Una bellezza elegante e raffinata, affascinante senza
essere appariscente, uno sguardo deciso e una pettinatura inusuale ma
assolutamente inconfondibile fanno di lei uno dei personaggi del fumetto
italiano che con più prepotenza è entrato nell'immaginario
collettivo. Tra quelli femminili forse solo la Valentina di Crepax può
competere con la popolarità di Eva Kant.
I motivi di questa popolarità vanno probabilmente ricercati nel
sottile equilibrio che la lega al titolare della testata in cui lei
compare. Quel Diabolik diventato negli anni una vera icona universale,
in grado di trascendere il mezzo di comunicazione in cui è comparso
per la prima volta nel 1962.
Eva è si compagna e amante, ma le sorelle Giussani, nel rappresentare
il rapporto che la lega a Diabolik hanno preferito creare più
che una comprimaria una vera e propria coprotagonista. E questo rapporto
è tanto solido che è difficile capire quale dei due debba
il proprio successo all'altro ed è impossibile immaginare entrambi
da soli. Una coppia quindi, affiatata e indivisibile, ma allo stesso
indipendente e libera. Un rapporto paritario basato sulla fiducia e
sul rispetto, che oggi può sembrare moderno e all'avanguardia,
ma che fu un vero shock per l'Italia degli anni sessanta diventando
uno dei motivi per cui la testata venne messa all'indice per molti anni.
Eva Kant compare per la prima volta nel terzo numero
della testata, "L'arresto di Diabolik", comparso nelle edicole
nel febbraio 1963, in una storia che vede il protagonista condannato
a morte e salvato in extremis da quella che da lì a poco sarebbe
diventata la propria compagna e complice. Da quel momento la coppia
diventa inseparabile ed Eva entra di diritto nel gotha del fumetto italiano,
tanto da meritare recentemente un volume nella collana dei Classici
del Fumetto allegata al quotidiano La Repubblica.
Ma andando indietro negli anni si scopre che non sono state poche le
occasioni nelle quali ha potuto correre da sola.
Già nel 1976 si guadagna addirittura una serie di storie tutte
sue di otto tavole realizzate da Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini
(la coppia che qualche anno dopo avrebbe creato Martin Mystère),
pubblicate sul mensile Cosmopolitan, e quindi non su una testata fumettistica,
e riprese poi sul periodico Il Mago.
Nel 1996 un'altra breve storia la vede protagonista. E' un albetto realizzato
in occasione della mostra Lady Fumetto di Lugano e allegato all'omonimo
catalogo realizzato dalla Glamour.
Nel 2001 invece una serie di strisce la vedono come istruttrice di autodifesa
per donne.
Anche nel 2003 una breve storia tutta sua realizzata in occasione di
una mostra a Trieste.
Ma la vera rivoluzione si ha nel 2003 quando, per festeggiare i quarant'anni
dalla sua prima apparizione, Tito Faraci e Sandrone Dazieri, con la
collaborazione di Giuseppe Palumbo ed Emanuele Barison ai disegni, vanno
a scavare nel suo passato per narrarci le sue incredibili origini. Origini
che mostrano ai suoi lettori da dove arrivino la sua grinta e la sua
abilità. Un volume da scoprire nella versione economica da edicola
o in quella più raffinata da libreria.

Ma come si è detto la forza di Diabolik è
stata quella di essere diventato un personaggio riconoscibile anche
da chi non legge le sue storie a fumetti grazie a trasposizioni attraverso
altri media. E così nel 1968, Eva Kant è stata portata
sullo schermo e resa in carne ed ossa da Marisa Mell in un film diretto
da Mario Bava con John Philip Law nel ruolo del genio del crimine. A
darle una voce nei vari radiodrammi tratti da alcune storia è
stata invece Roberta Greganti. Più recentemente in un video musicale
a darle un volto è stata l'attrice e showgirl Claudia Gerini.
E sempre più spesso si sente parlare di un nuovo film per il
Re del terrore!
in rete:
Il sito ufficiale di diabolik: diabolik.it
Il fanclub: diabolikclub.it
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