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LA REGINA DEL TERRORE

A cura di Federico Castagnola - 26/04/2006

 

Una bellezza elegante e raffinata, affascinante senza essere appariscente, uno sguardo deciso e una pettinatura inusuale ma assolutamente inconfondibile fanno di lei uno dei personaggi del fumetto italiano che con più prepotenza è entrato nell'immaginario collettivo. Tra quelli femminili forse solo la Valentina di Crepax può competere con la popolarità di Eva Kant.

I motivi di questa popolarità vanno probabilmente ricercati nel sottile equilibrio che la lega al titolare della testata in cui lei compare. Quel Diabolik diventato negli anni una vera icona universale, in grado di trascendere il mezzo di comunicazione in cui è comparso per la prima volta nel 1962.
Eva è si compagna e amante, ma le sorelle Giussani, nel rappresentare il rapporto che la lega a Diabolik hanno preferito creare più che una comprimaria una vera e propria coprotagonista. E questo rapporto è tanto solido che è difficile capire quale dei due debba il proprio successo all'altro ed è impossibile immaginare entrambi da soli. Una coppia quindi, affiatata e indivisibile, ma allo stesso indipendente e libera. Un rapporto paritario basato sulla fiducia e sul rispetto, che oggi può sembrare moderno e all'avanguardia, ma che fu un vero shock per l'Italia degli anni sessanta diventando uno dei motivi per cui la testata venne messa all'indice per molti anni.

   

Eva Kant compare per la prima volta nel terzo numero della testata, "L'arresto di Diabolik", comparso nelle edicole nel febbraio 1963, in una storia che vede il protagonista condannato a morte e salvato in extremis da quella che da lì a poco sarebbe diventata la propria compagna e complice. Da quel momento la coppia diventa inseparabile ed Eva entra di diritto nel gotha del fumetto italiano, tanto da meritare recentemente un volume nella collana dei Classici del Fumetto allegata al quotidiano La Repubblica.
Ma andando indietro negli anni si scopre che non sono state poche le occasioni nelle quali ha potuto correre da sola.
Già nel 1976 si guadagna addirittura una serie di storie tutte sue di otto tavole realizzate da Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini (la coppia che qualche anno dopo avrebbe creato Martin Mystère), pubblicate sul mensile Cosmopolitan, e quindi non su una testata fumettistica, e riprese poi sul periodico Il Mago.
Nel 1996 un'altra breve storia la vede protagonista. E' un albetto realizzato in occasione della mostra Lady Fumetto di Lugano e allegato all'omonimo catalogo realizzato dalla Glamour.
Nel 2001 invece una serie di strisce la vedono come istruttrice di autodifesa per donne.
Anche nel 2003 una breve storia tutta sua realizzata in occasione di una mostra a Trieste.
Ma la vera rivoluzione si ha nel 2003 quando, per festeggiare i quarant'anni dalla sua prima apparizione, Tito Faraci e Sandrone Dazieri, con la collaborazione di Giuseppe Palumbo ed Emanuele Barison ai disegni, vanno a scavare nel suo passato per narrarci le sue incredibili origini. Origini che mostrano ai suoi lettori da dove arrivino la sua grinta e la sua abilità. Un volume da scoprire nella versione economica da edicola o in quella più raffinata da libreria.

 

Ma come si è detto la forza di Diabolik è stata quella di essere diventato un personaggio riconoscibile anche da chi non legge le sue storie a fumetti grazie a trasposizioni attraverso altri media. E così nel 1968, Eva Kant è stata portata sullo schermo e resa in carne ed ossa da Marisa Mell in un film diretto da Mario Bava con John Philip Law nel ruolo del genio del crimine. A darle una voce nei vari radiodrammi tratti da alcune storia è stata invece Roberta Greganti. Più recentemente in un video musicale a darle un volto è stata l'attrice e showgirl Claudia Gerini. E sempre più spesso si sente parlare di un nuovo film per il Re del terrore!


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