Sabato 25 e domenica 26 sono stata con marito e amichetti
a Milano. Sabato abbiamo passato mattinata e pomeriggio al padiglione
9/2 della fiera cittadina, dove si svolgeva la tredicesima edizione
di Cartoomics, mostra mercato del fumetto.
L'atmosfera mi è sembrata molto rilassata e tranquilla, merito
forse dell'ampio padiglione, con soffitto altissimo, dei tavoli molto
lunghi e dello spazio tra un blocco di espositori e l'altro. O forse
merito della contemporanea fiera del cioccolato e della birra artigianali
che si svolgeva al piano terra!
Non saprei. Però so che rispetto alla Comiconvention settembrina
e all'appuntamento di Lucca abbiamo girato e visionato gli stand con
molta più serenità. C'è da dire, però, che
forse la partecipazione, soprattutto rispetto alla fiera toscana, è
minore. Direi che c'era una netta prevalenza di "bambini"
(adolescenti, ma per noi vecchioni...!) alla ricerca di serie giapponesi
o di gadget che si richiamano a cartoni animati e serie televisive.
Naturalmente si aggiravano per il padiglione un po' impacciati personaggi
vari e copie più o meno riuscite di eroi dei fumetti. Alcuni,
come una Nami di One Piece, si riconoscevano solo dal tatuaggio, altri
erano fatti davvero bene!
Il materiale in vendita, però, mi è sembrato abbastanza
eterogeneo. Ho notato una quantità forse più consistente
del solito di gadget, action figures, portachiavi e bambolini vari.
Moltissimi i manga e le serie americane, ma tanti anche gli italiani,
e non solo Bonelli. Dopo qualche fiera di penuria ho ritrovato albi
in vario formato della cara Sprayliz e UDITE UDITE! i portachiave di
Legs Weaver e Nathan Never e una statuetta di Legs da assemblare e dipingere...
su e-bay avevo già visto qualche cosa del genere, ma "dal
vivo" non avevo mai avuto l'onore.
Delle tavole esposte nelle varie mostre sui pirati e su Mozart segnalo
i capolavori di Manara: immagini sensuali, colorate, eleganti e di grande
atmosfera. Non sarebbe male averne uno in salotto!
Ma veniamo alle cose interessanti: chi abbiamo incontrato sabato?
Con molta gioia abbiamo rivisto Alessandro Poli, prima amico di fumetteria
e adesso copertinista assai bravo della nuova serie bonelliana "Demian",
dalla quale ci aspettiamo grandi cose (beh, almeno qualche cosa in più
di BB...!). Alessandro è un tipo molto simpatico e molto bravo.
Siamo molto contenti che finalmente gli sia stato affidato un ruolo
di primo piano in Bonelli. Ricordo che tra i primi lavori che propose
a Sergio Bonelli per farsi notare c'era una scena con protagonista Julia,
la sua bella gatta bianca e un assassino che entrava nella camera della
criminologa, inquieta ma non del tutto consapevole. Suspance, narrazione,
tecnica... c'era proprio tutto! Speriamo di vedere presto il Dylan Dog
di Alessandro. Si, perchè questo ragazzo buonissimo e bravissimo
ha un difetto 8comune ad altri geni bonelliani): è leeeentoooo!
Beh, gli auguriamo davvero buon lavoro!
Nel pomeriggio di sabato c'è stato l'incontro con Pasquale Ruju,
Alessandro e Sergio Bonelli per la presentazione milanese della nuova
serie, che sarà ambientata a Marsiglia, con qualche sconfinamento
in Spagna. Come BB durerà 18 numeri ma la fine sarà definitiva.
Ma su questa osservazione tornerò dopo.
Demian ha avuto una gestazione di ben tre anni. Forse se SB non avesse
monopolizzato la chiacchierata ne avremmo saputo un po' di più...
ma anche di questo parlerò dopo. Quel che siamo riusciti a sentire
dalle parole di Pasquale e Alessandro è stato davvero interessante.
Come lo studio per i lineamenti del personaggio, alto, magro, biondo,
algido. Decisamente in contrasto con l'ambiente che lo circonda e delle
vicende in cui sarà coinvolto, affari tirbidi di mafia e cose
del genere. Demian ha una cicatrice a forma di croce sul petto, della
quale Ruju ci darà spiegazioni con un albo dedicato ma dopo aver
disseminato alcuni indizi tra un albo e l'altro. E' vero quanto dice
Pasquale, e ne abbiamo già avuto conferma nella struttura narrativa
de "L'Insonne": con una serie finita di 18 o pochi più
albi l'autore ha la possibilità di disseminare indizi in tutti
gli albi, aumentare il mistero e stuzzicare la curiosità del
lettore, sempre mantenendo il massimo controllo sulla narrazione, evitando
errori e complicazioni che rendono le serie infinite difficili da gestire
(vedi la storia travagliata di Legs). Speriamo che questa potenzialità
specifica della miniserie venga sfruttata a dovere da Ruju, come sta
facendo Giuseppe Di bernardo, e non rigidamente e goffamente come Tito
Faraci su BB, che di misterioso non ha molto...
Un altro spunto interessante è relativo ai disegnatori usati.
Ruju ha spiegato che lavoreranno su Demian diversi disegnatori, che
ognuno conserverà il proprio tratto distintivo perchè
questo sarà funzionale all'atmosfera dell'episodio affidatogli,
dell'atmosfera pensata per gli eventi narrati. Credo che sarà
molto interessante vedere questo legame esplicito trattato in Bonelli.
Se non è possibile in Julia usare tecniche e stili diversi, nemmeno
nelle altre testate questa libertà è concessa. Almeno
non quanto in JD, ad esempio.
Per tornare ai due discorsi accennati poco sopra: il Sergione nazionale
ha sproloquiato un po' a vanvera... sarà l'età.
Abbiamo capito, tra una battuta sprezzante e l'altra verso l'organizzazione
delle fiere milanesi, che BB non avrà una fine con il numero
18. Sembra infatti che continuerà a vivere con un numero speciale
annuale. Infatti A Bonelli le serie finite non piacciono proprio. Preferisce
sapere che se una cosa gli piace proseguirà per smepre. Si potrebbe
psicanalizzare questa idea! Però tutti gli dicevano che il futuro
è nelle miniserie, e allora lui ha provato a sperimentarle con
BB ed ora con Demian. Non che vi fosse alcuna "necessità"
contingente (ma quanto si è arrabbiato per la domanda di un affezionato
frequentatore di fiere che gli ha detto: ma era proprio necessario?!).
Infatti la SBE si può permettere di tenere aperte le serie che
più gli piacciono anche se vendono poco, magari con qualche aggiustamento.
Ma allora, mi sono chiesta, di Legs non gli importava molto. Nemmeno
di Jonathan Steele. E Mister No? Beh, credo che qualche necesità
vera ci sia. D'altra parte, e sono ancora parole di Bonelli, non c'era
"necessità" che lui si facesse vedere alla fiera...
una necessità è quella di andare in bagno, mentre andare
a salutare chi ogni mese rimpingua le casse della sua azienda... NON
è una necessità. Credo che un bel Grazie! da parte di
noi tutti ci stia bene, vero?!
Poi ha anche riferito che la bimestralità recente di alcune testate
è stata solamente una richiesta degli autori, che non avevano
più le risorse per affrontare la mensilità. Quindi anche
qui nessuna "necessità" relativa alle vendite o alla
qualità del prodotto. Per fortuna che ci sono gli autori, dico
io!
Da parte mia, spero proprio che le miniserie prendano piede in Bonelli
e che piano piano si "svecchino" anche gli argomenti e i temi.
Altrimenti continuerò a cercare altrove il fumetto italiano bello
e innovativo.
Altri momenti di interesse: Luca Enoch ci ha fatto un disegno a colori
un po' strano... un ritratto di Gea nuda e di spalle... poi abbiamo
intravisto la brava Elena Mirulla, disegnatrice della Saga di Ho-Lan
e autrice delle divertenti strisce di "Lunetta Nosfigatu",
che ospitiamo tra le pagine del sito Yattaaa.net.
Questo per quanto riguarda sabato. Noi domenica non abbiamo partecipato:
la mostra "Sex&Landscapes" di Helmut Newton ha attirato
la nostra attenzione più che le firme Bonelli domenicali!

L'auto di Diabolik ed una diabolica creazione di Marco
sulla visione che abbiamo del nostro caro Fede ;)

Yatters: da sinistra Fede, Biky e Linda!
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