastanza diverso. Le tarme di Francesco Matteuzzi per www.Yattaaa.net Se uscendo in edicola si deve prestare attenzione anche al lettore occasionale, che magari prende l'albo per la prima volta e non conosce niente dei personaggi che sta per incontrare, in libreria ci si può permettere una libertà maggiore.
Nelle edicole sono infatti frequenti, accanto agli appassionati, anche i lettori che vogliono semplicemente qualcosa di leggero per distrarsi un'ora; non è un mistero che gran parte delle pubblicazioni da edicola sia venduta nelle stazioni. Bisogna quindi stare attenti anche alle loro esigenze. Al contrario, in genere chi acquista un volume da libreria sa perfettamente cosa ha in mano e nel corso della storia è necessario fornirgli molte meno spiegazioni. Ma le differenze non finiscono qui: se Desdemona è una ragazza più o meno normale, Maisha ha la caratteristica di essere nata cinque secoli fa, di essere morta e aver ricominciato a esistere come vampira. Non proprio il genere di persona con cui un individuo normale si troverebbe a proprio agio.
Se l'Insonne ha spesso atmosfere "nere", direi quindi che quelle di Maisha tendono più verso il rosso, se mi passate la battuta. Personalmente non vedo niente di strano nello scrivere di personaggi femminili e non credo che siano poi così più difficili da gestire rispetto a quelli maschili. Piuttosto, mi piacerebbe molto vedere un personaggio femminile realistico scritto da una donna: mi pare che ce ne siano solo pochissimi esempi.

3. Desdemona lavora in radio come te, ci racconti della tua esperienza di speaker? Serve lavorare in radio per poter scrivere L'Insonne?

In realtà è già da un paio d'anni che non faccio più lo speaker, limitandomi a scrivere testi e a gestire la parte tecnica della trasmissione che curo. Certamente per scrivere l'Insonne non è necessario lavorare in una radio, anche se, incidentalmente, molti degli autori che sono passati per la testata avevano un passato (o un presente) da speaker. Io sono entrato nel mondo dell'etere circa quattro anni fa, conducendo una trasmissione notturna che andava in onda proprio nella fascia in cui Desdemona presenta L'Insonne. E in quell'orario, se si dà un numero di telefono o un indirizzo email per permettere agli ascoltatori di farsi sentire, non è difficile entrare in contatto con personaggi bizzarri e interessanti. Proprio come quelli che chiamano Desdemona nel corso delle sue trasmissioni.
Spesso, poi, se si è particolarmente ricettivi si giunge anche a fare una sorta di "servizio sociale", intrattenendo e dialogando con persone che stanno a casa da sole e che vedono nello speaker qualcuno in grado di ascoltarle e di rispondere alle loro domande con un consiglio o una battuta. In un certo senso, può diventare un ruolo di grande responsabilità. Ma adesso, come dicevo, non mi occupo più di trasmissioni notturne di intrattenimento. Sono passato all'informazione (se così si può chiamare) con un settimanale dedicato al fumetto (ma guarda un po'...) e ai radiodrammi con l'adattamento radiofonico dell'Insonne.

4. E Jonathan Steele? Sei un lettore affezionato del personaggio di Memola? Com'è avvenuto il tuo incontro con Jonathan, Myriam e Jasmine? Prevedi altre collaborazioni con la testata?

Memola è riuscito a dar vita a dei personaggi a tutto tondo, e li ha inseriti in un contesto fantasy molto preciso. Jonathan, Myriam e Jasmine si muovono in un mondo ben caratterizzato, e come persone reali provano sentimenti ed emozioni, e quando subiscono un trauma ne portano le conseguenze addosso per mesi. Non sono molto d'accordo con Federico sul fatto che Jonathan Steele sia una storia d'amore mascherata da fumetto d'avventura (anche se l'autore è lui, consentitemi di esprimere un personale parere in proposito). Credo che sia piuttosto una storia che parla di persone "vere" alle prese con una vita "vera", e quindi anche con l'amore. Il fatto che i tre protagonisti siano poi il cuore dell'Agenzia Incantesimi li aiuta a infilarsi in situazioni particolari, che difficilmente una persona qualunque, anche nel mondo di Jonathan Steele, si troverebbe ad affrontare... ma in fondo il bello viene anche da lì, dal vedere come reagiscono i personaggi alle difficoltà che si parano loro davanti.
Mi sono avvicinato al personaggio in modo molto semplice, proponendo un soggetto che esplora un tema un po' particolare. La storia è piaciuta e quindi è stata messa in lavorazione. Devo dire che sono proprio curioso di leggere l'episodio finito. Altre collaborazioni con il personaggio non so se ce ne saranno, almeno nel breve periodo, ma non lo escludo neppure. In fondo quello di Jonathan è un mondo interessante, quindi perché non farci di nuovo un salto, un giorno o l'altro?

6.Altri progetti in cantiere di cui ci puoi accennare ora qualcosa? C'è qualcosa che ti piacerebbe fare ma che per ora non ci hai ancora provato ma che è magari il tuo sogno nel cassetto?

In genere tendo a non parlare delle cose su cui sto lavorando, un po' perché quando scrivo una storia finché non vedo l'albo stampato ho sempre il timore che non uscirà mai, un po' perché parlandone è come se la storia mi sfuggisse di testa, rendendomi poi estremamente difficile riuscire a terminarla. Mi rendo conto che sembra una cosa molto strana, ma per fortuna non sono il solo a soffrirne (in "Chiacchiere di bottega" c'è una parte in cui Will Eisner parla approfonditamente di questo fenomeno, e devo dire che dopo averla letta mi sento meno solo).
Al momento, comunque, la cosa che credo possa interessare di più voi di Yattaaa è il fatto che sto progettando la seconda stagione dell'audiofumetto dell'Insonne, che almeno nelle intenzioni dovrebbe essere un po' più breve della prima e abbastanza diversa. Non dico niente di più per i motivi che ho esposto sopra, ma anche perché non sono ancora sicuro di riuscire a concludere il progetto nel modo che ho in mente.
Per andare alla seconda parte della domanda, io amo molto i fumetti umoristici, e in particolare le strisce. Trovo che sia straordinario sintetizzare una situazione in uno spazio tanto stretto e riuscire pure a strappare una risata, e non nascondo che mi piacerebbe cimentarmi in qualcosa del genere. In realtà, sul blog ho già pubblicato una settantina di minifumetti di questo tipo (che io tendo a chiamare strisce, anche se non lo sono), ma si tratta di gag condizionate dalla mia incapacità di disegnare. Mi piacerebbe davvero provare a fare qualcosa di diverso, magari assieme a qualcuno in grado di rendere il tutto graficamente accattivante, ma purtroppo le strisce sono un tipo di prodotto per il quale al momento non esiste mercato. Tra fumetti, radio e riviste è un periodo in cui sto scrivendo molto... non mi dispiacerebbe riuscire a fare una piccola vacanza, prima o poi.

Sempre su Maisha in questo sito:
Intervista a Marco Turini
Intervista a Fabiano Ambù
Intervista a Michela Da Sacco

In rete:
Il Blog di Francesco Matteuzzi: rossoditarma.blogspot.com
Il blog delle Edizioni Arcadia: edizioniarcadia.blogspot.com
Il sito della Free-Books: www.free-books.it

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