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James Tiptree Jr. (1915-1987)
A cura di Vincenzo Oliva

 

James Tiptree Jr. (1915-1987)

Alla memoria di “James Tiptree Jr.” è dedicato l’omonimo premio, il James Tiptree, Jr. Award, che viene assegnato annualmente per “quella [opera di] fantascienza o fantasy che espande o esplora la nostra comprensione di genere”. Genere sessuale, si intende. Già soltanto questa dichiarazione programmatica lascia intuire molto di una scrittrice tra le meno convenzionali del campo, sicuramente tra le più originali per scrittura e profonde per complessità degli argomenti trattati e del modo di affrontarli. Quando Alice Sheldon iniziò a scrivere fantascienza nel 1967 sotto lo pseudonimo di James Tiptree Jr. era una donna nella piena maturità (era nata nel 1915). Il motivo per cui mantenne celata la sua identità – e il sesso – fino al 1977 resta ignoto, e l’illazione secondo la quale lo abbia fatto perché la sua narrativa sarebbe apparsa troppo estrema se scritta da una donna e perché il mondo della fantascienza era ancora un territorio eminentemente maschile e pronto a difendersi da invasioni di campo, vale quanto qualsiasi altra. Fatto è che, dopo un brevissimo apprendistato, circa tra il 1970 e il 1977 Tiptree fu “autore” prolifico di un ragguardevole numero di racconti e novelle, raccolti in varie antologie, che produssero una notevole e duratura influenza sulla fantascienza successiva, per gli argomenti trattati, il modo di trattarli, e lo stile. Tiptree fu un autore decisivo degli anni ’70, decennio decisivo per il femminismo nella fantascienza, per la fantascienza scritta al femminile e per gli argomenti relativi all’identità femminile in fantascienza.

Nelle sue opere esplorò con profonda acutezza e da angolazioni inusitate per la fantascienza le tematiche dell’ecologia, del sesso, dell’identità sessuale, delle relazioni tra individui e specie basate sul sesso, e appunto le rivendicazioni del femminismo, e lo fece con una scrittura che destabilizzò i suoi contemporanei; non a caso lo scrittore Robert Silverberg, anch’egli tra i protagonisti di quel decennio, nello scrivere di Tiptree dichiarò che “It has been suggested that Tiptree is female, a theory that I find absurd, for there is to me something ineluctably masculine about Tiptree's writing." (si veda questo articolo biobibliografico: (http://members.tripod.com/templetongate/tiptree.htm). E Silverberg non fu il solo tratto in inganno. La scrittrice Karen Joy Fowler, cofondatrice del premio Tiptree con la sua collega Pat Murphy scrive in proposito che “During the period of this masquerade, the reclusive Alice Sheldon published under the name James Tiptree Jr. some of the most powerful stories the science fiction field will ever see and convinced most of her readers that this radical feminist work had been done by a man.” (http://www.scifi.com/sfw/issue22/tiptree.html)

Nelle opere dell’autrice vi è un altro tema dominante, forse più di ogni altro, che intesse ogni altro: la morte. Intesa, nota John Clute nella citata Encyclopedia, come fine: del corpo o dello spirito, o della speranza; o come morte della razza. Questa ansia, questa paura (forse presaga, Alice Sheldon morirà suicida nel 1987), si traducono in una produzione letteraria che in diverse occasioni si spinge tra le più nere e a volte disperate, al di sotto della facciata perfino leggera con la quale spesso l’autrice copriva il nucleo della sua scrittura, e che assicurava una squisita leggibilità.

Negli anni successivi al ’77 la produzione di Alice Sheldon rallentò (salvo un ritorno a ritmi più elevati alla metà degli anni ’80) e in un certo qual modo se ne affievolì il tono, forse per il manifestarsi di quei disturbi che l’avrebbero infine condotta al suicidio; affrontò anche un paio di romanzi, La via delle stelle (Up the Walls of the World) ed E sarà la luce (Brightness Falls from the Air), che appaiono dilatare la sua abituale scrittura, mantenendone il fascino ma forse perdendo qualcosa in potenza (un breve articolo su La via delle stelle: http://www.scifi.com/sfw/books/classic/sfw8646.html).

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Altri link:

In inglese, alcuni dei suoi racconti più intensi:
The women men don’t see
Love is the Plan The Plan is Death
The Screwfly Solution (pubblicato come Raccoona Sheldon)

La scheda su Wikipedia
Sito dedicatole

Bibliografia italiana:

Dal sito www.fantascienza.com
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