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FEDERICO MEMOLA RISPONDE!
A cura di Federico Castagnola, Daniela Zeta e /\/onethousand


Come mai la scelta di due ragazze da spalla a Jonathan? Come nascono questi due personaggi?

FM - Myriam è nata contemporaneamente a Jonathan, nel 1990, tant'è che il primo abbozzo di serie (pensato addirittura per Fumo di China gestione Ned 50) era "Myriam & Steele". Jasmine è nata in una delle rielaborazioni successive, quando sentivo il bisogno di un contraltare femminile per Myriam, qualcuno che bilanciasse la sua esuberanza. Perciò, vedendo la modella Yasmeen Ghauri (che non solo metterei nella rosa delle cinque donne più belle al mondo, ma possiede anche quell'eleganza e quella "classe" che mi servivano) è saltata fuori Jasmine. Nessuno di questi tre personaggi è stato comunque creato "intenzionalmente", sono davvero scaturiti per conto loro nella mia testa.

Un ritratto di federico memola   

E' cambiato qualcosa di loro durante l'elaborazione dei due Personaggi prima della versione definitiva? E' stato facile/difficile/divertente dover studiare le due psicologie femminili per caratterizzare Jasmine e Myriam?

FM - No, alla fine quello che è cambiato di più, rispetto alla versione iniziale, è Jonathan. Myriam e Jasmine sono rimaste esattamente come quando sono nate.


Molti personaggi nascono in un certo modo e poi si evolvono in maniera quasi autonoma. Quanto c'era di programmato e quanto è invece maturato strada facendo nelle due?

FM - Il fatto che un personaggio cammini con le sue gambe, significa che è "vivo", che è riuscito, e questo accade nel caso di tutti e tre i protagonisti (ma anche di molti comprimari, da Max a Renard). Spesso io credo che debbano fare una cosa, in una storia, e poi loro invece ne fanno un'altra, perché sono imprevedibili… Il che mi costringe a cambiare delle scene o addirittura intere storie in corsa! Come ho detto prima, Myriam e Jasmine sono rimaste uguali a quando sono state nate, proprio perché sono state create molto istintivamente, quindi sono estremamente genuine nel loro modo di essere. La loro evoluzione nella serie, infatti, è meno caratteriale rispetto a quella di Jonathan (è lui che cambia il proprio stile di vita in loro funzione, e non viceversa) ed invece più legata a certe scelte, che sono perfettamente in linea con la la loro personalità. Il cambiamento più evidente lo vediamo solo nell'ultima puntata, quando Myriam ha quindici anni di più, è una madre e, pur rimanendo se stessa, è comunque molto più responsabile e decisa nelle proprie azioni, è persino in grado di sostenere uno scontro a fuoco.

E in questo è tutta farina del tuo sacco oppure il fatto che tua moglie, la disegnatrice Teresa Marzia, collabori alla testata ha in qualche modo influenzato le tue scelte?

FM - Non so che come sarebbero Myriam e Jasmine senza Teresa: lei è la mia consulente, soprattutto caratteriale, per le due protagoniste femminili della serie. E molte frasi e abitudini di Myriam vengono direttamente da lei. La vita reale è una preziosissima e insostituibile fonte d'ispirazione per modellare il carattere dei personaggi.

Alcune volte in lista le lettrici sono un po' severe nei confronti degli sceneggiatori maschi, perché sembra non riescano a rendere del tutto giustizia alla psicologia femminile... cosa è davvero difficile nel gestire un personaggio femminile, secondo te?

FM - Cercare di guardare un personaggio femminile con gli occhi di una donna è la risposta più semplice, ma anche la più sbagliata, temo. Gli uomini che tentano di farlo spesso (non sempre, sia chiaro) vedono un personaggio femminile come secondo loro farebbe una donna, non come farebbe veramente una donna (e viceversa, sia chiaro). Prendiamo la faccenda del nudo, per esempio: spesso a scandalizzarsi per un eccesso di nudo e di "mortificazione" del corpo femminile sono più gli uomini che le donne. Io ho visto molta più sensualità nei disegni delle ragazze che in quelle dei disegnatori, anzi, spesso Antonio Serra, su Legs, ha dovuto costringere le sue disegnatrici a "reprimere" questa sensualità, perché andava decisamente oltre il limite a cui una serie bonelliana può arrivare. Io credo che per descrivere un buon personaggio femminile ci voglia soprattutto una certa sensibilità, che può essere sia maschile che femminile (perché non è detto che si sia più bravi a dipingere un personaggio del proprio sesso), e cercare soprattutto la naturalezza. Che è come dire tutto e niente, me ne rendo conto, ma proprio perché è una questione di sensibilità personale non saprei come spiegarmi. Posso solo dire che, personalmente, considero Myriam e Jasmine molto più riuscite, come personaggi, di Jonathan (senza volerlo sminuire, sia chiaro). O forse, più semplicemente, mi diverto di più a scrivere di quelle due.

Non avendo altri punti di riferimenti bonelliani (eccetto Legs & Co.) come ti sei trovato a darle un'impostazione autonoma rispetto all'eroe principale? A chi ti sei ispirato o hai pensato mentre le creavi?

FM - A persone reali. Perché la filosofia è sempre stata quella che, anche nelle situazioni più fantastiche o avventurose, Myriam e Jasmine avrebbero sempre avuto comportamenti realistici, da normali ragazze o donne (è Jonathan quello avvezzo alle situazioni "calde"). Non sono come Legs, perché non sono delle "guerriere", non sono come Julia perché non combattono il crimine, e non sono come Gea perché non hanno una "missione". Sono solo due normali ragazze che non sanno bene come gestire i poteri che possiedono.

Ritieni che debbano o possano essere sfruttati maggiormente questi elementi, o che si debba mantenere un'impronta comunque avventurosa?

FM - Qui la scelta spetta ai singoli autori. Personalmente, su 64 albi usciti di Jonathan, ne conterei una dozzina in cui l'avventura non sia un pretesto per mettere in scena scelte e sentimenti dei personaggi. E' anche uno dei motivi per cui ci sono pochi cattivi memorabili nella serie (Xenia Kristatos e le Crimson Seven sono delle cattive di cui sono particolarmente fiero, ma forse sono le sole): la mia attenzione è sempre sui tre protagonisti, sulle loro azioni e soprattutto sulle relative motivazioni e conseguenze. Questo è il modo in cui a me piace scrivere, non una regola da seguire.

Proprio perché in Bonelli alcuni temi sono stati presentati poco è probabile che ti siano stati posti dei freni in questo senso. Adesso che hai la possibilità di muoverti con maggiore libertà prevedi qualche cambiamento importante?

FM - Io credo che i lettori rimarranno inizialmente spiazzati dai cambiamenti che troveranno nella nuova serie, ma protagonisti rimarranno loro. In realtà la nuova serie consentirà di esplorare nuovi lati dei loro caratteri, a rimettere tutto in gioco mettendoli di fronte a nuove e diverse situazioni, tutte cose che avranno conseguenze. Insomma, anche la nuova sarà una serie incentrata sui personaggi, solo che questa volta l'avventura (intesa come la continuity della serie) non sarà un pretesto per parlare di loro, ma sarà basata su di loro.

Rispetto a Jonathan trovi gran differenza tra come lavoravi in Bonelli e come lavori adesso alla Star Comics?

FM - Le differenze sono molte: evito confronti perché, come sempre, non è che un modo di lavorare sia migliore o peggiore, è semplicemente diverso. Ci sono aspetti per cui apprezzo moltissimo il lavorare in questo nuovo modo, e altri per cui rimpiango quello vecchio. E' normale.

 

Hai accennato al fatto che forse le due ragazze avranno qualche storia singola... Ci puoi anticipare qual è la tua idea? Sarà una parentesi oppure pensi di inserirle nella serrata continuity di JS? Ci sono altri personaggi del mondo di Jonathan che secondo te meriterebbero un'occasione da solista?

FM - La mia idea è quella di un albo fuori serie o di un volume dedicato esclusivamente a loro due e realizzato secondo una precisa formula (o filosofia), che esporrò alla star Comics se le vendite di Jonathan Steele giustificheranno nuove iniziative. Escludo una serie spin-off perché sarebbe troppo impegnativa, ma un volume all'anno dedicato a Myriam e Jasmine lo realizzerei molto volentieri. Quanto agli altri comprimari… Ognuno di loro ha una sua storia, che potrebbe essere raccontata, ma credo che questo verrà fatto all'interno della serie di Jonathan.

E' nato prima "l'uovo" o "le galline"... cioè': e' il tuo amore per la continuity serrata che ti ha fato inserire due personaggi dotati di una forte componente evolutiva sentimentale, o sono i personaggi che, ad un certo punto ti hanno costretto alla continuity serrata?

FM - Mah, io ho iniziato pensando a un personaggio (Jonathan) che si presentasse ai lettori in un modo e poi cambiasse piano piano, e a una trama da sviluppare nel corso della serie. E lì è iniziata la reazione a catena.


Per LW hai scritto il suo (lontanissimo) Speciale n.3 "Le Aquile di Kane". Come hai affrontato questa "prova"? E' stato difficile oppure piacevole gestire la prima donna in Bonelli?

FM -Le Aquile di Kane è una storia molto vecchia, praticamente il soggetto mi era stato approvato insieme a quello del mio primo Nathan Never (il n. 45) e ho cominciato a scriverla subito dopo, solo che il disegnatore, proprio mentre iniziava a realizzarla, era stato richiamato per il Servizio Civile, quindi la storia è stata portata a termine in un arco di tempo lungo il doppio. Quando poi è stato deciso di trasformarla in uno speciale (tra l'altro, io avevo "sforato" di tre o quattro pagine), io ero ormai troppo impegnato con Zona X, quindi la storia è stata portata a termine da Stefano Piani, che ha aggiunto tutte le gag sul cioccolato e ha allungato le scene di battaglia alla fine per raggiungere le 128 tavole necssarie. A parte questa genesi, è comunque una storia che mi sono divertito a scrivere, perché l'attenzione, più che al banale intreccio poliziesco, era incentrata sui personaggi, non solo Legs e May, ma anche i membri della base (soprattutto il personaggio ispirato a Walther Matthau), i piloti della scuola di volo… Una mia tipica storia, credo.

Come vedi i personaggi femminili nel fumetto (Bonelli e non)? Pensi di aver contribuito a cambiare certi cliché?

FM -Non sono così presuntuoso, però lo sono abbastanza da ritenere Myriam e Jasmine due personaggi molto ben riusciti e originali (nei limiti del possibile) nel panorama fumettistico. Quanto ai personaggi femminili in generale, posso dirti quali sono quelli che mi hanno colpito più di altri sin dall'infanzia: Aleta (la moglie del Principe Valiant), Fujiko (quella di Lupin III, ma solo la versione a cartoni animati) e Oscar (sì, proprio quella Lady Oscar). E io credo proprio che tracce di ognuna di queste tre eroine si ritrovino in parte proprio nei miei personaggi.


Quando hai capito che ti sarebbe piaciuto scrivere per i fumetti? E il passo successivo qual è stato?

FM -A scrivere, per passione e "bisogno fisico" ho iniziato verso i dodici anni, inizialmente inventandomi nuove storie (sotto forma di racconti - che ho accuratamente distrutto) per le serie che seguivano e che magari erano finite (e immaginandomi incontri tipo Agente Speciale/Goldrake), ma fino al 1989 non avevo idea che avrei potuto scrivere davvero fumetti. E' stato allora che ho casualmente conosciuto Antonio Serra, e quell'incontro ha davvero cambiato la mia vita.


Cosa consiglieresti ad un aspirante sceneggiatore?

FM -Premesso che la Passione, quella con la P maiuscola, è il requisito indispensabile, bisogna avere fiducia in se stessi, ma anche ascoltare le critiche (e poi decidere se erano sensate oppure no), ma senza dubbio servono:
- La perseveranza, perché gli ostacoli da superare sono molti;
- La pazienza, perché ci vuole tempo
- La preghiera (alla divinità che preferite, se l'avete, altrimenti al fato in generale), perché il talento, l'ostinazione e tutto il resto sono le doti che ti faranno lavorare, ma ogni tanto ci vuole anche quel briciolo di fortuna che permette che qualcuno se ne accorga.



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Biografia:
Federico Memola è nato a Milano l'8 ottobre 1967 e si è diplomato al Liceo Linguistico. Nel 1990, ha cominciato a collaborare con la rivista "Fumo di China", per la quale ha creato la serie "Moon Police Dpt.", e ha scritto alcune sceneggiature per l'"Intrepido". Nel 1993, è entrato a far parte della Sergio Bonelli Editore come redattore e sceneggiatore. Per la Sergio Bonelli Editore ha realizzato i seguenti albi:
Nathan Never n. 20 (solo soggetto), 45
Legs Weaver Special n.3 (con Stefano Piani).
Per Zona X ha ideato le serie "La stirpe di Elän" e "Legione Stellare".
Ha ideato la serie Jonathan Steele di cui ha scritto quasi tutti i 64 albi.
Attualmente sta scrivendo le storie per la seconda serie di Jonathan Steele pubblicata dalla Star Comics.

In rete:
Il sito ufficiale di Jonathan Steele: www.jonathansteele.com

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