Su insistenza dei miei compagni di viaggio, ho deciso di riportarvi i miei "reportage imprevisti", momenti fumettistici a cui partecipo inconsapevolmente. In realtà il detto "donna salvata mezza avvisata" con me non funziona granché: anche se mi avvisate che ci sarà tale occasione per tale faccenda, mi lascio sempre fregare dagli eventi. Per essere nata nella terra di Orazio e del suo Carpe Diem, sono davvero un disastro.
SARA' UNA NOTTE DIABOLIKA E INSONNE
Finalmente mi sono decisa a raccontarvi di un piccolo evento avvenuto lo scorso 13 febbraio. Il locale (che non so
perché mi viene da chiamare "locanda") si chiama La Terra di Mezzo e
si trova, non chissà dove nel mondo fantasy, ma a Pontassieve, nei
dintorni di Firenze. Non era popolato da nessun essere fantastico,
beh, almeno non a prima vista, ma se volete la verità, aveva per
protagonisti principali due eroi da fumetto. Due tra le figure più
notturne e magnetiche del panorama italiano, accomunate in questa
occasione dalla presenza di due dei loro autori, Giuseppe Di Bernardo e Jacopo Brandi.
Quando sono arrivata alla locanda, in effetti, avevo già assillato con
mille domande il povero Francesco Matteuzzi che, se con Diabolik, il
Re del Terrore (che di presentazioni forse non ne ha più davvero
bisogno!) non aveva molto a che fare, sicuramente si sentiva più a suo
agio a parlare di Desdemona Metus, in arte L'Insonne, deejay di una
piccola immaginaria radio fiorentina dal nome di Radio Strega.
"Immaginaria", nemmeno tanto. O meglio nel mio immaginario, proprio
dietro il mio subconscio, quella Radio si chiama NovaRadio e, tra le
tante, trasmette gli oramai mitici audiofumetti de L'Insonne e per me
è proprio Desdemona a raccontarci le sue storie. Ovviamente mi
sbaglio, non può essere Desdemona, nemmeno quella che modera il
piccolo dibattito a cui tutti, Giuseppe, Jacopo e Francesco sono
coinvolti, nonostante la sua voce sia esattamente quella. Isabella
Mancini è cosciente da sé che molti di noi lì, ad ascoltarla, abbiano
avuto tutto lo stesso insolito déjà vu e faticavano ad associarla alla
sua figura. Alla fine probabilmente ci siamo arresti e abbiamo
prestato attenzione alle domande che poneva agli autori, consci che la
magia di quello sdoppiamento inconscio non sarebbe andato via
comunque.
Non ricordo nulla di cosa si siano detti, se non qualche squarcio
irrilevante: complice la birra e le luci soffuse del locale, ho
dimostrato a me stessa di essere una pessima giornalista, che copia
appunti oramai incomprensibili su un foglietto di carta per caso
trovato in borsa. Ed ero anche lontana dalla mia inseparabile
videocamera. Peggio di così! Ad ogni modo cercherò di rimettere
insieme quel che più mi sembra abbia un nesso logico. Da un lato
Diabolik uguale a se stesso da anni, ma una garanzia del fumetto
popolare che ancora oggi affascina e terrorizza i suoi lettori di
sempre e perché delle nuove generazioni, che usa una griglia di
vignette piuttosto statiche e che permette una lettura senza intoppi,
dall'altro L'Insonne, che nel suo piccolo sperimenta una costruzione
più libera, ma anche una varietà di temi che ad un ladro in cerca di
gioielli o denaro non è certamente permesso, se mai fosse davvero
interessato a farlo!
I canoni diabolici difatti sono codificati nel tempo e dal tempo,
mentre la vita editoriale di Desdemona in qualche modo riflette anche
la sua capacità di mutare a seconda dal tempo. Vale anche il cinismo e
immutabilità caratteriale del nostro ladro, anni luce lontano dalla
possibile evoluzione psicologica di Desdemona che per giunta ha una
data di nascita con tanto anno dichiarato (17 Gennaio 1984). Un
vincolo e un'opportunità che risultano una sfida che non può che
appassionare lo scrittore.
Questa della realtà è una sfida anche sul piano della narrazione. Se
Diabolik è ambientato in un tempo non tempo, Desdemona ci offre
diversi spunti storici da cui partire, da cui dipanare le sue storie,
fin quando non fa capolino la magia, o meglio quel che non si conosce
a cui non troviamo altra spiegazione, che per altro è distante da
Desdemona quanto lo è il suo dichiarato scetticismo.
Lo so, ci sarebbero mille altre cose da aggiungere e che mi verranno
in mente quando appoggerò la penna sul foglio (quelli dei miei
disastrosi appunti) e penserò di non aver reso giustizia agli autori,
ma soprattutto a Diabolik e Desdemona. Eppure l'incanto della serata è
ancora fortemente presente nel mio immaginario , almeno fin quando non
ho sentito Giuseppe dire "è ora per me di andare a dormire", visto che
stentavo un po' a credergli!
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