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CARTOOMICS 2006 - Da Milano, la nostra inviata ;)
A cura di Linda

 

Sabato 25 e domenica 26 sono stata con marito e amichetti a Milano. Sabato abbiamo passato mattinata e pomeriggio al padiglione 9/2 della fiera cittadina, dove si svolgeva la tredicesima edizione di Cartoomics, mostra mercato del fumetto.

L'atmosfera mi è sembrata molto rilassata e tranquilla, merito forse dell'ampio padiglione, con soffitto altissimo, dei tavoli molto lunghi e dello spazio tra un blocco di espositori e l'altro. O forse merito della contemporanea fiera del cioccolato e della birra artigianali che si svolgeva al piano terra!

Non saprei. Però so che rispetto alla Comiconvention settembrina e all'appuntamento di Lucca abbiamo girato e visionato gli stand con molta più serenità. C'è da dire, però, che forse la partecipazione, soprattutto rispetto alla fiera toscana, è minore. Direi che c'era una netta prevalenza di "bambini" (adolescenti, ma per noi vecchioni...!) alla ricerca di serie giapponesi o di gadget che si richiamano a cartoni animati e serie televisive. Naturalmente si aggiravano per il padiglione un po' impacciati personaggi vari e copie più o meno riuscite di eroi dei fumetti. Alcuni, come una Nami di One Piece, si riconoscevano solo dal tatuaggio, altri erano fatti davvero bene!

Il materiale in vendita, però, mi è sembrato abbastanza eterogeneo. Ho notato una quantità forse più consistente del solito di gadget, action figures, portachiavi e bambolini vari. Moltissimi i manga e le serie americane, ma tanti anche gli italiani, e non solo Bonelli. Dopo qualche fiera di penuria ho ritrovato albi in vario formato della cara Sprayliz e UDITE UDITE! i portachiave di Legs Weaver e Nathan Never e una statuetta di Legs da assemblare e dipingere... su e-bay avevo già visto qualche cosa del genere, ma "dal vivo" non avevo mai avuto l'onore.

Delle tavole esposte nelle varie mostre sui pirati e su Mozart segnalo i capolavori di Manara: immagini sensuali, colorate, eleganti e di grande atmosfera. Non sarebbe male averne uno in salotto!
Ma veniamo alle cose interessanti: chi abbiamo incontrato sabato?
Con molta gioia abbiamo rivisto Alessandro Poli, prima amico di fumetteria e adesso copertinista assai bravo della nuova serie bonelliana "Demian", dalla quale ci aspettiamo grandi cose (beh, almeno qualche cosa in più di BB...!). Alessandro è un tipo molto simpatico e molto bravo. Siamo molto contenti che finalmente gli sia stato affidato un ruolo di primo piano in Bonelli. Ricordo che tra i primi lavori che propose a Sergio Bonelli per farsi notare c'era una scena con protagonista Julia, la sua bella gatta bianca e un assassino che entrava nella camera della criminologa, inquieta ma non del tutto consapevole. Suspance, narrazione, tecnica... c'era proprio tutto! Speriamo di vedere presto il Dylan Dog di Alessandro. Si, perchè questo ragazzo buonissimo e bravissimo ha un difetto 8comune ad altri geni bonelliani): è leeeentoooo! Beh, gli auguriamo davvero buon lavoro!

Nel pomeriggio di sabato c'è stato l'incontro con Pasquale Ruju, Alessandro e Sergio Bonelli per la presentazione milanese della nuova serie, che sarà ambientata a Marsiglia, con qualche sconfinamento in Spagna. Come BB durerà 18 numeri ma la fine sarà definitiva. Ma su questa osservazione tornerò dopo.

Demian ha avuto una gestazione di ben tre anni. Forse se SB non avesse monopolizzato la chiacchierata ne avremmo saputo un po' di più... ma anche di questo parlerò dopo. Quel che siamo riusciti a sentire dalle parole di Pasquale e Alessandro è stato davvero interessante. Come lo studio per i lineamenti del personaggio, alto, magro, biondo, algido. Decisamente in contrasto con l'ambiente che lo circonda e delle vicende in cui sarà coinvolto, affari tirbidi di mafia e cose del genere. Demian ha una cicatrice a forma di croce sul petto, della quale Ruju ci darà spiegazioni con un albo dedicato ma dopo aver disseminato alcuni indizi tra un albo e l'altro. E' vero quanto dice Pasquale, e ne abbiamo già avuto conferma nella struttura narrativa de "L'Insonne": con una serie finita di 18 o pochi più albi l'autore ha la possibilità di disseminare indizi in tutti gli albi, aumentare il mistero e stuzzicare la curiosità del lettore, sempre mantenendo il massimo controllo sulla narrazione, evitando errori e complicazioni che rendono le serie infinite difficili da gestire (vedi la storia travagliata di Legs). Speriamo che questa potenzialità specifica della miniserie venga sfruttata a dovere da Ruju, come sta facendo Giuseppe Di bernardo, e non rigidamente e goffamente come Tito Faraci su BB, che di misterioso non ha molto...

Un altro spunto interessante è relativo ai disegnatori usati. Ruju ha spiegato che lavoreranno su Demian diversi disegnatori, che ognuno conserverà il proprio tratto distintivo perchè questo sarà funzionale all'atmosfera dell'episodio affidatogli, dell'atmosfera pensata per gli eventi narrati. Credo che sarà molto interessante vedere questo legame esplicito trattato in Bonelli. Se non è possibile in Julia usare tecniche e stili diversi, nemmeno nelle altre testate questa libertà è concessa. Almeno non quanto in JD, ad esempio.

Per tornare ai due discorsi accennati poco sopra: il Sergione nazionale ha sproloquiato un po' a vanvera... sarà l'età.
Abbiamo capito, tra una battuta sprezzante e l'altra verso l'organizzazione delle fiere milanesi, che BB non avrà una fine con il numero 18. Sembra infatti che continuerà a vivere con un numero speciale annuale. Infatti A Bonelli le serie finite non piacciono proprio. Preferisce sapere che se una cosa gli piace proseguirà per smepre. Si potrebbe psicanalizzare questa idea! Però tutti gli dicevano che il futuro è nelle miniserie, e allora lui ha provato a sperimentarle con BB ed ora con Demian. Non che vi fosse alcuna "necessità" contingente (ma quanto si è arrabbiato per la domanda di un affezionato frequentatore di fiere che gli ha detto: ma era proprio necessario?!). Infatti la SBE si può permettere di tenere aperte le serie che più gli piacciono anche se vendono poco, magari con qualche aggiustamento. Ma allora, mi sono chiesta, di Legs non gli importava molto. Nemmeno di Jonathan Steele. E Mister No? Beh, credo che qualche necesità vera ci sia. D'altra parte, e sono ancora parole di Bonelli, non c'era "necessità" che lui si facesse vedere alla fiera... una necessità è quella di andare in bagno, mentre andare a salutare chi ogni mese rimpingua le casse della sua azienda... NON è una necessità. Credo che un bel Grazie! da parte di noi tutti ci stia bene, vero?!

Poi ha anche riferito che la bimestralità recente di alcune testate è stata solamente una richiesta degli autori, che non avevano più le risorse per affrontare la mensilità. Quindi anche qui nessuna "necessità" relativa alle vendite o alla qualità del prodotto. Per fortuna che ci sono gli autori, dico io!

Da parte mia, spero proprio che le miniserie prendano piede in Bonelli e che piano piano si "svecchino" anche gli argomenti e i temi. Altrimenti continuerò a cercare altrove il fumetto italiano bello e innovativo.

Altri momenti di interesse: Luca Enoch ci ha fatto un disegno a colori un po' strano... un ritratto di Gea nuda e di spalle... poi abbiamo intravisto la brava Elena Mirulla, disegnatrice della Saga di Ho-Lan e autrice delle divertenti strisce di "Lunetta Nosfigatu", che ospitiamo tra le pagine del sito Yattaaa.net.

Questo per quanto riguarda sabato. Noi domenica non abbiamo partecipato: la mostra "Sex&Landscapes" di Helmut Newton ha attirato la nostra attenzione più che le firme Bonelli domenicali!



L'auto di Diabolik ed una diabolica creazione di Marco sulla visione che abbiamo del nostro caro Fede ;)


Yatters: da sinistra Fede, Biky e Linda!

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