Sabato 11 marzo, in un bel pomeriggio di caldo sole bolognese,
è stata inaugurata a Casalecchio di Reno (BO) la mostra personale
di Vanna Vinci intitolata "Alchimie". L'organizzazione comprende
principalmente la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani, il Comune
di Casalecchio e il Premio biennale scrittrici per ragazzi "Pippi".
L'inaugurazione vera e propria è avvenuta con il classico "taglio
del nastro". Un po' meno classico il nastro, fatto di tante bambine
filosofiche che si tengono per mano! Un'idea molto divertente, come
altre che le "Giannine" della cooperativa hanno attuato e
che vi racconto tra poco.
Il taglio non l'ha fatto Vanna, e questo mi ha lasciata un po' sorpresa.
Le forbici erano in mano ad Antonio Faeti, docente universitario e di
Belle Arti a Bologna ed esperto di letteratura per l'infanzia.
Non ho capito il perché, ma non c'è stata nessuna introduzione
alla mostra né a Vanna o al suo lavoro. Semplicemente è
stato tagliato il nastro. A fianco del professor Faeti c'erano il sindaco
Gamberini, l'Assessora alla Cultura della Provincia di Bologna Simona
Lembi, le "Giannine" e la Vanna stava in un angolino... ma
credo che la nostra abbia preferito così! ^_^
Un momento inquietante per Vanna (ma anche molto apprezzato!) è
stato la consegna del Diploma d'Onore del Premio Pippi : è rimasta
letteralmente senza parole!
Vanna è incredibile: ancora si deve abituare alla celebrità
e soprattutto a certi riconoscimenti un po' più formali del suo
talento!

Vanna e il diploma d'Onore del premio Pippi!
Per non cedere alla "botta adrenalinica" e
all'emozione Vanna si è messa subito al lavoro, rimanendo in
piedi come fa spesso, china sul tavolo, ha sfornato disegni su fogli
e su copie dei suoi lavori a tutta velocità. È stata bravissima!
Ha fatto chili e chili di bambine filosofiche con un pennellone speciale
di quelli che usa solo lei e che si fa portare dal Giappone.


Più o meno dalle 17.30 fino alle 19.30 non si
è mai interrotta. La sala (piccolina ma capiente) non si è
mai svuotata e non sappiamo fino a che ora è rimasta aperta la
mostra... insomma, l'inaugurazione è stata un gran successo e
non possiamo che esserne felicissimi!
Ma veniamo alla mostra vera e propria: lo spazio espositivo della Virgola
non è molto grande. Si tratta di una sala che quando è
piena contiene forse una sessantina di persone. Su due lati ci sono
delle finestre grandi che illuminano bene il resto dell'ambiente. Ciò
che attrae subito l'attenzione del visitatore (e anche la sua curiosità)
sono le tante sagome della Bambina filosofica di circa un metro d'altezza
disseminate nella sala. Tante bambine che guardano il visitatore, che
si guardano, che guardano le teche appese alle pareti... tutte con quell'aria
un po' arrabbiata, un po' cinica. Come per dire: "Ma perché
proprio a me? Ma devo proprio stare qui io? Cheppalleeee!". Da
rovesciarsi dalle risate!!
Alle pareti, invece, ci sono una ventina di teche: su uno sfondo nero
fanno bella mostra gli originali di varie opere di Vanna. Direi che
vengono ripresi tutti i suoi lavori, dai primi a quelli usciti da pochissimo:
tavole meravigliose di Aida, Lillian Brown, le storie bolognesi, Una
casa a Venezia, il primo Ombre... E anche di una storiella che si chiama
"Ghillighilli" scritta su testi di Giovanni Mattioli, che
racconta di una bimba e della terra di Aceland (Ace, proprio come il
succo di frutta: Vanna ne va matta!).
Sono bellissimi gli originali a colori di alcune delle tante illustrazioni
dei libri per ragazzi che ha illustrato negli anni. Una chicca le illustrazioni
per "Il giardino segreto", uscito per Fabbri nel 2004. Inutile
dire che è bravissima anche nella colorazione delle sue opere!
In un angolo della sala c'è un luogo più appartato, separato
da un parete, nella quale sono state messe quattro poltroncine. Su ognuna
c'è una cuffietta, tipo quelle che mette la Bambina filosofica...
le poltroncine sono rivolte verso un muro, sul quale vengono proiettate
immagini di vari fumetti di Vanna!

In un altro angolino, per terra, c'è invece l'invenzione
del secolo: una serie di fogli e di pennarelli! Direte voi: embeh?
Insomma, i bambini hanno diritto di giocare, allora per intrattenere
i più piccolini c'erano delle sagome della bambina e tanti disegni
di vestitini diversi, con i quali l'hanno vestita in tanti modi e colori
diversi. Bellissimo!
Per la mostra è stato pubblicato anche un piccolo ma gradevolissimo
catalogo (10 euro) nel quale si trovano le opere esposte, alcuni brani
di critica scritti da Antonio Faeti, Daniele Brolli e Ketty Parente
e una interessante chiacchierata con l'artista, di Marcella Terrosi.
Anche se non avete l'opportunità di vedere la mostra vi consiglio
di prenderne il catalogo, trovandolo in giro, perché è
un piccolo e prezioso specchio di Vanna Vinci e della sua arte.
Ultima annotazione, diciamo così veniale... per l'occasione gli
instancabili organizzatori sono anche riusciti ad allestire un piccolo
ma validissimo buffet con pizze, pizzettine, salatini, frittatine, ciambelle,
pinze e crostatine... slurp! Delizioso!
La bella mostra di Vanna Vinci rimarrà a Casalecchio almeno fino
al 2 aprile mentre 30 marzo Vanna avrà un incontro con gli studenti
del Liceo Pedagogico. Alla fine del periodo di esposizione bolognese
la mostra dovrebbe varcare i mari e approdare nella terra natìa
dell'autrice: Cagliari. Amici cagliaritani e sardi tutti, preparatevi
ad accoglierla con tutti gli onori!
Aggiungo solo un piccolo appunto personale: se la cura con cui autrici
come Vanna Vinci raccontano il mondo e le donne e gli uomini che lo
popolano trovasse un'adeguata attenzione da parte del mondo del fumetto
e della critica artistica, il fumetto non potrebbe far altro che guadagnarci
immensamente!
Auguri a tutte e... Yattaaa!
Ti consigliamo la lettura dell'intervista fatta a Vanna
Vinci nel febbraio 2006 e di scaricare l'invito
all'evento in formato PDF, con tutte le informazioni del caso ;)
inizio