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ANGELICA TINTORI RISPONDE!
A cura di Martina Galea, Daniela Zeta e Federico Castagnola

 
Un ritratto di Angelica tintori



Il volto dell'assassino - #31



Il Leviatano - #49




Quinto: non uccidere - #80




Lo scienziato - #101




Abbandonate nello spazio - #102




Missione tra i ghiacci - #LWSp1



NN - Un caso per Solomon Darver




Il libro di AT su M. Crichton




Libro di AT sulla saga di Star trek

Come hai pensato di diventare sceneggiatrice di fumetti? Casualità o hai seguito un tuo desiderio a lungo covato?

AT - Assoluta casualità. È colpa - o merito - di Stefano Piani e Alberto Ostini, due amici dei tempi dell'università. Mi hanno invitato a propormi, visto che la redazione era alla ricerca di una donna per scrivere Legs e io - completamente a digiuno di scrittura fumettistica e non poi questa gran conoscitrice di quel mondo - ci ho provato. All'inizio ho scritto e riscritto per appropriarmi di alcuni meccanismi base, poi ho imparato. Almeno, credo. Anzi, no, ne sono convinta!

Come è per te il mondo del fumetto visto da dentro? È diverso da come te lo immaginavi?

AT - Onestamente non avevo aspettative. Certo è che in questi otto/nove anni durante i quali ho lavorato nel settore e frequentato l'ambiente sono cambiate un po' di cose. Almeno per quanto riguarda l'ambito che conosco io, che è soltanto una porzione del mondo del fumetto nel suo complesso. Per esempio, all'inizio della mia esperienza, mi sembra fosse tutto più dinamico, poi le cose si sono un po' fermate: è un fatto che il fumetto popolare italiano stenti a decollare fuori dei nostri confini e che quello che funziona in Francia fatica ad affermarsi da noi (lo stesso prodotto vende in Francia anche dieci volte di più che in Italia...). E questo anche a fronte della forte diminuzione delle vendite del fumetto popolare italiano sul nostro territorio.

Cosa te ne pare del mondo del fumetto al femminile? Ci sono poche donne che sceneggiano in Italia... a chi o caso lo attribuisci?

AT - Mi sembra che parlare di "fumetto al femminile" in Italia sia difficile, nel senso che quasi tutto quello che c'è in giro è prodotto da uomini (creatori di personaggi, scrittori). Forse, sul fronte dei disegnatori le ragazze sono più numerose, però - mi pare - sono in maggioranza esecutrici di progetti di altri. Di Vanna Vinci o di Sara Colaone - tanto per citare due mie amiche - non ce ne sono poi molte.

Credi che per un uomo sia possibile sceneggiare a fondo un personaggio femminile, e viceversa?

AT - Sono serenamente convinta che se un professionista è tale, cioè ha capacità e almeno un po' di esperienza, riesca a ottenere comunque buoni risultati. Che possono migliorare con l'entusiasmo, la sensibilità, l'apertura mentale.

Il fumetto è essenzialmente "maschile" (scritto da uomini e pubblicato da uomini?) oppure è soltanto un luogo comune? (v. produzione giapponese?)

AT - Credo che fosse un mondo esclusivamente maschile sino a 15/20 anni fa (almeno in Italia). Ora come ora, mi sembra che ci siano molte lettrici in più, ma, forse, non trovano poi queste grandi novità. Insomma, credo che il pubblico sia cambiato, il prodotto un po' meno.

C'è qualche autore, di libri o di fumetti a cui ti ispiri o a cui ti sei ispirata per le tue storie? Solitamente leggi fumetti? Cosa?

AT - No, la mia formazione è principalmente letteraria e cinematografica. In tempi successivi si è aggiunta la televisione e soltanto da ultimo il fumetto. Lavorando in quest'ambito ho ricominciato a leggerne, di americano, di giapponese, di francese, ma raramente mi sono entusiasmata. Anche se qualche colpo di fulmine mi è capitato, come nel caso di Frank Miller.

Ci racconti, a mo' di manuale di scrittura per fumetti, come parte un'idea, come la elabori e poi come finisce in un soggetto? Pensi già subito alla sceneggiatura o preferisci elaborare nei dettagli il soggetto?

AT - L'idea è il processo meno descrivibile. Nel senso che ognuno credo abbia un percorso personale. I soggetti che poi sviluppo possono prendere l'avvio da tanti spunti: dalla cosiddetta "vita vissuta" (qualcosa che vedi, che ascolti) come dalla lettura di un giornale, dalla visione di un film, dalla lettura di un libro. Spesso questi spunti si combinano e - opportunamente elaborati - si trasformano in un soggetto. In quanto alla stesura, mi adeguo alle richieste che mi vengono fatte: se si vuole un soggetto dettagliato, lo faccio; se se ne vuole uno succinto, va bene lo stesso. In fase di sceneggiatura, comunque, qualche cambiamento finisci per farlo comunque.

Come è il tuo rapporto con Legs? Come trovi il personaggio? E le sue storie? Pensi di essere riuscita a interpretare un fumetto complesso come quello di Legs?

AT - La Legs che ho conosciuto io all'inizio era divertente e interessante. Poi temo abbia perso man mano carattere, coesione, senso. Un peccato di cui mi rammarico non poco. Io mi ci sono accostata con entusiasmo, dando sfogo - per quanto possibile - a quello che la mia sensibilità mi suggeriva, nel rispetto delle caratteristiche e dei limiti del personaggio. E poi mi sono divertita con Legs più di ogni altra cosa. Nonostante rimanga soddisfatta del mio Nathan n.151, dei miei Agenzia Alfa e persino degli albetti.

Le tue storie legsiane sono state tutte molto apprezzate dai lettori. Cosa credi che renda particolari queste tue storie rispetto a quelle dei tuoi colleghi?

AT - È la prima volta che mi viene detta una cosa del genere e ovviamente mi fa piacere. Non vorrei né saprei esprimermi nel confronto con i "colleghi", alcuni dei quali sono persone che stimo moltissimo. Posso dire soltanto una cosa e cioè che alcuni scrittori tendono a inserirsi in uno o più generi o, meglio, a occuparsi di alcuni temi specifici dai quali difficilmente escono; altri, invece, desiderano spaziare ad ampio raggio e riescono a esprimersi nelle varie situazioni. Penso che quest'ultimo sia più il mio caso.

Come sono stati i rapporti con la redazione di Nathan e Legs e con la Casa Editrice in senso lato?

AT - Non è una domanda cui io possa rispondere, essendo sempre stata un'ospite della nostra come di altre redazioni, ma non essendo appartenuta a nessuna. M'immagino che gli alti e bassi si siano alternati, ma non saprei dire quale sia stata la fase prevalente. Anche se, forse, possiamo immaginarcela...

A cosa attribuisci lo scarso successo editoriale legsiano? Hai letto gli albi del nuovo corso legsiano? Cosa ne pensi?

AT - Non mi risulta che ci sia stato uno scarso successo editoriale per Legs, se non in tempi piuttosto recenti. Credo piuttosto che il personaggio sia un po' fuori schema rispetto alla classica testata bonelliana e che non sia stato sostenuto come si sarebbe potuto. Confesso di aver letto soltanto un albo del nuovo corso e, quindi, di non avere un'opinione in proposito. So che quando codesto nuovo corso ci è stato prospettato, ho avuto la sensazione che il personaggio perdesse alcune prerogative originali, andando ad appiattirsi su Nathan.

La chiusura di Legs lascia purtroppo aperta una sottotrama creata da te, quella relativa al Leviatano. Visto difficilmente avrai l'occasione di chiuderla ti piacerebbe dirci come avevi intenzione di portare avanti la tua trilogia legsiana?

AT - È passato del tempo e credo che adesso la porterei avanti e chiuderei in maniera un po' diversa da come l'avevo pensata in origine. Comunque, gli alieni con il Leviatano non c'entrano: si tratta di una "evoluzione" dell'uomo capace di coniugare i migliori risultati della ricerca cibernetica con i migliori di quella biologica. L'obiettivo sarebbe quello di ottenere una razza umana efficiente e praticamente priva di problemi e, quindi, il migliore dei mondi possibili, dove regna il principio secondo cui il fine più alto è l'utile (come qualche filosofo inglese del Seicento ha già affermato...). E' chiaro che in tutto questo emergono seri problemi di natura etica, per esempio.

Con quale disegnatore/trice ti sei trovata in particolare sintonia? Sei esigente o preferisci dare ampia spazio al disegnatore?

AT - Devo dire che non ci sono mai stati problemi con nessuno. Preciso anche che tendenzialmente né lo sceneggiatore sceglie il disegnatore né viceversa: le assegnazioni vengono fatte dalla redazione, che - in qualche caso - può seguire un'indicazione che viene dall'uno o dall'altro. I due con i quali ho lavorato più spesso - pare con reciproca soddisfazione - sono stati Simona Denna e Andrea Bormida, ma è stato un caso. Con altri, che sono amici, mi sarebbe piaciuto lavorare, ma non si è verificata l'opportunità. Ammetto che con Lola Airaghi si è formato un sodalizio davvero eccezionale anche sul piano umano, tanto che continuiamo a cercare occasioni per combinare qualcosa insieme.

Tempo fa si accennava a una tua possibile storia per Martin Mystère. E' stato accantonato questo progetto oppure possiamo ancora sperare di leggere questa storia? Quale mystero ci avresti raccontato?

AT - Progetto accantonato non tanto per motivi creativi quanto per questioni pratiche nelle quali non è il caso di addentrarsi. Sono grata ad Alfredo Castelli per l'opportunità offertami e la schiettezza che mi ha sempre dimostrato. E' stato anche generoso nello scrivere la postfazione di un mio libro a cui tenevo e tengo molto.

La Bonelli ha chiuso o sta per chiudere molte testate di recente, e sta effettuando cambiamenti radicali, come la bimestralità di alcune testate, o il cambio di formato. Cosa pensi di questa evoluzione? Dove si sta dirigendo la Bonelli?

AT - Penso che la Bonelli si sia mossa in ritardo e poco a fronte dei grandi cambiamenti che sono intervenuti negli ultimi anni (i videogames, il grande successo della serialità televisiva eccetera). Non so se sia presente una strategia allo stato attuale delle cose e, quindi, dire dove stia andando la casa editrice è assai difficile.

In Italia, Disney e Bonelli "soffocano" in un certo senso il mercato, specie per quanto riguarda i giovani e gli emergenti. La Star Comics e la Free Books stanno cercando, in parte, di invertire la tendenza, accogliendo nuovi autori e proponendo testate alternative a quelle "classiche": come credi che stia reagendo il lettore a questi eventi?

AT - Non lo so. Credo che qualche risposta in questo senso potrebbe venire interpellando la Star e la Free. Certo che le dimensioni e la forza di Bonelli e Disney rendono molto difficile affermarsi per chiunque abbia risorse inferiori.

Finora hai collaborato con fumetti creati da altri. Dovessi decidere di realizzarne uno tutto tuo verso quali generi e personaggi ti indirizzeresti?

AT - Mi piace la fantascienza e di qualcosa in materia si era discusso. Si trattava di qualcosa di diverso rispetto a Nathan e Legs: niente indagini, più avventura, politica, filosofia. Poi sono un'appassionata di storia e c'è un progetto già piuttosto formato, con persino delle tavole - peraltro splendide - disegnate da Lola Airaghi: chissà, forse un giorno...

Parallelamente al fumetto abbiamo visto che hai una prolifera attività di saggista: in questo settore a cosa stai lavorando attualmente?

AT - Spottone pubblicitario!! Il 21 ottobre esce nelle librerie il primo volume della collana "i Telenauti" di cui sono curatore. Si tratta di monografie (con guida agli episodi, curiosità e corredo critico) dedicate alle serie tv. Il primo libro è su "Stargate SG-1" e ne sono autore insieme a Elisabetta Vernier (l'editore è Delos Books). Ho cominciato a collaborare anche con un nuovo mensile che si trova nelle edicole con il primo numero da circa una settimana, che si chiama "Series". Nei prossimi mesi spero di tornare ad affiancare all'attività di saggista anche quella di autore per la televisione: il processo è lento, ma prima o poi ci si potrebbe arrivare... Ultima cosa: dal 6 al 16 ottobre a Lugano (sì quella in Svizzera a un'ora da Milano) ci sarà ManorFumetto, splendida manifestazione, in questa edizione dedicata ai lavori di ambientazione africana di Hugo Pratt. Sarò a Lugano dal 6 al 10 a promuovere il catalogo della mostra di tavole originali e di omaggi di illustratori contemporanei (fra cui Lazzarini e Airaghi) che contiene persino una mia poesia... Poi, ci sarà anche un racconto storico-horror, scritto da me e illustrato da Lola, pubblicato dalla Glamour (che, quindi, si dovrebbe trovare anche in Italia da fine ottobre...).

Quali altri personaggi, bonelliani e non, ti piacerebbe scrivere (nessun limite alla fantasia ^____^)?

AT - Mi sarebbe piaciuto scrivere Dampyr e se n'era anche parlato con il buon Boselli, ma non abbiamo combinato. E mi piacerebbe scrivere Daredevil, Batman e L'Uomo Ragno. Sono di poche pretese vero?

 

Puoi utilizzare i testi e i disegni riportati in questa intervista purchè sia indicata la fonte: www.yattaaa.net , grazie ;)

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Biografia:
Angelica Tintori nasce a Milano nel 1967. Le sue prime pubblicazioni appaiono sulle pagine de "La Rivista Illustrata del Museo Teatrale alla Scala", nel 1988, come recensore di film-opera, e videocassette di concerti, balletti e opere liriche. Si occupa di cinema e teatro dal 1989 al 1992, quindi pubblica articoli di critica cinematografica su "Il Giornale del Popolo", di Lugano. Tra il 1993 e il 1994 lavora come co-sceneggiatrice e aiuto regista per alcuni cortometraggi nella Svizzera francese, cura un corso di videoacting a Milano, dove si occupa anche di consulenze per conto di una casa di produzione cinematografica. Ritorna a collaborare con il Museo della Scala, curando l'allestimento delle mostre "Il caso Wagner al Teatro alla Scala" e "L'incantevole artificio - il melodramma nel cinema" oltre alla redazione dei rispettivi cataloghi. Dal 1997 collabora come soggettista e sceneggiatrice con la Sergio Bonelli Editore, mentre dal 1998 lavora per Fanucci come articolista della rivista "Star Trek" e come traduttrice dei romanzi della serie omonima. Il suo primo lavoro per Agenzia Alfa compare nel sesto albo e si intitola "Il tradimento".
Per la Sergio Bonelli Editore ha realizzato i seguenti albi:
LW #31 "Il volto dell'assassino", co-sceneggiato con Vinicio Canton, disegni di Davide Perconti. LW #49 "Il Leviatano", disegni di Simona Denna. LW #80 "Quinto: non uccidere", disegni di Lola Airaghi. LW #101 "Lo scienziato rapito", disegni di Antonella Vicari. LW #102 "Abbandonate nello spazio", disegni di Simona Denna. Maxi Legs #1, disegni di Simona Denna. May, allegati Legs Speciali #3-4, disegni di Vanna Vinci. Nathan Never #151 "Un caso per Solomon Darver", disegni di Paolo Di Clemente. Agenzia Alfa #6, 9 e 12, disegni di Andrea Bormida.

In rete:
Sito Sergio Bonelli Editore: www.sergiobonellieditore.it
Associazione Culturale Delosbook: www.delosbooks.it - lo store on-line www.delosstore.it
La rivista delle serie tv: www.seriesmagazine.it

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