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Joanna Russ (1927)
A cura di Vincenzo Oliva

 

Joanna RussTra le autrici di maggior rilievo, Joanna Russ è senza dubbio quella che più esplicitamente – programmaticamente – ha posto al centro della sua opera la questione femminile in una chiave di lettura femminista.

Nell’introduzione all’edizione italiana di Female Man (id.), il suo libro più importante, Oriana Palusci scrive:

...Ma la Le Guin (Ursula Kroeber Le Guin è nata nel 1929, ma il suo esordio in fantascienza data al 1962 - n.d.r.) era ancora una mediatrice, attenta a rielaborare diverse forme tradizionali, mentre la Russ, più giovane di otto anni, usò la fantascienza in modo più provocatorio e sperimentale.

Intesa correttamente, senza volervi attaccare quasi una gerarchia, la frase individua alla perfezione la diversità di approccio tra due delle principali protagoniste della straordinaria fioritura della fantascienza femminile degli anni ’70 (fioritura collegata naturalmente a quella sostanzialmente coeva del femminismo in ogni aspetto della società americana): il femminismo militante e veemente di Joanna Russ e la visione antropologica di Ursula K. Le Guin.

Joanna Russ esordì, molto giovane, nel 1959, ma avrebbe impiegato un decennio di storie tradizionali per arrivare a pubblicare nel 1968 la sua prima opera di rottura: Picnic su Paradiso (Picnic on Paradise), un breve romanzo nel quale presentava il personaggio di Alyx. Alyx sdoganò, nella fantascienza, il personaggio di una donna protagonista - credibile - a pieno titolo di storie d’azione, aprendo la strada a decine di figure consimili, create da altre donne come da moltissimi scrittori, il cui valore dipende esclusivamente dall’abilità di chi le crea. Per maggiori approfondimenti, è possibile leggere in proposito un articolo su Scifi.com.

Negli anni seguenti Russ proseguirà e approfondirà il suo discorso, e ad onta dell’apparente brutalità e sbrigatività di quel “Katy aveva ragione, naturalmente; avremmo dovuto abbatterli su due piedi.” con cui fa esprimere, parlando degli uomini, una delle protagoniste del suo breve racconto “Quando cambiò” (When it changed – tra le opere più rappresentative della sua produzione e di tutto il decennio dei ’70), il suo lavoro di decodificazione delle strutture della fantascienza al maschile e ricodificazione al femminile fu complesso e articolato all’interno di una coerente e incessante ricerca sperimentale e letteraria (non a caso anche il suo lavoro critico all’interno del campo è importante e riconosciuto).

Scrive ancora Oriana Palusci:

Ovviamente, non esiste neppure una sequenza narrativa lineare e cronologica: Female Man è un romanzo post-moderno in cui mille schegge di linguaggio costituiscono nel loro insieme l’ossatura-trama del racconto.

Pubblicato nel 1975, Female Man, certo il primo romanzo che introduca in modo programmatico il femminismo in fantascienza, resta la sua opera più ambiziosa e riuscita, nonché ostica per il lettore più tradizionale.

(qui un articolo interessante di Mario Fabiani: http://www.intercom.publinet.it/intercom/russ.htm; qui un altro articolo di Douglas Fratz:  ).  

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In rete

Un articolo interessante di Mario Fabiani
Un approfondimento di Douglas Fratz
Per chi conosce bene l’inglese, When it changed
La scheda biografica su Wikipedia

Bibliografia italiana:
http://www.fantascienza.com/catalogo/A0646.htm#4598
http://www.fantascienza.com/catalogo/A0647.htm#4598

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